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Politica

“Danni provocati dall'attraversamento stradale della fauna selvatica” - A Meloni (Pd) risponde assessore Melasecche: “negli ultimi due anni sono state messe in campo numerose azioni”

Di Redazione Umbria Notizie Web 26 Ottobre 2021 – 19:01 4 min di lettura

248357784 3124974251072925 4718292314469930930 n(UNWEB) L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso, durante la seduta di question time, l’interrogazione della consigliera Simona Meloni (Pd) sulla “problematica relativa al risarcimento dei danni provocati dall'attraversamento stradale della fauna selvatica”.

Illustrando l’atto in Aula, Meloni ha domandato “se e quali interventi la Giunta intende mettere in campo per risolvere la questione e come intende farsene carico finanziariamente (fondi regionali diretti, polizze assicurative, come già hanno fatto alcune Regioni; se intende mettere in campo un piano di prevenzione, anche riprendendo le soluzioni prospettate dai progetti europei Life Strade e Life safe-crossing (che attualmente interessa la provincia di Terni), che vadano a mitigare il problema, attraverso l'utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati nei vari tratti di strade più colpiti dal problema.

L'emergenza Covid-19 e le conseguenti restrizioni alla circolazione - ha spiegato Meloni - hanno favorito il prolificare di fauna selvatica in tutto il territorio nazionale e regionale: si stima che in Italia la popolazione dei cinghiali è aumentata del 15 per cento. Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato (+81 per cento), secondo la stima della Coldiretti sui dati ACI Istat, mettendo a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti sui quasi 850 km di strade e autostrade. Questo trend e il perdurare delle sue cause, provoca di conseguenza anche un aumento delle richieste di risarcimento all'Ente pubblico responsabile da parte dei cittadini automobilisti danneggiati dalle collisioni. Sul tema del risarcimento in caso di danni da parte di animali selvatici a persone o a cose, la più recente giurisprudenza in materia ha individuato la responsabilità in capo all'ente competente a tutelare e controllare la fauna selvatica. La protezione, come affermano le sentenze, si deve spingere in due direzioni: tutela degli animali e tutela dagli animali, comprendendo anche la protezione degli utenti della strada che si trovino nelle condizione di subire potenzialmente danni a causa dei comportamenti imprevedibili della fauna selvatica”.

L’assessore Enrico Melasecche, dopo aver ricordato quanto previsto rispetto agli incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica fino al marzo 2015, ha sottolineato come nell’ultimo anno in cui la copertura assicurativa era attiva il costo risultò di quasi 2 milioni di euro. L’assessore ha quindi ricordato come, visto il costo rilevante della copertura assicurativa, la Giunta regionale disciplinò le modalità, i criteri ed i termini di presentazione delle denunce relative alle richieste di risarcimento del danno per incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, istituendo un fondo regionale con il quale, in presenza di determinate condizioni, la Regione faceva fronte in via stragiudiziale alle richieste da parte dei soggetti danneggiati. Pervennero alla Regione 570 richieste di risarcimento e furono pagati 156 sinistri con un importo liquidato di euro 390mila 261. La Regione sostenne, oltre alle spese per i risarcimenti, 60mila euro per gli accertamenti e il costo annuo per la polizza ‘lesioni personali’ per 176mila euro. Nel 2016, vista la favorevole giurisprudenza secondo cui viene esclusa la responsabilità dell’Amministrazione regionale nei casi in cui non è stata dedotta e provata l’inosservanza di uno specifico obbligo incombente sulla Regione al fine di evitare la causazione dell’incidente. Quindi, con riferimento agli incidenti che si sono verificati dal 2016 in poi, non si è più provveduto al risarcimento dei danni in via amministrativa e per i risarcimenti devono essere prodotte le domande in sede giudiziale. L’andamento del contenzioso appare quasi sempre favorevole alla Regione, pertanto non è possibile procedere per via amministrativa alla riattivazione di procedure per il riconoscimento di risarcimenti. La Giunta sta invece rafforzando le azioni per la riduzione degli ungulati ed in particolare dei cinghiali. In tal senso, negli ultimi due anni sono state messe in campo numerose azioni quali, l’introduzione della caccia di selezione al cinghiale; la condivisione con la Prefettura di Perugia di un protocollo che definisce le procedure per il contenimento della fauna selvatica all’interno degli spazi urbanizzati; la rilevante diffusione di capi di cattura presso le aziende agricole; il potenziamento dell’attività di controllo nelle aree protette; l’aggiornamento del piano regionale di controllo e contenimento della specie cinghiale. Rispetto all’attività di prevenzione continua l’utilizzo e il collocamento dei sistemi sperimentati nell’ambito del progetto Life Strade, con particolare riguardo ai tratti della rete viaria maggiormente interessati da incidenti stradali causati da fauna selvatica. Recentemente, in sede di Commissione per le Politiche agricole, è stata ribadita al Ministero l’opportunità di inserire nella responsabilità civile ‘auto’ la copertura per danni da fauna selvatica e prevedere modalità di intervento più snelle e celeri. Lo Stato non può ritenersi fuori da questa problematica, visto anche che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, la cui gestione è stata trasferita alle Regioni senza prevedere contestualmente adeguati trasferimenti di risorse economiche”.

Nella replica, Meloni ha ribadito come “oggi ci ritroviamo comunque a non avere risposte. È vero delle azioni di contenimento dei cinghiali, ma a giugno associazioni di categoria hanno manifestato per denunciarne l’aumento. Oggi siamo di fronte ad un aumento degli incidenti con il cittadino che per avere risarcimenti deve andare per vie legali. Credo sia opportuno ripristinare situazioni che possano andare in aiuto ai cittadini. Sicuramente per la Regione gli oneri erano troppo elevati e la stessa Regione non ha una responsabilità diretta, ma va trovata comunque una intermediazione tra i vari livelli istituzionali per andare incontro ai diritti del cittadino che spesso subisce il danno e poi la beffa”.

Nota della Redazione

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