(UNWEB) – Roma,  – In Umbria la ricostruzione post sisma 2016 avanza con numeri significativi sul fronte privato e pubblico: 5.469 richieste di contributo presentate, 3.948 approvate, quasi 1,54 miliardi di euro concessi per la ricostruzione privata e liquidazioni per 998,9 milioni, pari a circa il 65 per cento degli importi concessi. Sono 1.110 i cantieri in corso e 2.699 quelli conclusi. Sul fronte pubblico, gli interventi programmati sono 541, distribuiti in 61 Comuni, per un importo complessivo di circa 802,1 milioni di euro.

È il quadro che emerge dal Rapporto annuale 2026 sulla ricostruzione del Centro Italia post sisma 2016, presentato alla Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a Roma, nell'ambito dell'incontro "Ricostruire è prevenire: il laboratorio Sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale", al quale ha partecipato la presidente della Regione Umbria e vice commissaria alla ricostruzione, Stefania Proietti.

L'iniziativa, aperta dall'introduzione del commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016, senatore Guido Castelli, ha visto i saluti istituzionali di Manuela Rinaldi, assessore della Regione Lazio, e della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti; sono intervenuti Paolo Canaparo, direttore della Struttura prevenzione antimafia del Ministero dell'Interno, Carlo Buttaroni, presidente Tecnè, Fabio Renzi, segretario generale Symbola, Pierciro Galeone, direttore IFEL, Gaetano Quagliariello, Dean della Luiss School of Government, e Gian Luca Gregori, presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale. Le conclusioni sono state affidate a Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, in video collegamento. L'incontro è stato moderato da Andrea Pancani, vicedirettore TgLa7.

"Come Regione Umbria non potevamo non essere qui - ha affermato la presidente Proietti. La ricostruzione è una sfida ardua, ma anche una grande opportunità per le nostre regioni. È l'occasione per mettere concretamente in pratica quella governance multilivello che spesso evochiamo: Governo, struttura commissariale, Regioni, Comuni, Province, tecnici e comunità locali che lavorano nella stessa direzione. Il gioco di squadra non è solo coordinamento burocratico, ma assunzione condivisa di responsabilità. Ogni pratica conclusa, ogni edificio restituito, ogni impresa che riparte, ogni famiglia che rientra nella propria casa rafforza il patto tra Stato, Regione, Comuni e cittadini".

Nel dettaglio, la provincia di Perugia concentra la quota principale della ricostruzione privata umbra, con 5.141 richieste presentate, 3.728 approvate, oltre 1,44 miliardi di euro concessi e 931,4 milioni liquidati. I cantieri chiusi sono 2.549, mentre quelli in corso sono 1.047. Tra i Comuni più colpiti emergono Norcia, con 1.751 richieste presentate, oltre 618,8 milioni concessi e 376,6 milioni liquidati; Spoleto, con 997 richieste e circa 266 milioni concessi; Cascia, con 482 richieste e oltre 143 milioni concessi; Preci, con 230 richieste e oltre 74 milioni concessi.

Nella provincia di Terni risultano invece 328 richieste presentate, 220 approvate, oltre 90,4 milioni di euro concessi e 67,4 milioni liquidati. I cantieri in corso sono 63, mentre quelli conclusi sono 150. Tra i Comuni con gli importi più consistenti figurano Giove, Terni, Amelia, Ferentillo e Montecastrilli.

"Il Rapporto 2026 conferma che la ricostruzione in Umbria è entrata in una fase concreta e misurabile - ha sottolineato Proietti. I numeri raccontano un lavoro imponente: quasi 1,54 miliardi concessi per la ricostruzione privata, quasi un miliardo liquidato, 2.699 cantieri conclusi. Sono case restituite, famiglie che rientrano, imprese che ripartono, servizi che tornano nei territori e comunità che ritrovano fiducia. In una fase congiunturale complessa, ogni euro deve produrre opere, sicurezza, sviluppo, lavoro e permanenza".

La presidente ha richiamato anche il ruolo dell'Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria: "La fase della ricostruzione leggera si sta avviando alla conclusione dal punto di vista burocratico, mentre la ricostruzione pesante avanza. L'USR Umbria ha garantito capacità amministrativa, gestione efficace delle istanze e risposte concrete. Voglio ringraziare il direttore Fagotti e tutti i tecnici, perché senza la loro abnegazione non sarebbe possibile far rientrare le persone nelle case e far restare le comunità dove vogliono vivere".

Sul fronte della ricostruzione pubblica, in Umbria sono censiti 541 interventi per un importo programmato complessivo di circa 802,1 milioni di euro. La provincia di Perugia conta 478 interventi in 45 Comuni, per oltre 768,1 milioni programmati. Tra i territori con il maggior volume di risorse figurano Norcia, con 67 interventi e oltre 196 milioni; Spoleto, con 53 interventi e oltre 107 milioni; Foligno, con oltre 97 milioni; Perugia, con oltre 82 milioni; Cascia, con circa 53,9 milioni. Nella provincia di Terni sono invece programmati 63 interventi in 16 Comuni, per circa 34 milioni. Gli importi più rilevanti riguardano Ferentillo, Montefranco, Giove, Alviano e Polino.

