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Cultura

Medea a Gualdo Tadino giovedì 18 febbraio

Di Redazione Umbria Notizie Web 16 Febbraio 2016 – 10:26 2 min di lettura

medea 2(ASI) Guardo Tadino. Elisabetta Vergani torna al Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino, giovedì 18 febbraio, alle 21, con il suo nuovo spettacolo, Medea.
Tratta dal fortunato romanzo di Christa Wolf la vicenda della donna fiera e ardente è tratteggiata seguendo una struttura a sguardi incrociati. Il mito greco della donna travolta da una passione selvaggia e disumana rivela la tendenza della nostra società, soprattutto nei momenti di crisi e transizione, a cercare un capro espiatorio, spesso femminile, da destituire di ogni autorevolezza.


Medea, la maga crudele che una passione cieca spinge prima a tradire la patria per seguire l’amato Giasone, poi a uccidere per vendetta i figli avuti da lui che vuole risposarsi e ad incendiare la città che l’ha accolta, surclassa qualunque altro mito di donna selvaggia e crudele che riposi nell’immaginario occidentale. Medea, è mostruosa perché barbara, proveniente da un mondo arcaico, determinata solo dalla pulsione sessuale: colta prima nell’accecamento della passione e poi della sua terribile gelosia, sorretta da oscure potenze.
Si tratta di un mito che per tutti ha un presunto padre putativo: Euripide. Un greco. E i greci – scrive Christa Wolf - hanno volentieri scritto storie di donne vinte, di cui ci siamo abituati a conoscere solo la versione del vincitore.
Partendo dall’assunto innegabile che il mondo greco patriarcale ha riscritto tutti i miti preesistenti a proprio vantaggio, la scrittrice tedesca è andata alla ricerca delle sorgenti antiche di quei miti riscrivendoli dalla parte di uno sguardo diverso, che tiene in considerazione le ragioni del matriarcato. Il suo lucido itinerario porta sempre alle stesse conseguenze: il mondo occidentale è costruito sulla violenza e l’esclusione della donna, cui fino ad oggi è restato solo il gesto del rifiuto.
Così il mito è stato radicalmente rovesciato: ecco Medea né fratricida, né omicida, né infanticida. Medea è semplicemente una straniera che si trova – per la sua fierezza – a divenire capro espiatorio delle tensioni sociali, vittima sacrificale come sempre capita agli immigrati, ai deboli, alle donne.
Il viaggio nel mito femminile della più grande scrittrice tedesca del novecento termina così (dopo la caduta del muro) con una donna che tra matriarcato e patriarcato - entrambi insostenibilmente basati sulla violenza – e tra oriente ed occidente - in fondo poco dissimili per la donna - non sa più dove andare e quale sia la sua patria. Ma gira ancora per l’Europa alla ricerca di qualcuno che possa dare risposta alla sua domanda: “In quale luogo, io?”.
Medea costituisce per Farneto Teatro ed Elisabetta Vergani un altro passo nell'indagine sull'origine della violenza, la modernità del linguaggio di questo romanzo così ricco di contrappunto è un nuovo affascinante cimento nel suo percorso.
Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita.
E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it.

Nota della Redazione

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