(UNWEB) Presentati a Gubbio i risultati del progetto promosso dalla Regione Umbria, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha visto protagonisti sul territorio le cooperative Asad e Borgorete e l’impresa sociale Cidis
La Zona Sociale 7 al centro di un progetto legato alla lotta al caporalato e al lavoro grigio, con particolare riferimento alla popolazione straniera. Nei giorni scorsi a Gubbio sono stati presentati i risultati del progetto ‘Umbria, Legale, Sicura’, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha visto come ente capofila la Regione dell’Umbria. Sui territori hanno poi operato principalmente le cooperative sociali Asad e Borgorete e l’impresa sociale Cidis.
“Un progetto molto importante – dichiara la Presidente di Asad Liana Cicchi - che vede al centro il contrasto e la lotta allo sfruttamento lavorativo delle persone provenienti da paesi terzi. Un tema molto delicato, che abbiamo saputo affrontare grazie alla rete che si è creata nel territorio e al lavoro straordinario dei nostri operatori, che hanno saputo costruire dei percorsi di inclusione. Non siamo certo di fronte ad un punto di arrivo, ma solo un punto di partenza verso un approccio diverso e più inclusivo rispetto a certe tematiche. La lotta allo sfruttamento lavorativo non si combatte solo con le leggi e con i controlli, ma creando nuove opportunità di lavoro e soprattutto fornendo a queste persone la consapevolezza dei loro diritti, di apprendere una lingua e di crearsi una vita autonoma”.
Nel corso della mattinata, che si è tenuta presso lo spazio sociale ‘Reti di futuro’ in via dei Consoli, è emerso come nel territorio eugubino-gualdese non si sono registrati dei vari e propri casi di caporalato ma la popolazione straniera è spesso vittima del cosiddetto ‘lavoro grigio’, ovvero di una serie di mancate tutele che toccano gli orari di lavoro, paghe non conformi alle mansioni e diritti non riconosciuti. Tra i settori di maggiore occupazione ci sono quello turistico e il lavoro domestico, con l’agricoltura e l'industria leggermente defilati. La risposta di ‘Umbria, Legale, Sicura’ è stata quella di entrare in contatto il più possibile con i lavoratori stranieri presenti sul territorio, fornendo supporto in tema di tutele e arricchendo le conoscenze sul piano comunicativo ed informatico. Non sono mancate le attività di sensibilizzazione sul territorio con particolare riferimento alle ‘governance’. I risultati sono andati oltre ogni più rosea aspettativa, visto che i lavoratori intercettati sono stati superiori di tre volte il numero atteso, con importanti riscontri anche da parte delle imprese locali. Previsti anche dei contributi economici, che in più casi hanno risolto difficoltà abitative e quotidiane, proprio in assenza di un posto di lavoro stabile o di fronte a paghe non conformi alla prestazione effettuata.
Nel corso della giornata di ‘restituzione’ del progetto, hanno fatto registrare la loro presenza l’Assessore del Comune di Gubbio, Enrico Ceccarelli, la Presidente di Asad Liana Cicchi e il responsabile di progetto per Asad, Fulvio Mecci. Molto apprezzati gli interventi di Francesco Pierotti (presentazione Zona Sociale 7), Giuseppe De Anseris (indicatori di progetto), Fabio Branco (governance e outreach), Matias Cravero e Barbara Pilati (mappatura territorio e unità mobili), Stefano Brunetti (target beneficiari, Pas e voucher) e Lorenzo Pernicini (palestra informatica). Preziose anche le testimonianze di alcuni stakeholder, Marina Uzzoli (Pas di Fossato di Vico) e Fabio Sebastiani (Presidente Scuola Luigi Radicchi di Gubbio). Fabio Pernicini, titolare dell’omonima azienda dedita alla commercializzazione di macchinari e utensileria per l’edilizia, ha ufficializzato, grazie al progetto, l'assunzione di due lavoratori stranieri.


