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Politica

“La riforma delle politiche del lavoro della Giunta affossa i centri per l’impiego, moltiplica le poltrone e privatizza i servizi pubblici” – nota di Paparelli (Pd)

Di Redazione Umbria Notizie Web 12 Maggio 2021 – 15:53 2 min di lettura

Paparelli PD(UNWEB) “La riforma del Sistema Integrato delle politiche attive del lavoro presentata dalla Giunta Tesei, porterà inevitabilmente ad affossare i Centri per l’Impiego, a moltiplicare le poltrone, e a privatizzare di fatto servizi pubblici, a  svantaggio delle persone più fragili e di quanti presentano maggiori problemi di occupabilità”. È quanto afferma il consigliere regionale PD Fabio Paparelli. 

“Dopo gli sforzi compiuti a partire dal 2018, tesi a rafforzare e potenziare la rete dei servizi del lavoro regionali, in piena coerenza con il Piano nazionale, oggi – spiega Paparelli - ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo messo in campo da una Giunta regionale a trazione leghista, con l’obiettivo di indebolire forzosamente un servizio pubblico a chiaro vantaggio di alcuni privati del settore”. 

“Oltre a riscontrare nel merito evidenti dubbi di costituzionalità e di conformità, che solleveremo nelle sedi deputate, rispetto ai principi statutari, in merito ai livelli essenziali di prestazioni che debbono essere assicurati paritariamente a tutti gli utenti, - aggiunge Paparelli -  con la modifica proposta si andrà ad autorizzare l’Agenzia Regionale per il Lavoro (ARPAL) a esternalizzare funzioni proprie a vantaggio di alcune agenzie private accreditate, generando così oltretutto un’evidente distorsione della concorrenza tra le agenzie stesse. Ciò, non di meno, questa scelta comporterà una netta separazione tra persone occupabili di serie A e di serie B: i primi verranno presi in carico dal sistema delle agenzie private con premialità magari doppie, mentre i secondi, quelli con maggiori difficoltà di inserimento lavorativo, saranno lasciati ai Centri per l’Impiego, declassati e depotenziati nelle funzioni e nel personale”. 

“Con questa riforma – prosegue Paparelli - la destra si appresta inoltre a moltiplicare le poltrone ed i relativi costi con la proposta di istituire la figura di un amministratore unico di Arpal o peggio ancora di un consiglio di amministrazione, che modificheranno la natura giuridica dell’agenzia stessa, facendo anche venir meno nei fatti la virtuosa sinergia tra formazione professionale e politiche attive del lavoro. Una riforma che modifica il sistema attuale che si regge benissimo con un incarico, quello di direttore, a costo zero assegnato al dirigente regionale di settore che assicura così le necessarie sinergie”.

“La creazione di una agenzia separata totalmente dalla Regione – continua Paparelli - rischia dunque di generare inutili conflitti di competenze e di mettere perfino in discussione il profilo giuridico e contrattuale degli stessi lavoratori. Segno evidente, che più che l’interesse pubblico si pensa a fare gli interessi di una certa politica interessata a smantellare il sistema pubblico ed a moltiplicare le poltrone”. 

“Ben vengano – conclude Paparelli - le agenzie per il lavoro private che operano in un'ottica di sussidiarietà con il pubblico, coadiuvandolo laddove il sistema pubblico non riesce a dare risposte. Deleteria invece una concorrenza tra pubblico e privato, dove il primo finirà per soccombere con grave danno dei disoccupati fragili e con maggiori problemi. Tutto ciò in controtendenza con un momento di difficoltà generale dovuto alla pandemia da cui se ne può uscire solo rafforzando politiche pubbliche”.

Nota della Redazione

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