Meloni Coletto(UNWEB) L’Aula di Palazzo Cesaroni ha discusso oggi l’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri Tommaso Bori e Simona Meloni (Pd) per chiedere alla Giunta “se ed entro quali tempistiche, intende attivare pienamente e rendere funzionante l’Organismo tecnico di accreditamento regionale (Otar)”.

Illustrando l’atto in Aula Meloni ha domandato “spiegazioni in merito a tempi e scadenze non rispettate. Serve conoscere quali sono le tempistiche affinché possa essere reso operativo e funzionante l’Organismo tecnico di accreditamento regionale, visto le tappe fino ad ora individuate non sono state rispettate, creando una condizione nella quale ci sono difficoltà per i privati che vorrebbero svolgere attività di servizio pubblico. L’emergenza sanitaria ha evidenziato quanto sia necessario potenziare il Servizio sanitario regionale, anche attraverso il supporto dei privati convenzionati che, di fatto, offrono un vero servizio pubblico. Già il 5 dicembre 2019 evidenziavamo l’estrema urgenza della piena attivazione dell’Otar. Esigenza confermata dall’assessore Coletto in una delibera dell’8 gennaio 2020 a cui erano seguite dichiarazioni pubbliche e l’istituzione di una Commissione che, entro il 28 febbraio 2020, avrebbe dovuto predisporre il disciplinare delle strutture Oaia e Otar e proporre il conseguente assetto organizzativo delle stesse. Le tempistiche per la piena attivazione dell’Otar non sono state rispettate e le successive delibere della Giunta hanno solo prorogato l’accreditamento istituzionale, costituendo di fatto un accreditamento provvisorio, che in teoria doveva concludersi entro il 31 luglio 2020. Serve chiarezza anche perché la delibera di Giunta del 29 luglio 2020, che approva l’adozione del manuale del sistema di gestione dell’Organismo tecnico di accreditamento regionale, non chiarisce le tempistiche di attuazione e, attualmente l’Organismo non è operativo. Occorre dunque superare l’impasse quanto prima, per evitare che ci possano essere preclusioni al potenziamento del sistema sanitario regionale. Ci sono alcuni territori che scontano maggiori difficoltà e si trovano a non poter dare risposte ai cittadini bisognosi di cure”.

L’assessore Luca Coletto ha risposto che “c’è stato un corso di formazione specifico regionale a Villa Umbra, perché l’Otar e l’Oaia fanno accreditamento per affidare prestazioni sanitarie a dei privati che rispettano determinati criteri. Entro la fine di maggio arriveranno dall’Oaia le richieste di integrazione delle istruttorie per perfezionare le domande presentate dalle strutture private. Lo stato di emergenza è stato prorogato al 31 luglio e così anche gli accreditamenti già in essere. Dal primo dicembre 2019 non sono stati riconosciuti nuovi accreditamenti provvisori, ma solo prorogati quelli esistenti. Abbiamo ereditato questa situazione. È stata la Giunta precedente a sottovalutare il complesso lavoro necessario a garantire piena funzionalità all’Otar. Serve una strategia per realizzare un efficace sistema regolatorio. Non si tratta solo di una questione burocratica. Non esiste un diritto all’accreditamento scollegato alle necessità delle aziende sanitarie e dei territori”.

Tommaso Bori ha replicato che “il tema è politico e non tecnico. Vogliamo una sanità pubblica. L’accreditamento del privato non deve essere automatico. La Asl 2 è stata condannata dal Tar perché voleva redistribuire il budget a prescindere dalla qualità del servizio. E la Asl 1 ha fatto la stessa cosa e si è attivato un ricorso al Tar. Sembra che si voglia andare verso i servizi a pagamento e verso la riduzione della sanità pubblica. Questo è quello che sembra avvenire all’ospedale di Perugia, dove si vorrebbe esternalizzare la diagnostica per immagini”.


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