Bori 9(UNWEB) “Le attività di tatuaggio e di piercing sono arti con origini molto antiche e sempre molto richieste. Sono anche attività che mettono in gioco la salute e che devono essere portate avanti con il massimo dell’attenzione, dello scrupolo della formazione. Per questo ho inteso presentare una proposta di legge che, richiamando e integrando le linee guida del ministero della Salute, si inserisce nell’ottica della legiferazione già portata avanti da altre Regioni come Lazio, Toscana, Friuli Venezia, Giulia e Marche”. Così il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori, annuncia la sua iniziativa legislativa che detta ‘Disposizioni relative alle attività di tatuaggio e piercing’.

“È necessario – spiega Bori – che la Regione garantisca una tutela adeguata per tutti i professionisti che operano in quelle attività rischiose come l’esercizio di tatuatore e di piercer, investendo su una formazione adeguata ai fini dello svolgimento di questa professione ed emanando una normativa regionale specifica. Nel documento che ho presentato – puntualizza - prevedo il raggiungimento dei 18 anni di età o inferiore, purché però in possesso di qualifica professionale, in attuazione del diritto – dovere all’istruzione e/o alla formazione professionale, il diploma di scuola secondaria di primo grado. I corsi formativi dovranno prevedere: un corso teorico – pratico di almeno 800 ore per l’esercizio dell’attività di tatuaggio, di cui 200 di esercitazioni pratiche. Per il piercing 300 ore. Tutti i corsi – continua Bori – dovranno essere portati avanti da soggetti accreditati. Obbligatoria la formazione periodica”.

“Vanno previsti anche specifici divieti – prosegue il consigliere Bori – come quello di svolgere quest’attività in forma ambulante. L’attività temporanea è invece regolamentata con la ‘Segnalazione certificata di inizio attività’. Serve la massima informazione da parte degli esecutori di queste pratiche, sia sulle caratteristiche dei prodotti utilizzati, nonché sui potenziali rischi per la salute e sulle precauzioni da tenere dopo l’effettuazione del tatuaggio o del piercing, secondo quanto stabilito dalla normativa regionale. Previste sanzioni pecuniarie – conclude - per qualsiasi violazione delle normative”.


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