uiltucs2Cassieri succede a Luchetti, che lascia dopo una lunga carriera nel sindacato



(UNWEB) Perugia,  - Nicola Cassieri è il nuovo segretario generale della Uiltucs Umbria. L’elezione è avvenuta al termine dell’XI congresso regionale, all’Auditorium Santa Cecilia, alla presenza del segretario generale Paolo Andreani, dei segretari nazionali Samantha Merlo e Marianna Flauto, del segretario generale Uil Umbria Maurizio Molinari e dell’assessore regionale Simona Meloni.

Cassieri succede a Mariolina Luchetti, che dopo oltre 40 anni nella Uil ha lasciato il testimone tracciando un quadro dell’Umbria segnato da lavoro povero e precarietà. “Il part time era nato per conciliare i tempi di vita e lavoro, oggi significa bassi stipendi e flessibilità a tempo pieno. La variazione dell’orario deve essere occasionale e non unilaterale”. Tra i nodi, anche il dumping contrattuale e la necessità di politiche sul turismo che premino le imprese che rispettano i contratti, evitando contributi “a pioggia”. Criticità anche nel commercio, con un’elevata presenza di supermercati, e nella cooperazione, segnata da riorganizzazioni con esuberi e chiusure.

Dal segretario generale Paolo Andreani: "Salario, parità di genere, salute e sicurezza e formazione permanente rappresentano una sfida impegnativa per assicurare la dignità del lavoro nel terziario. È proprio su questi fronti che il ruolo del sindacato diventa centrale, per contrastare il lavoro povero e la pirateria contrattuale e per rafforzare diritti e tutele. Occorre agire con determinazione per garantire un futuro previdenziale a centinaia di migliaia di persone".

Nelle conclusioni, Cassieri ha sottolineato: “Non vedrete mai in me un uomo solo al comando. Saremo una squadra capace di trasformare le visioni in diritti concreti. Il nostro compito è fare il prossimo passo: non limitarci a difendere, ma costruire il futuro del lavoro”.

Sull’Umbria ha evidenziato il “Paradosso Umbro”: “Il commercio contribuisce per il 12,5% al valore aggiunto e occupa quasi 56 mila persone, ma la crescita del 31% non deriva dall’innovazione, bensì da un uso intensivo e logorante del lavoro. Stiamo producendo di più chiedendo di più alle persone, senza investire nella loro dignità”.

Richiamando il titolo del congresso, “Le vite contano”, ha ribadito: “Contano le donne nel part-time involontario, i precari senza prospettive e chi è bloccato senza crescita. Dobbiamo governare l’innovazione: gli algoritmi decidono turni e carichi di lavoro, per questo chiediamo il diritto alla spiegazione e il delegato digitale. Basta contratti pirata e precarietà strutturale: il lavoro deve tornare a essere un progetto di vita”.

Infine, l’obiettivo: “Vogliamo un’Umbria che cresca davvero, ma non sulla pelle dei lavoratori. Ogni finanziamento pubblico deve essere legato alla qualità del lavoro. Dobbiamo fermare la desertificazione commerciale dei centri storici, difendere le botteghe e le attività di prossimità per garantire comunità vive e non territori svuotati”.


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