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Politica

Seconda commissione: modifiche a legge regionale ‘22/2008’ su utilizzo acque minerali – audizioni con Confindustria Umbria, sindacati, associazioni consumatori

Di Redazione Umbria Notizie Web 15 Gennaio 2021 – 20:13 3 min di lettura

139662652 2911341735769512 229913843569835888 nLa Seconda Commissione, presieduta da Valerio Mancini ha dato seguito, nel pomeriggio di oggi, alle programmate audizioni sul disegno di legge di iniziativa della Giunta che apporta modifiche alle “Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali, naturali, di sorgente e termali” (legge n. ‘22/2008’). Alla riunione, in teleconferenza, hanno preso parte rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, di Confindustria Umbria e di Federconsumatori Perugia.

 

(UNWEB) Perugia – La Seconda Commissione, presieduta da Valerio Mancini ha dato seguito, nel pomeriggio di oggi, alle programmate audizioni sul disegno di legge di iniziativa della Giunta che apporta modifiche alle “Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali, naturali, di sorgente e termali” (legge n. ‘22/2008’) (https://tinyurl.com/acque-minerali-seconda-com (link is external)).

Alla riunione, in teleconferenza da Palazzo Cesaroni, hanno preso parte rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, di Confindustria Umbria e di Federconsumatori Perugia. Come già emerso nella precedente audizione con i Sindaci (https://tinyurl.com/yyyplcqe (link is external)) anche negli interventi di oggi è emerso di prevedere con chiarezza nella riforma della normativa circa la solidità e l’esperienza del soggetto che intende partecipare all’avviso di evidenza pubblica, quindi ai piani industriali nei quali prevedere dettagliatamente la salvaguardia dei livelli occupazionali, ma anche quella ambientale con ricadute importanti sui territori dove insistono le sorgenti. Serve quindi costruire un modello legislativo sano sia per gli imprenditori che per i territori. Sostanzialmente mirare a conciliare la tutela dei corpi idrici e lo sviluppo economico tutelando i livelli occupazionali.

I soggetti in audizione hanno condiviso l’esigenza di poter disporre di una tempistica più lunga, rispetto a quella prevista, per poter meglio approfondire la normativa. Il presidente Mancini, di concerto con i commissari presenti, ha programmato una nuova audizione sul tema per mercoledì 27 gennaio.

Su una linea condivisa i tre rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Michele Greco, Simone Dezi e Mirko Ghiandoni (presenteranno un documento unitario di proposte alla Commissione) che hanno, tra l’altro, voluto rimarcare come il rispetto degli accordi da parte delle aziende dovrebbe rappresentare un vincolo rispetto alla concessione, la cui durata – hanno sottolineato - assume grande importanza rispetto agli investimenti da parte dell’azienda. Rimarcata dunque l’importanza di dare a chi investe un'ottica di lungo termine per lo sfruttamento del bene. Nel corso degli interventi è stato sottolineato che "all’Umbria servono aziende sane e serie che portino sviluppo ed occupazione e non chi viene a depredare il territorio".

Andrea Di Matteo (Confindustria Umbria) ha espresso “apprezzamento per lo sforzo della Regione per meglio conformare la disciplina ai principi generali comunitari in materia di trasparenza, di tutela della concorrenza e dell’evidenza pubblica”. Pur sottolineando che alcune proposte rappresentate all’Assessorato sono state accolte nel testo, Di Matteo ha auspicato che vengano meglio contemplati nell’articolato i criteri per la individuazione dell’offerta più vantaggiosa, che dovranno riguardare l’immediatezza nell’utilizzo della risorsa; prospettiva di crescita e valorizzazione della risorsa; le garanzie dell’occupazione; la qualità del piano di investimenti. Tra altri suggerimenti, ha definito infine “importante fissare i criteri relativamente ai requisiti patrimoniali e di esperienza del soggetto che intende partecipare all’avviso di evidenza pubblica. L’aspetto della continuità dell’utilizzo della risorsa – ha detto - è l’elemento da privilegiare nella procedura delle assegnazioni delle concessioni”.

Alessandro Petruzzi (Federconsumatori) ha definito la questione “di grandissima portata per lo sviluppo dell’Umbria, ma anche per il mantenimento di un equilibrio della sostenibilità ambientale che troppe volte viene scissa dall’economia”. Petruzzi ha chiesto, tra l’altro, di approfondire il “sovrapporsi della nuova forma di concessione prevista con il piano regionale degli acquedotti e la salvaguardia dell’intero sistema idrogeologico dell’Umbria”. Rispetto alle garanzie richieste al concessionario, il Presidente di Federconsumatori ha auspicato la previsione di una fidejussione da allegare al piano industriale.

Nota della Redazione

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