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Economia

Coldiretti Umbria, fotovoltaico: giù le mani dai terreni agricoli e dalla nostra identità!

Di Redazione Umbria Notizie Web 22 Ottobre 2022 – 10:30 3 min di lettura

Ok a transizione energetica, ma senza consumo di suolo agricolo

(UNWEB) Non vorremmo che la comprensibile "sete di energia", che sta spingendo a cercare di limitare i costi e a sviluppare alternative sostenibili come il fotovoltaico, possa portare a penalizzare l'attività primaria inducendo ad un incremento del consumo di suolo agricolo, che snaturerebbe pure ambiente e fisionomia del "Cuore Verde" d'Italia. È quanto afferma il presidente di Coldiretti Umbria Albano Agabiti, ribadendo la posizione dell'Organizzazione agricola sul tema.

Quando si parla legittimamente di fotovoltaico per mettere un freno alle emergenze in corso agevolando al contempo l'energia pulita nel nostro Paese - secondo Coldiretti - non è certo consumando altre fette di terreno agricolo, che si può arrivare alla soluzione più idonea, visto che questo andrebbe ad aggravare oltretutto le condizioni di un settore strategico come quello dell'agricoltura, dove più di una azienda su dieci (13%) è già in pericolo di chiusura a causa di questa congiuntura difficilissima.

La posizione di Coldiretti - sostiene Agabiti - è da sempre a favore di una vera e rapida transizione energetica che contenga gli effetti di questa crisi e i drammatici risvolti sulle bollette energetiche di imprese e famiglie, ma di certo non a discapito della produzione agricola o dell'ambiente, "erodendo" altro terreno, quando sono tanti i tetti di aziende o di strutture industriali obsolete, ma anche le aree da bonificare, che possono essere congrui a queste soluzioni. Sì quindi alla produzione di energia pulita da fotovoltaico, ma senza consumare terreno agricolo. Una posizione, la nostra, non certo nuova - sottolinea Agabiti - tenuto conto che chiediamo da tempo sia l'approvazione della legge sul consumo di suolo, ferma da anni in Parlamento, che del nostro impegno per la petizione contro i pannelli solari mangia suolo, per spingere invece il fotovoltaico ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole. Una convinzione forte, sostenuta da tantissimi cittadini, che ci ha portato a raccogliere migliaia di firme anche in Umbria - evidenzia Agabiti - e che ha trovato la condivisione dell'Amministrazione regionale che nel Regolamento sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ha recepito questa doppia esigenza, sia economica che ambientale.

Destinando i suoli agricoli al fotovoltaico - ribadisce Mario Rossi direttore regionale Coldiretti - accelereremmo, oltre alla perdita di agroalimentare made in Umbria, quelle di una biodiversità e di un'identità uniche legate al nostro territorio. Da qui l'esigenza, per il fotovoltaico a terra, di sfruttare solo fino al 5% della superficie dell'azienda agricola, per la produzione di energia rinnovabile.

Nonostante tra l'altro nel tempo - ricorda Rossi - si sia verificato un contenimento dei consumi energetici grazie alle nuove tecniche e all'impegno degli agricoltori per la maggiore sostenibilità delle produzioni anche con l'adozione di tecnologie 4.0, per ottimizzare l'impiego dei fattori della produzione, i rincari energetici stanno mettendo a rischio la produttività dei raccolti Made in Italy e le forniture alimentari degli italiani. Per migliorare il bilancio energetico della filiera quindi - conclude Rossi - moltiplicheremo non solo l'impegno per un fotovoltaico su tetti di stalle e capannoni rurali, ma anche per investimenti nell'economia circolare per la produzione di bioenergie, fino alla valorizzazione dei reflui degli allevamenti con il biometano che va sostenuto adeguatamente.

Nota della Redazione

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