Terra Madre Salone del Gusto di Torino, assessore Meloni: "Vogliamo che la qualità delle nostre produzioni si traduca in reddito per le imprese e opportunità per chi sceglie di vivere e lavorare nelle aree interne"
(UNWEB) – Torino, - "Difendere la biodiversità significa dare valore al lavoro degli agricoltori e futuro alle nostre comunità. Per questo abbiamo sostenuto la presenza dell'Umbria a Terra Madre, insieme a Slow Food, con il supporto del Parco 3A e Camera di Commercio dell'Umbria: vogliamo che la qualità delle nostre produzioni si traduca in reddito per le imprese e opportunità per chi sceglie di vivere e lavorare nelle aree interne".
È quanto ha dichiarato l'assessore regionale con delega ad Agricoltura, Turismo e Aree interne, Simona Meloni, in apertura della seconda giornata del salone del Gusto di Torino. "Agricoltori custodi e presìdi - ha proseguito- mantengono vivo un patrimonio che lega cibo, paesaggio e saperi, alla base anche di un turismo autentico e sostenibile. Nell'anno del centenario francescano, portiamo a Torino questa visione: un'Umbria che fa della cura della terra una scelta concreta di sviluppo." dell'Umbria".
L'Umbria ha dedicato la giornata di apertura di Terra Madre ai progetti sul cibo, alle policy e ai modelli di cooperazione. Con Camera di Commercio Umbria la degustazione guidata da Onaf Perugia ha acceso i riflettori sull'Umbria dei Formaggi, un progetto da cui è nata la collaborazione con Slow Food Umbria. Con David Grohmann, assessore del Comune di Perugia, si è aperto un tavolo di condivisione sulle food policy della città contemporanea e sui modelli di solidarietà e cooperazione rappresentati da Birà Food Coop.
E poi, ancora, con 3A Parco Tecnologico Alimentare dell'Umbria si è avviata la rassegna della biodiversità in Umbria con il caso della capra facciuta nel contesto delle terre alte della Valnerina. Grandissimo interesse hanno riscosso storie e testimonianze di due Presìdi Slow Food dell'Umbria. La Lumachella Orvietana è stata inquadrata da Adio Provvedi, oste dell'Alleanza Slow Food e anima dell'Hosteria di Villalba, nella Selva di Meana, tra Orvieto e Allerona, nella storia della "cucina eroica della massaia e della casa rurale, dispensatrice di cibo rimediato e di felicità".
Il percorso del Vino Santo da uve affumicate, Presidio Slow Food dell'Alta Umbria, è stato illustrato da Claudio Ceccarelli e Sergio Consigli del Consorzio dei produttori, che hanno trasmesso la testimonianza di una storia che ha visto il recupero e il rilancio di un prodotto di eccellenza, ormai apprezzato nel mondo.
Si è concluso con la degustazione narrata di sei Presìdi Slow Food dell'Umbria il talk sulla tutela dell'agrobiodiversità che, allo stand regionale, ha aperto la seconda giornata di Terra Madre alla presenza dell'assessore regionale Simona Meloni, del direttore di Camera di commercio Federico Sisti e dell'amministratore del Parco Tecnologico 3A Davis Cruciani. L'assessore Meloni é stata poi protagonista del panel nazionale sul tema del Mercato Italiano dei Borghi, promosso da Slow Food e dall'Associazione Borghi più belli d'Italia.
"Il recupero di questo patrimonio inestimabile, testimoniato dall'Atlante dell'Arca del Gusto, edito da Slow Food – ha sottolineato la presidente regionale di Slow Food Umbria, Alessandra Cannistrà – dimostra come la cura per la natura e la memoria agricola non siano solo un dovere verso l'ambiente, ma una realtà viva, capace di generare valore economico, culturale e un profondo senso d'identità per le nostre comunità e per i territori.
È la dimostrazione di come l'amore per la nostra terra possa tradursi in un futuro più sostenibile e consapevole, in grado di aprire nuove prospettive per i giovani. L'Umbria del Cantico è davvero un esempio di collaborazione tra Istituzioni e Terzo Settore.
"Con Regione Umbria, Camera di Commercio dell'Umbria e Parco 3A - ho proseguito Cannistrà- stiamo presentando oltre alla biodiversità del Cuore Verde d'Italia, un vero e proprio progetto che fa dell'Umbria quella Terra Futura a cui pensava Carlo Petrini e che trae ispirazione dalla memoria di Francesco d'Assisi.
L'Umbria del Cantico a Torino ha cercato dunque di restituire suggestioni evocative dello spirito francescano insieme a valori di autentica condivisione e solidarietà. Il Cantico delle Creature è ispirato da questa terra che Francesco aveva negli occhi e nel cuore e, che nonostante le trasformazioni, conserva paesaggi originari e valori di natura e umanità.
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