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Economia

Coldiretti Umbria, peste cinghiali: la determinazione dirigenziale della regione non "centra" l'obiettivo!

Di Redazione Umbria Notizie Web 24 Giugno 2022 – 12:21 2 min di lettura

"Serve più coraggio, così non va": modificare il provvedimento per interventi più impattanti, preservando le zone intorno agli insediamenti produttivi

(UNWEB) La Determinazione Dirigenziale della Regione che prevede un aumento del prelievo venatorio e del contenimento, non può ritenersi sufficiente in una fase come questa che richiederebbe interventi ben più impattanti per far fronte alla proliferazione dei cinghiali, strettamente connessa ai rischi PSA per il comparto suinicolo. È quanto sottolinea la Coldiretti Umbria che ha inviato alla Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, all'Assessore regionale all'Agricoltura Roberto Morroni e a quello alla Sanità Luca Coletto, un articolato Documento con proposte di azioni che possano evitare il più possibile conseguenze devastanti di questa emergenza sul territorio, e chiedendo a tal fine una modifica della Determinazione.

Seppur continuino su tutto il territorio i danni alle colture, all'ambiente e alla pubblica sicurezza, con l'invasione e le aggressioni, come nell'ultimo caso a San Gemini, che interessano sempre di più anche i centri urbani, la priorità - spiega Coldiretti - con l'emergenza sanitaria legata alla PSA, è quella di una depopolazione del cinghiale che riguardi in primis le zone a ridosso degli allevamenti suinicoli, come già proposto, prevedendo la georeferenziazione degli stessi e delle richieste di intervento che giungono agli Atc, quali punti ove intensificare gli interventi.

Dopo già diversi mesi dall'inizio dell'emergenza PSA, "infruttuosi" dal punto di vista di una risposta convinta - ricorda Coldiretti - con il pericolo imminente, non è più tempo di tergiversare: a rischio c'è l'intera norcineria umbra e un comparto, quello suinicolo, con un ruolo rilevante sull'economia agricola, con un'incidenza pari all'11%. Se è vero - continua Coldiretti - che varie misure sono legate ai provvedimenti nazionali, a livello locale è possibile fare di più, già nel breve periodo.

Per questo oltre alla modifica della Determinazione, per tutelare il settore nell'immediato, Coldiretti Umbria avanza nel Documento anche altre richieste, come quella di consentire, in contenimento, la "girata" su tutto il territorio con un numero di cacciatori pari a venti ed un cane, per agire in maniera precisa ed efficace con risultati importanti, come già avviene nelle ZRC. Serve infatti - ribadisce Coldiretti - un'operazione sempre più decisa per frenare la proliferazione dei cinghiali, prevenendo in qualsiasi modo i danni agli allevamenti suinicoli con il blocco della movimentazione e abbattimento dei capi, come sta avvenendo purtroppo nel vicino Lazio.

Inoltre, per ripristinare nel prossimo futuro una "normalità" completa sul territorio - riferisce Coldiretti - tra le proposte, visti gli scarsi risultati sin qui degli interventi d'urgenza, quella di consentirli anche ai selettori indipendenti e quella di consentire alle squadre di potersi muovere liberamente all'interno dei vari distretti. Non ultimo la necessità di risolvere il problema ungulati in ambito urbano, non con soggetti volontari, ma con forze dell'ordine preposte, ma anche l'apertura di centri di raccolta ove conferire le carni, per ciascun Ambito territoriale di caccia.

Nota della Redazione

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