Assessore Fabio Barcaioli(UNWEB)– Perugia,  - La decisione del Tar Umbria sulla normativa regionale per l'edilizia residenziale sociale rafforza la scelta della Regione Umbria di modificare la legge regionale eliminando il requisito dell'incensuratezza per l'accesso agli alloggi popolari. L'ordinanza riguarda il ricorso di un cittadino escluso dalla graduatoria per un alloggio popolare del Comune di Terni in base alla precedente normativa regionale. La legge prevedeva infatti l'esclusione automatica di chi avesse precedenti penali. Il Tar ha invece sospeso il giudizio e rimesso la questione alla Corte Costituzionale, ritenendo quelle norme in contrasto con diversi principi costituzionali.

"L'ordinanza del Tar - sottolinea l'assessore regionale alle Politiche abitative Fabio Barcaioli - spiega con chiarezza perché abbiamo deciso di cambiare quella legge. La destra difendeva un sistema fondato su automatismi rigidi, senza alcuna valutazione delle persone e delle loro condizioni familiari e sociali. Il Tar oggi scrive che quelle norme possono essere irragionevoli, sproporzionate e persino invasive di competenze riservate allo Stato. Sono esattamente le criticità che avevamo sollevato durante il confronto in Assemblea legislativa".

Secondo il tribunale amministrativo, l'esclusione automatica dagli alloggi popolari senza alcuna valutazione del caso concreto sarebbe irragionevole e sproporzionata rispetto alle finalità della norma, con una compressione del diritto all'abitazione collegato alla dignità della persona. Il Tar osserva inoltre che la previsione introdotta dalla vecchia legge regionale produceva effetti assimilabili a una pena accessoria, materia riservata alla competenza esclusiva dello Stato.

I giudici richiamano infine il divieto di automatismi sanzionatori che incidano su diritti fondamentali e sulla tutela della vita familiare, evidenziando l'assenza di qualunque margine di valutazione discrezionale da parte dell'amministrazione.

"La destra ha scelto di votare contro le modifiche e di difendere disposizioni che ora vengono considerate potenzialmente incostituzionali sotto più profili. - continua Barcaioli - Noi abbiamo fatto una scelta diversa. Abbiamo corretto una norma che trasformava il bisogno abitativo in una sanzione permanente, senza alcuna possibilità di valutare il percorso delle persone".

"Garantire legalità significa rispettare anche la Costituzione - conclude Barcaioli. Per questo abbiamo scelto di superare norme costruite sulla propaganda e sulle esclusioni automatiche".


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