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Politica

L'acqua potabile degli umbri è sicura, ecco i primi dati del monitoraggio Pfas. Assessore De Luca: "Ulteriore conferma che bere dal rubinetto è privo di rischi oltre che economico. Il Governo acceleri la messa al bando senza ulteriori rinvii"

Di Redazione Umbria Notizie Web 12 Marzo 2026 – 23:58 3 min di lettura

acqua(UNWEB) – Perugia,  – La Regione Umbria ha presentato oggi presso il Salone d'Onore di Palazzo Donini il primo report relativo alla fase iniziale di screening sulla presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nelle acque destinate al consumo umano sul territorio regionale. L'attività, che pone l'Umbria come modello di governance nella tutela delle risorse idriche, è frutto del Protocollo d'intesa sottoscritto tra Regione Umbria, le Aziende Usl 1 e 2, Arpa Umbria, Auri e i gestori idrici Umbra Acque, SII e VUS.

"Si tratta di una scelta all'avanguardia per mettere la salute dei cittadini sopra a tutto. L'Umbria – spiega l'assessore regionale all'Ambiente Thomas De Luca - è la prima regione in Italia insieme al Veneto ad aver adottato un protocollo di monitoraggio continuo e capillare, anticipando l'obbligo di legge previsto dalla normativa nazionale fissato inizialmente a gennaio 2026, poi rinviato dal Governo a luglio. Speriamo non ci siano ulteriori rinvii e auspichiamo una rapida messa al bando dei Pfas a livello nazionale. La Regione intanto prosegue il suo lavoro verso un'Umbria Pfas free e già oggi possiamo dire che le acque dei rubinetti dei cittadini umbri sono sicure: il monitoraggio dà un'ulteriore conferma che bere acqua pubblica è salubre, oltre che economico".

"L'Umbria – ha confermato il direttore generale di Arpa Umbria, Alfonso Morelli – ha anticipato i tempi dimostrando che era possibile prendere in carico questa sorveglianza in tempi congrui rispetto agli adempimenti. Questo periodo di screening ha confermato che i laboratori di Arpa Umbria sono all'avanguardia. Siamo quindi pronti a continuare il monitoraggio avvalendoci di strumentazioni avanzate e delle alte professionalità di cui disponiamo".

Nel trimestre ottobre-dicembre 2025 l'azione di controllo e monitoraggio è stata condotta su: 385 campionamenti complessivi effettuati su tutto il territorio regionale, 72 controlli esterni eseguiti dalle Aziende USL attraverso i laboratori di Arpa Umbria, concentrati strategicamente sui punti di erogazione in rete e 313 controlli interni effettuati direttamente dai gestori idrici per monitorare l'intera filiera, dalle captazioni ai serbatoi.

Dall'elaborazione tecnico-scientifica dei dati è emerso che tutti i campioni prelevati in distribuzione, sia dalle Asl che dai gestori, sono risultati conformi ai limiti previsti dal decreto legislativo 18/2023. In particolare, i valori riscontrati sono risultati ampiamente al di sotto dei parametri stabiliti per la "Somma di Pfas" (limite 0,10 µg/L) e per la "Somma di 4 Pfas" (limite 0,02 µg/L).

"Al momento, con i dati a disposizione – hanno spiegato il direttore del servizio Igiene e Sanità pubblica della Usl Umbria1, Igino Fusco Moffa e il direttore del distretto Usl Umbria2, Danilo Serva - è possibile affermare che, sul territorio regionale, non si riscontrano criticità rispetto un'esposizione significativa della popolazione a questo genere di inquinanti. È comunque opportuno sottolineare, in questa prima fase del monitoraggio, il limitato numero di dati disponibili, per un determinato punto di campionamento, e la necessità di effettuare una valutazione dei dati che continueremo a raccogliere a lungo termine".

Ulteriori conferme sulla sicurezza dell'acqua pubblica nella nostra regione sono arrivate infine da Ivan Pecorelli, responsabile del laboratorio contaminanti ambientali presso l'Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Umbria: "Le analisi da noi condotte sugli animali selvatici, intesi come animali sentinella, ci hanno consentito di studiare la diffusione degli analiti in questione nel territorio umbro e di raccogliere dati rassicuranti riguardanti la non estensione di questi contaminanti negli animali".

L'attività di screening condotta sin qui ha quindi permesso di anticipare i termini previsti dalla normativa nazionale, garantendo ai cittadini umbri la massima sicurezza sull'acqua del rubinetto. Il monitoraggio proseguirà per assicurare che l'acqua pubblica rimanga un bene comune sicuro e protetto da ogni contaminazione.

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Nota della Redazione

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