"La ricostruzione pubblica sta entrando in una fase di forte avanzamento - ha dichiarato la presidente. I cantieri riguardano infrastrutture strategiche, poli scolastici, strutture sanitarie, edifici pubblici, spazi civici, mura storiche, luoghi della cultura e della spiritualità. A Cascia e Norcia avremo due veri e propri ospedali. Le case di comunità già operative e questi presìdi nelle aree interne diventano punti nodali della rete che stiamo definendo nel nuovo Piano sociosanitario regionale. Ricostruire significa anche garantire diritto alla cura e servizi di prossimità".

Dal rapporto si evince che diminuiscono sia i beneficiari del CDA, da 493 a 429, sia quelli ospitati nelle SAE, da 439 a 372. La flessione interessa entrambe le province umbre: Perugia passa da 1.002 a 842 dichiarazioni, con una riduzione del 16 per cento, mentre Terni scende da 47 a 35, con una riduzione del 25,5 per cento, la più elevata tra tutte le province del cratere sismico.

"Ogni famiglia che rientra nella propria casa è una vittoria per tutti - ha aggiunto Proietti. Ma la sfida è tutt'altro che finita. Continueremo a essere presenti nelle frazioni, insieme ai tecnici, per non far sentire indietro nessuno, soprattutto nei luoghi interessati da piani attuativi e da percorsi di ricostruzione pubblico-privata. Quando si mettono insieme pubblico, privato, intere frazioni, consorzi e bisogni diversi, la complessità aumenta. Ma proprio da quella complessità passa la possibilità di garantire ai cittadini il diritto di restare".

Tra gli interventi simbolici, il Rapporto dedica un focus a Castelluccio di Norcia, situato a 1.452 metri di altitudine, uno degli interventi più complessi dell'intera ricostruzione post sisma 2016. Gli eventi sismici hanno compromesso quasi totalmente il patrimonio edilizio del borgo e delle vicine frazioni di Campi Alto e San Pellegrino, rendendo necessarie Ordinanze speciali e procedure dedicate. Per l'attuazione del programma sono stati finora destinati circa 68 milioni di euro.

Il progetto prevede la ricostruzione integrata dell'intero centro storico attraverso un intervento unitario pubblico-privato. L'elemento caratterizzante è la realizzazione di una piattaforma strutturale dotata di sistemi di isolamento sismico, sulla quale saranno ricostruiti edifici pubblici e privati, infrastrutture, reti tecnologiche e spazi collettivi. Negli ultimi mesi il programma ha registrato ulteriori avanzamenti: a gennaio 2026 è stato approvato il progetto definitivo-esecutivo del Lotto costruttivo n. 1, relativo agli scavi, alla modellazione del terreno e alla realizzazione dei muri del perimetro della piastra. Nello stesso mese è stata affidata la progettazione definitiva ed esecutiva della piastra fondale a isolatori sismici e dei locali ipogei, mentre proseguono le opere di terrazzamento del nucleo abitato.

Sul fronte del patrimonio storico sono in corso anche le attività propedeutiche alla ricostruzione della chiesa di Santa Maria Assunta, con l'affidamento del contratto per lo smontaggio controllato dei ruderi e le indagini finalizzate alla caratterizzazione delle strutture residue e dei materiali esistenti.

"La ricostruzione dell'Umbria passa anche dalla forza dei suoi simboli - ha detto Proietti. Castelluccio, l'abbazia di Sant'Eutizio a Preci, la Basilica di San Benedetto, la sede comunale di Norcia, il teatro civico, le chiese, i borghi e le frazioni non sono solo luoghi da recuperare: sono parti essenziali della nostra identità. La riapertura della Basilica di San Benedetto ci consegna la forza del simbolo del patrono d'Europa e conferma che cultura, spiritualità e comunità sono parte della ricostruzione".

La presidente ha quindi richiamato il valore della ricostruzione economica e sociale: "Accanto alla ricostruzione fisica c'è la ricostruzione economica. Gli avvisi pubblici gestiti dall'USR Umbria hanno sostenuto imprese turistiche, servizi connessi, pubblici esercizi, commercio, artigianato e agriturismi. NextAppennino, la valorizzazione turistica e infrastrutturale, gli investimenti per le imprese e l'innovazione ci ricordano che i confini amministrativi tra Regioni non devono diventare barriere: siamo un'unica grande regione dell'Appennino centrale".

Nel corso dell'incontro il commissario straordinario Guido Castelli ha evidenziato che i risultati dell'Umbria confermano una ricostruzione entrata in una fase concreta e misurabile, con dati rilevanti su concessioni, liquidazioni, cantieri conclusi e opere pubbliche programmate. Ha inoltre richiamato la necessità di continuare ad accelerare, mantenendo alta la qualità degli interventi e rafforzando il gioco di squadra tra Regione Umbria, Uffici speciali, Comuni, tecnici, imprese e cittadini.

"Ricostruire è anche prevenire - ha concluso la presidente Proietti. Significa mettere in sicurezza il territorio, ridurre i rischi, rafforzare edifici e infrastrutture, proteggere le comunità e rendere l'Appennino più resiliente. La Strategia nazionale per le Aree Interne e NextAppennino devono procedere insieme: la prima rafforza servizi essenziali, sanità territoriale, scuola, mobilità e presidio pubblico; il secondo sostiene investimenti, imprese, innovazione, digitale, energia, turismo e nuova occupazione. L'Appennino centrale è un laboratorio nazionale di coesione, prevenzione, legalità e sviluppo sostenibile. Ricostruire significa proteggere ciò che siamo e costruire territori più sicuri, più abitabili, più attrattivi e più giusti".


 Totem plasma definitivo con loghi