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Politica

Lavori d’aula (6): approvata all’unanimità mozione di Fioroni e Pastorelli (Lega), con emendamento aggiuntivo minoranza, per miglioramento servizio cardiologia riabilitativa in Umbria

L’Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità la mozione di Paola Fioroni e Stefano Pastorelli (Lega) per il miglioramento del servizio di cardiologia riabilitativa in Umbria, con un emendamento aggiuntivo proposto per la minoranza da Tommaso Bori (Pd).

Di Redazione Umbria Notizie Web 8 Settembre 2020 – 18:47 3 min di lettura

L’atto impegna la Giunta a proporre azioni per la presa in carico dei pazienti operati e che “già nella lettera di dimissioni dall’ospedale sia indicata la struttura presso la quale iniziare l’attività di riabilitazione e la data del primo appuntamento”. Si chiede l’implementazione delle strutture e la copertura delle aree scoperte, anche con la “mappatura dei defibrillatori esistenti sul territorio regionale, al fine di individuare le eventuali criticità”. La minoranza ha voluto includere nel testo l’aggiornamento dei Pdta (Piano diagnostico terapeutico assistenziali) e la stesura di un Piano regionale per la cardioprotezione.

(UNWEB) Perugia, 8 settembre 2020 - L’Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità la mozione di Paola Fioroni e Stefano Pastorelli (Lega) con un emendamento aggiuntivo proposto per la minoranza da Tommaso Bori (Pd). L’atto impegna la Giunta a proporre azioni per il miglioramento del servizio di cardiologia riabilitativa in Umbria con la presa in carico dei pazienti operati.

Illustrando l’atto in Aula, PAOLA FIORONI ha detto che “i pazienti cardiopatici che hanno subito un intervento, non devono essere lasciati soli, ma accompagnati in tutto il percorso riabilitativo e, quindi, presi in carico dalla cardiologia riabilitativa, prevedendo già nella lettera di dimissioni dall’ospedale la struttura presso la quale iniziare l’attività di riabilitazione e la data del primo appuntamento. Ogni anno – ha ricordato Paola Fioroni - ci sono 3mila pazienti in Umbria, di cui dai 600 agli 800 hanno bisogno di riabilitazione cardiologica, in degenza o ambulatorio ma anche in palestra, con il fisioterapista. Per i pazienti dimessi dopo un infarto è necessario un percorso di sostegno fino alla reintegrazione del soggetto nella vita attiva, grazie all’ausilio di equipe multidisciplinari. Occorre implementare le strutture e coprire le aree che sono scoperte.

La cardiologia riabilitativa, così come prevista anche dal Piano Sanitario regionale del 2009, consiste in un modello in cui il paziente cardiopatico viene preso in carico e seguito in un iter diagnostico-terapeutico-riabilitativo, accompagnandolo al miglior recupero possibile della funzionalità cardiovascolare e alla ripresa delle attività quotidiane, garantendo la presenza di tutte le professionalità richieste. Ne consegue che una corretta attuazione del modello come sopra inteso, potenziando i servizi esistenti ed efficientandoli anche dal punto di vista della copertura territoriale, consentirebbe di decongestionare le cardiologie e le cardiochirurgie per tutti quei pazienti che, dopo l’intervento e le dimissioni, hanno l’esigenza di essere seguiti h24 con una idonea programmazione dei controlli e con l’indicazione, già nella lettera di dimissioni, della necessità di svolgere la riabilitazione cardiologica.

Nonostante le previsioni del Piano Sanitario Regionale, dall’esame delle strutture esistenti e dal confronto con le diverse Associazioni del territorio, è emerso come in Umbria la riabilitazione cardiologica ospedaliera, sia carente. Infatti, dati alla mano, ad oggi possiamo contare su un limitato numero di posti letto a fronte dei 45-50 che potrebbero essere previsti nella nostra Regione e che è necessario potenziare la continuità tra le prestazioni ospedaliere e la presa in carico del paziente una volta dimesso. Infine, ma non per importanza, si rende necessario fare una mappatura sui defibrillatori esistenti sul territorio regionale, al fine di individuare le eventuali criticità”. 

L’oggetto della mozione ha trovato condivisione anche da parte dei consiglieri di opposizione, che hanno chiesto e ottenuto di introdurre nel testo l’aggiornamento dei Pdta (Piano diagnostico terapeutico assistenziali) e la stesura di un Piano regionale per la cardioprotezione che comporti, oltre alla mappatura dei defibrillatori, l’incentivazione della formazione per il loro corretto utilizzo e la copertura delle zone più lontane dagli ospedali”.

Nota della Redazione

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