(UNWEB) “Le decisioni assunte in materia di rifiuti dalla Giunta regionale e deliberate oggi, certificano i ritardi accumulati in questi ultimi due anni e confermano come i dati che avevamo evidenziato già ad aprile del 2021, in merito alla saturazione delle discariche, oltre ad essere corrispondenti alla realtà, erano meritevoli di maggiore attenzione e di conseguenti interventi urgenti”: è quanto dichiara Michele Bettarelli (Pd-vice presidente Assemblea legislativa).

“Oggi – continua il consigliere Dem - lo stesso assessore Roberto Morroni ammette che serve intervenire celermente per riprofilare, che è un modo diverso per dire ampliare, le discariche di Belladanza a Città di Castello, Borgo Giglione a Magione e l’impianto di Orvieto, prima che il sistema entri definitivamente in crisi, quando però, già da mesi, era del tutto evidente che gli stessi impianti avrebbero dovuto essere destinatari di interventi urgenti al fine di compiere la necessaria transizione verso la chiusura del ciclo dei rifiuti”.

“Già due anni fa – ricorda Bettarelli – i dati dicevano chiaramente che, in regime ordinario, Belladanza sarebbe entrata in regime di saturazione entro giugno 2022; S.Orsola a Spoleto intorno ad agosto dello stesso anno; Borgogiglione approssimativamente a luglio 2023 e ‘Le Crete’ di Orvieto intorno a marzo 2027”.

Oggi - osserva Bettarelli - la Regione stabilisce che Belladanza, con una disponibilità residua 15.000 m3 e una previsione di completamento a giugno 2022, verrà ampliata di 300.000mc; Borgogiglione, con disponibilità di 115.000 m3, una previsione di completamento a giugno 2023, sarà ampliata di 700.000mc; Le Crete con disponibilità di 410.000 m3 e una previsione di completamento a dicembre 2025, sarà ampliata di 500.000 mc”.

"Per altro – sottolinea il vice Presidente dell’Assemblea legislativa – la pianificazione approvata interessa tanto l’Ente Regionale, quanto l’Autorità Umbra Rifiuti e gli strumenti individuati con urgenza esplicheranno i loro effetti nei prossimi otto anni. È quindi assai grave aver perso due anni di tempo per arrivare ad individuare comunque la soluzione degli ampliamenti che poteva essere già oggi una realtà”.

“Nel frattempo – continua Bettarelli - continuiamo a pagare lo scotto di non aver previsto nuove e più incisive azioni di disincentivo al conferimento in discarica, né sono state incentivate politiche di incremento della raccolta differenziata negli ambiti in cui le performance non hanno raggiunto i livelli auspicati”.

“Come era ampiamente prevedibile – conclude Bettarelli - anche dopo le decisioni assunte in materia di Css, l’unica risposta individuata da questa Giunta regionale non poteva che essere quella di realizzare, da qui al 2030, un grande impianto di incenerimento di rifiuti, da realizzare sul crinale appenninico, senza aver valutato alcuna strategia integrata ed alternativa più coerente in un’ottica di economia circolare e tutela ambientale”.


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