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Politica

“Sostenere in Europa modello italiano di etichettatura ‘nutrimeter/nutrinform’ e contrastare modello francese” - Approvata mozione di Fioroni e Pastorelli (Lega)

Di Redazione Umbria Notizie Web 25 Maggio 2021 – 15:21 5 min di lettura

190921287 3007801242790227 3486704640331660819 n(UNWEB) L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato (con i 10 voti favorevoli della maggioranza e l’astensione delle opposizioni) la mozione promossa dai consiglieri della Lega Paola Fioroni e Stefano Pastorelli che impegna la Giunta a “mettere in campo azioni per sostenere a livello comunitario il modello italiano di etichettatura denominato ‘Nutrimeter/Nutrinform’ e contrastare il modello francese ‘Nutri-score’”. Per le opposizioni l’argomento andava approfondito in Commissione, alla presenza dei produttori umbri e dell’assessore allo sviluppo economico, assente in Aula al momento del voto.

Nello specifico, attraverso questo atto alla Giunta viene chiesto di “sollecitare il Governo nazionale a dare continuità alle iniziative politiche e diplomatiche, in Italia ed in Europa, per contrastare l’adozione del sistema di etichettatura semaforico NUTRI-SCORE e sostenere il sistema alternativo a batteria NUTRIMETER/NUTRINFORM, al fine di garantire una più corretta informazione ai consumatori, contrastare una concorrenza sleale nei confronti dei nostri produttori e salvaguardare le filiere produttive agroalimentari del nostro Paese e della nostra regione”.

Nell’illustrazione dell’atto, la prima firmataria, Paola Fioroni ha spiegato che “il Nutri-Score è un sistema di etichettatura sviluppato dai ricercatori dall’istituto Nazionale francese della Sanità e Ricerca nel 2013 per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali dei prodotti alimentari. Tale sistema introduce un’etichetta sul lato frontale della confezione di un prodotto, analizzando i singoli valori nutrizionali sulla base di 100 grammi di prodotto, con una scala di cinque colori che vanno dal verde al rosso a cui corrispondono le prime cinque lettere dell’alfabeto, ovvero dalla A alla E. I colori rosso e arancione indicano alimenti da assumere con moderazione, il verde scuro e chiaro sono riservati a cibi sani, mentre il giallo invita a consumare il prodotto senza esagerare, per mantenere una dieta equilibrata. Paesi come Francia, Germania, Olanda, Belgio e Spagna hanno adottato su base volontaria questo sistema di etichettatura. Quella a semaforo del Nutri-Score valuta positivamente e cataloga prodotti come la Coca Zero, la Pepsi light e la Red Bull sugar free con un colore verde ed una lettera B, ed al contempo boccia eccellenze del Made in ltaly e della nostra regione come l’olio extra vergine di oliva con il colore arancione e la lettera D, e salumi con la lettera E ed il vino rosso. I consumatori percepiscono il colore rosso o arancio come un parere negativo e, quindi, come un invito a non mangiare un determinato prodotto con evidente detrimento per i produttori ed incertezza e confusione per i consumatori. Il Nutri-Score boccerebbe I’85 per cento del made in ltaly a denominazione di origine DOP e IGP che invece la stessa UE dovrebbe tutelare e valorizzare sempre ed a maggior ragione nella fase COVID-19, configurando una concorrenza sleale ed un danno enorme per il sistema agroalimentare italiano e della nostra regione. L’adozione di un sistema di informazione nutrizionale basato sulle etichette dei cibi è fondamentale perché può aiutare i consumatori ad adottare comportamenti alimentari più sani, appare opportuno che l’Europa favorisca un’etichettatura nutrizionale che sia informativa e formativa, ma non prescrittiva, come invece rischia di essere il Nutri-score con il rischio di orientare in modo non corretto i consumatori e contribuendo a disinformarli, oltre a creare un grave danno per il cibo Made in Italy. Il Governo nazionale sostiene il Nutrimeter o Nutrinform, ovvero l’etichetta a batteria, come sistema alternativo per l’adozione di un sistema di etichettatura armonizzata nel mercato unico che fornisca tutti i dati nutrizionali con l’indicazione delle quantità giornaliere medie raccomandate di energia e nutrienti con il valore percentuale riportato sull’icona della batteria. Tale sistema di etichettatura consentirebbe di informare i consumatori che, ad esempio, per il caso del prosciutto una porzione da 100 grammi fornisce il 20 per cento del fabbisogno giornaliero di sale, ovvero che può essere consumato e dosato correttamente nella propria dieta, a differenza del colore rosso o arancione assegnato al prosciutto dal Nutri-score che i consumatori percepirebbero come un parere negativo e quindi come un invito a non mangiarlo ed acquistarlo. Occorre dunque intervenire con urgenza per impedire un attacco ai prodotti alimentari nazionali attraverso l’introduzione dell’etichetta Nutri-score che rischia di mettere in pericolo i 46,1 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari italiane del 2020”.

INTERVENTI:

Thomas De Luca (M5s): “Ritengo l’argomento di estrema importanza, che necessita di un approfondimento in Commissione e richiede la presenza dell’Assessore allo sviluppo economico. Questo atto poi non afferisce alla competenza diretta della Regione ma ha una mera consistenza politica, che contrasta con la sedia vuota dell’assessore. Bisognerebbe capire nel dettaglio cosa può fare la Regione in ambito delle Commissioni europee competenti in materia”.

Tommaso Bori (PD): “Sul Nutriscore sono state fatte scelte parlamentari, sarebbe utile approfondire il tema in Commissione. Sottolineo anche che l’Assemblea si riunisce due volte al mese, 24 volte l’anno, sarebbe opportuno essere presenti. Intendiamo andare avanti così, a ranghi ridotti e senza una maggioranza della delegazione di Giunta? Siamo in difficoltà nell’essere noi della minoranza a mantenere il numero legale. Così faremmo solo i passacarte”.

Paola Fioroni (Lega): “O si è contro questo sistema, e quindi in difesa del nostro sistema produttivo, oppure no, non serve un rinvio, prendiamo una posizione”.

Donatella Porzi (PD): “Se si vuole essere incisivi serve un lavoro serio e di approfondimento, non è che chi vota sì è dalla parte dei produttori umbri e gli altri invece non lo sono. La nostra disponibilità viene costantemente rinnovata, non così la maggioranza. Anche i portatori di interesse hanno sicuramente qualcosa da dirci sull’argomento, un approfondimento gioverebbe e non lede nessuno. L’atto merita tutta la nostra attenzione ma ci asterremo se il metodo rimane questo”.

Vincenzo Bianconi (gruppo misto): “Ritengo opportuno, in caso di rinvio in Commissione, audire i nostri europarlamentari di circoscrizione e poter costruire insieme con loro una strategia di effettivo supporto alla questione e anche ascoltare i produttori umbri, collaborando tutti insieme. Se no, astensione”.

Paola Fioroni (Lega): “Nelle commissioni stiamo facendo un ottimo lavoro ma qui si impegna la Giunta a fare un proprio atto nell’interlocuzione con la Commissione europea, il che non esclude di affrontare in Commissione insieme ai produttori certi approfondimenti. Chiediamo all’Assemblea di impegnare la Giunta in questo percorso”.

Nota della Redazione

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