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Attualità

Monsignor Sorrentino ha presieduto il pontificale della solennità di San Rufino di Assisi. Il Vescovo: "Coronavirus, affidiamoci al nostro Patrono"

Di Redazione Umbria Notizie Web 12 Agosto 2020 – 17:00 2 min di lettura

4 SanRufino(UNWEB) ASSISI – "Ritrovarci qui, anche in maniera contenuta, nella festa del nostro patrono San Rufino significa che iniziamo a camminare. La nostra città oggi così piena di pellegrini e turisti ci dice che con noi tanti vogliono ricominciare a camminare". Lo ha detto il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, all'inizio della concelebrazione eucaristica nella solennità del patrono San Rufino, presieduta mercoledì mattina 12 agosto nella cattedrale di Assisi e concelebrata dal vicario generale don Jean Claude Kossi Anani Djidonou Hazoumé e dal parroco don Cesare Provenzi, priore della cattedrale di San Rufino e vicario episcopale per l'economia.

Presenti il clero diocesano, le autorità civili e militari e i fedeli che hanno partecipato con spirito di grande devozione.

"È bello ritrovarci qui intorno all'altare del Signore – ha aggiunto il vescovo all'inizio della celebrazione - perché una ripartenza deve essere ben studiata non soltanto sotto il profilo sanitario, economico e sociale, ma anche e soprattutto sotto il profilo spirituale. Quello che ormai da mesi viviamo e che in altre parti del mondo si sta vivendo ancora con grande severità è qualcosa che ci fa riflettere, ci fa guardare avanti, ma ci pone anche il problema di come camminare e di dove andare. San Rufino con la sua memoria sempre viva e attuale, nostro patrono e fondatore della nostra comunità, viene a darci un'indicazione di vita che dobbiamo raccogliere con tutto il cuore".

Durante l'omelia il vescovo ha sottolineato che San Rufino è venuto a porre la pietra angolare che è Gesù. "Su questa pietra – ha detto – si è costruita una città, una fede, una cultura. Tutto questo ha genarato Santi, tradizione e la configurazione urbana di Assisi". Parlando del Coronavirus che ha colpito il mondo intero, monsignor Sorrentino ha affermato che "oggi siamo costretti proprio da ciò che stiamo vivendo ad interrogarci. Spero – ha aggiunto – che non saremo tanto smemorati da dimenticare quello che questa pandemia ci sta insegnando. Questo è un tempo di rivelazione che ci sta dicendo qualcosa di importante sull'umano e implicitamente ci sta dando anche qualche segnale sul divino, sul mistero al quale ci dobbiamo aprire".

Soffermandosi sulla figura di San Rufino il vescovo ha spiegato come reinterpretare, rileggere la sua fisionomia mettendolo nel contesto del nostro tempo. In riferimento ai tre grandi aspetti che contraddistinguono San Rufino ha affermato che "egli è stato un grande evangelizzatore, il costruttore di comunità e il martire. La bella notizia che Rufino ha portato è che c'è una verità. Una delle cose che troviamo nel Vangelo di Gesù è questa Parola 'Io sono la via, la verità e la vita'".

La celebrazione è proseguita con l'offerta dei doni da parte del sindaco di Assisi Stefania Proietti. Oltre ai fiori e ai ceri è stata consegnata un'offerta dell'amministrazione comunale per la parrocchia di San Rufino, per i bisogni dei poveri e della comunità. Infine il vescovo ha ricordato che tra un mese si terrà l'Assemblea diocesana per inaugurare il triennio dedicato alla carità.

Nota della Redazione

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