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Politica

Concorso Medici non Obiettori, Vinti (SI): "Sostegno alla Regione Lazio"

Di Redazione Umbria Notizie Web 24 Febbraio 2017 – 00:09 2 min di lettura

stefano vinti 1(ASI) Perugia – “Pieno sostegno alla Regione Lazio che ha indetto un concorso riservato ai soli medici non obiettori per l’ospedale San Camillo”.                                                                                                     

“Anche in Umbria si dovrebbe prevedere per rispettare diritti di donne e medici”

stefano vinti 1(ASI) Perugia – “Pieno sostegno alla Regione Lazio che ha indetto un concorso riservato ai soli medici non obiettori per l’ospedale San Camillo”. Lo esprime Stefano Vinti dell’assemblea nazionale di Sinistra italiana. “L’applicazione corretta della legge 194 del 1978 – ricorda Vinti – deve prevedere l’obiezione di coscienza per i medici e il diritto di accedere ai servizi che permettono l’interruzione volontaria della gravidanza, così come ci ricorda l’Europa a cui siamo ‘proni’ solo quando si tratta d’applicare le politiche economiche di austerità”.
“Paradossalmente in Italia – prosegue Vinti –, il governo Gentiloni e il ministro della salute di centrodestra Beatrice Lorenzin salvaguardano solamente il diritto all’obiezione dei medici e non i diritti delle donne”.

“Oggi in Italia e in Umbria i diritti delle donne che ricorrono all’aborto – aggiunge Vinti – sono calpestati da un abnorme numero di medici obiettori impiegati nelle strutture pubbliche, pagati con le tasse dei cittadini che non possono obiettare. Le donne hanno il diritto di poter scegliere liberamente di diventare madri e la Repubblica, in tutte le sue articolazioni, comprese le Regioni, ha il dovere di garantire la corretta applicazione della legge 194”.

“La legge – commenta Vinti – non è applicata in almeno il 35 per cento delle strutture pubbliche, mentre ci sono zone del Paese dove l’obiezione dei medici supera il 90 per cento. Mediamente sono obiettori 7 medici su 10, in Italia come in Umbria. La legge dovrebbe garantire che ogni struttura pubblica di ginecologia abbia almeno il 50 per cento dei medici non obiettori. Per superare, anche in Umbria, le difficoltà che si registrano nel resto d’Italia, la Regione dovrebbe prevedere un concorso riservato ai soli medici non obiettori al fine di garantire il pieno rispetto dei diritti delle donne e del personale medico”.

Nota della Redazione

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