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Cronaca

Inaugurata la nuova edizione della scuola socio-politica “G. Toniolo” di Assisi

Di Redazione Umbria Notizie Web 21 Gennaio 2017 – 20:11 3 min di lettura

scuolatonioloassisiAl Serafico il vescovo Sorrentino rilancia il cammino diocesano di una Chiesa attenta al bene comune e agli ultimi
Il segretario della Cei: “Nonostante gli sforzi il lavoro dignitoso è ancora troppo poco”

(UNWEB) ASSISI – “Di economia si vive ma si può anche morire soprattutto quando l’economia calpesta la dignità dell’uomo. E nonostante molti pregevoli impegni anche nel nostro Paese, il lavoro dignitoso è ancora troppo poco”. Non lascia spazio agli equivoci il segretario della Cei monsignor Nunzio Galantino intervenuto sabato 21 gennaio all’istituto Serafico all’inaugurazione del nuovo ciclo di studi della Scuola socio-politico “Giuseppe Toniolo” di Assisi che quest’anno si caratterizza per una nuova proposta dal titolo “Le giornate del nuovo umanesimo” in collaborazione con Ucid e Fondazione nazionale di studi Tonioliani. Cinque gli step da seguire per un cammino e una responsabilità sociali dell’impresa secondo il segretario della Cei: una libera azione secondo regole precise che rispondano a un principio di sussidiarietà ma senza intervento pubblico. “Se gli imprenditori ma anche la Chiesa continueranno a presentarsi con il cappello in mano – ha sottolineato Galantino – non andremo da nessuna parte; la sussidiarietà è altro dal cappello in mano”. Il secondo punto per il segretario della Cei è “investire in un luogo ben preciso; è una scelta morale e culturale. L'economia ha poi bisogno dell'etica nel senso che l'etica non delega a pochi ma attua la solidarietà che poi globalizza. Tutti siamo responsabili di tutti, non esiste un’economia neutra – ha continuato Galantino – ”. C’è poi la “necessità in campo etico di tener conto delle esigenze e delle ragioni dell'economia; più l’impresa vive in modo eticamente responsabile, più si genera valore economico. E’ assodato che ogni crisi è sempre il frutto di un non corretto comportamento imprenditoriale, anzitutto in termini economici”. Al quinto punto il vescovo ha posto “il patto tra imprenditori e lavoratori. Tutti si devono sentire coinvolti e hanno il diritto di partecipare al processo economico dell'impresa e al processo decisionale. In realtà questo aspetto è molto limitato anche perché manca una disciplina legislativa in materia. Ecco, i nostri parlamentari – ha sollecitato Galantino - si muovano in tal senso. L'impresa è una comunità di lavoro. Negando o limitando l’iniziativa economica c’è un livellamento verso il basso invece dobbiamo valorizzare i nostri talenti e dare spazio alla creatività”.
Le parole del segretario Cei sono state riprese dalla presidente della scuola diocesana di Assisi Francesca Di Maolo che, in apertura dei lavori, ha sottolineato l’intento di voler arrivare a delle proposte concrete alla politica, ispirate ai principi fondamentali della dottrina della Chiesa. “La politica perde la sua essenza – ha detto la Di Maolo, di fronte a una nutrita platea di amministratori, docenti, giovani, imprenditori e religiosi – quando non si occupa più del bene comune, quando non si riconosce a tutti lo sviluppo integrale o l’accesso al lavoro. Non a caso – ha sottolineato ancora – la sede della nostra scuola socio-politica è qui al Serafico, dove la bellezza della relazione e del servizio si fa esperienza di vita. Quando invece certi diritti vengono riconosciuti a pochi, diventano privilegi che mortificano l’uguaglianza e minano la democrazia”. Anche il vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, nel suo saluto, ha messo in evidenza il percorso che la diocesi sta portando avanti per una chiesa attenta al bene comune e agli ultimi sui passi di San Francesco, Giuseppe Toniolo e Ludovico da Casoria fondatore del Serafico.
Le provocazioni lanciate dalla presidente Di Maolo per aprire il discorso sul tema del giorno ovvero il partecipazionismo sono state poi raccolte dal presidente della Fondazione di studi Tonioliani Romano Molesti che ha sottolineato l’importanza di fare sinergia per proporre alla fine soluzioni concrete. “E’ ora di finirla con convegni che servono solo a mettere in luce bravi relatori – ha detto Molesti - ; servono mozioni e propositi utili alla società soprattutto perché abbiamo il dovere di pensare al futuro, ai nostri giovani. Se non facciamo questo – ha continuato ancora – ci ritroveremo con un laicismo imperante”. Sono seguiti anche gli interventi di Giovanni Scanagatta, segretario generale dell’Ucid, di suor Alessandra Smerilli della Ponti¬ficia facoltà di Scienze dell’educazione «Auxilium» e di Rolando Pini, ordinario diritto amministrativo Università di Bologna.

Nota della Redazione

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