firme(UNWEB) L'obiettivo della petizione, è di promuovere una legge che vieti la produzione, l'uso e la commercializzazione del cibo sintetico in Italia. Già migliaia le adesioni in Umbria!

È entrata nel vivo la grande mobilitazione di Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica contro il cibo sintetico, con la raccolta firme su tutto il territorio nazionale per fermare una pericolosa deriva che mette a rischio il futuro dei nostri allevamenti e dell'intera filiera del cibo Made in Italy. La petizione può essere sottoscritta negli uffici Coldiretti di tutta l'Umbria, nei mercati contadini e negli agriturismi di Campagna Amica, così come in tutti gli eventi promossi dall'Organizzazione agricola.

L'obiettivo - spiega Coldiretti - è quello di promuovere una legge che vieti la produzione, l'uso e la commercializzazione del cibo sintetico in Italia, dalla carne prodotta in laboratorio al latte "senza mucche" fino al pesce senza mari, laghi e fiumi. Già ad inizio 2023 - ricorda Coldiretti - potrebbero essere infatti introdotte a livello Ue le prime richieste di autorizzazione all'immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue, mentre per la prima volta negli Stati Uniti è stata autorizzata per il consumo umano la "carne" in provetta. Una pericolosa deriva degli alimenti sostenuta da importanti campagne di marketing che tendono a nascondere i colossali interessi commerciali e speculativi in ballo per esaltare invece il mito della maggior sostenibilità rispetto alle tradizionali attività di allevamento e pesca.

Siamo pronti all'ennesima battaglia - afferma Albano Agabiti presidente regionale Coldiretti - poiché quello del cibo Frankenstein è un futuro da cui non ci faremo mangiare.

L'Umbria - aggiunge Agabiti - è in prima linea per difendere agricoltori, allevatori e consumatori dalla deriva del cibo artificiale, un grande inganno che rischia di sconvolgere il sistema agroalimentare globale, imponendo l'omologazione dei cibi e spingendo i consumatori verso un modello di dieta artificiale. È importante sostenere e difendere il cibo naturale, salutare e sostenibile, con il 75% degli italiani, secondo gli ultimi dati del Crea, che non sarebbe disposto a portare a tavola nel piatto la "carne" di Frankestein. È questo il momento di scegliere da che parte stare - conclude Agabiti - se da quella di un cibo che sostiene la biodiversità e la valorizzazione delle risorse naturali, o da quella che mette a rischio anche la salute e spezza lo straordinario legame che unisce cibo e natura.

Si sta cercando di imporre sul mercato - ribadisce Mario Rossi direttore Coldiretti Umbria - un nuovo modo di mangiare che presto potrebbe avere il via libera europeo con le prime richieste di autorizzazione all'immissione in commercio di produzioni create in laboratorio. Vogliamo sensibilizzare le famiglie e i consumatori sui rischi del passaggio a una dieta unica mondiale; una campagna, la nostra, che in Umbria sta raccogliendo migliaia di adesioni, con tantissime firme raccolte tra i cittadini ma anche tra le istituzioni, a cominciare dai Sindaci del territorio. Dobbiamo immediatamente chiudere le porte al cibo sintetico - conclude Rossi - che rappresenta una minaccia letale per la nostra agricoltura, la salute dei consumatori e la biodiversità. Un gravissimo e intollerabile attacco per la nostra tradizione agroalimentare, fatta di storia, salute e qualità, ma anche per i posti di lavoro di tutta la filiera, dal campo alla tavola.


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