SindacatiSanità umbra, sindacati in stato di agitazione contro l’immobilismo delle istituzioni nella crisi covid.  Riceviamo e pubblichiamo

procedure di conciliazione previste dall'art.2, comma secondo, della Legge 146/90 così come modificato dalla Legge 83/2000.

Le scriventi OO.SS. FP CGIL Umbria, CISL FP Umbria e UIL FPL Umbria, rilevano il permanere della grave situazione di carenza d’organico in tutti i profili sanitari, nonostante la grave emergenza in atto, cosa che comporta il rischio della sospensione di importanti attività ordinarie, di un conseguente peggioramento delle condizioni sanitarie della popolazione e degli indici di mortalità per patologie non collegate al Covid. Questa situazione può inoltre sottoporre i lavoratori a carichi di lavoro insostenibili e, di conseguenza, a gravi rischi personali e professionali.
Il confronto con le Aziende, laddove avviato, appare inefficace. I lavori dei tavoli regionali previsti nell’accordo del 5 maggio 2020 a mesi di distanza non sono di fatto stati avviati. Nessun confronto sugli organici. Nessun confronto sull’organizzazione e sui riflessi sulla sicurezza. Nessun confronto sulle forniture di dispositivi di protezione.
Il Comitato previsto dal Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, dei Servizi Socio Sanitari e Socio Assistenziali in ordine all’emergenza sanitaria da COVID-19 sottoscritto in data 24 marzo u.s. dal Ministero della Salute e le OO.SS. CGIL, CISL e UIL non si è mai riunito, nonostante ripetute sollecitazioni delle scriventi.
La selezione per l’assunzione di 325 infermieri avviata dall’ASL Umbria 2 in convenzione con l’Azienda Ospedaliera di Terni rischia di impantanarsi a causa di errori effettuati durante le prove preselettive (nel giro di una settimana la graduatoria ha visto modificare la valutazione di diverse centinaia di prove, coinvolgendo circa 200 candidati tra nuovi ingressi ed esclusioni).
Venerdì scorso, 16 ottobre, i sindacati sono stati convocati dalla Regione, che ha soltanto fornito un’informativa, tramite il Commissario regionale per l’emergenza Covid Dr. Onnis, sulla situazione epidemiologica e sulle iniziative già predisposte dalla Regione. L’assenza della parte politica ha impedito qualsiasi concreto confronto volto ad affrontare la madre di tutte le difficoltà: l’assoluta carenza di personale, alla quale non può che essere nuovamente collegata una progressiva sospensione delle attività ordinarie, con gravi rischi per la salute dei cittadini, in particolare per coloro che non hanno la possibilità di rivolgersi alle strutture private a pagamento.
Stante la gravità della situazione e l’assenza di un confronto che coinvolga realmente i lavoratori per il tramite delle organizzazioni sindacali rappresentative, le scriventi, coscienti della situazione d’emergenza e proprio per questo decise ad ottenere interventi immediati e risolutivi delle gravi problematiche che i lavoratori in prima linea quotidianamente si trovano a dover affrontare, si vedono costrette ad indire lo stato di agitazione del personale della sanità.
Per quanto sopra con la presente, si chiede l’attivazione delle procedure di conciliazione previste dall'art.2, comma secondo, della Legge 146/90 così come modificato dalla Legge 83/2000. In attesa di un vostro riscontro si porgono distinti saluti.

Comunicato

 


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