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Politica

Sanità: “annullare la delibera della vergogna. Applicare linee guida sull'interruzione di gravidanza” - la richiesta dei gruppi Pd, M5S e Misto alla Giunta regionale

Di Redazione Umbria Notizie Web 24 Agosto 2020 – 07:49 2 min di lettura

106477058 2737735736463447 3021307834012320497 oI capogruppo Tommaso Bori (PD), Thomas De Luca (M5S) e Vincenzo Bianconi (Gruppo Misto) e i consiglieri Michele Bettarelli, Simona Meloni, Fabio Paparelli e Donatella Porzi (PD) chiedono alla Giunta regionale di spiegare perché non è stata ancora annullata “la delibera della vergogna” e applicate le nuove Linee guida ministeriali in materia di interruzione di gravidanza farmacologica. 

 

(UNWEB) Perugia,   - I capogruppo Tommaso Bori (PD), Thomas De Luca (M5S) e Vincenzo Bianconi (Gruppo Misto) e i consiglieri Michele Bettarelli, Simona Meloni, Fabio Paparelli e Donatella Porzi (Gruppo PD) chiedono alla Giunta regionale di conoscere la ragione per le quale non sia stata ancora annullata la ‘Delibera della vergogna’ (n. 467 del 10 giugno 2020) che costringe ad un ricovero ospedaliero forzoso di tre giorni,e, contestualmente, applicate le nuove Linee guida ministeriali in materia di interruzione di gravidanza farmacologica”. 

“L'azione liberticida portata avanti negli scorsi mesi dalla presidente della Regione, Tesei - evidenziano gli esponenti dell’opposizione consiliare - è stata totalmente sconfessata da subito dalla comunità medico-scientifica, ed ora sia dal ministero della Salute che dal Consiglio superiore di Sanità. È pertanto urgente che venga ripristinato da subito il diritto delle donne umbre a poter ricorrere alla pillola RU486 anche in regime di Day Ospital senza obbligo di ricovero di tre giorni come stabilito dalla Giunta leghista in Umbria. Ogni giorno perso senza applicare le linee guida e senza aver annullato la ‘Delibera della Vergogna’ nega ancora, e di fatto, alle donne umbre di poter scegliere l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico consentito fino a 9 settimane compiute di età gestazionale, presso strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, funzionalmente collegate all’ospedale ed autorizzate dalla Regione, nonché presso i consultori, oppure day hospital”. 

“Il movimento di migliaia di donne e di uomini - aggiungono i consiglieri regionali Pd, M5S e Misto - che si è attivato spontaneamente sia a livello locale e che nazionale, contro quella scelta oscurantista e strumentale assunta della presidente Tesei e promossa dal senatore della Lega Pillon, ha dimostrato di avere ragione sia nel merito che nel metodo delle rivendicazioni portate avanti. Ora però la Regione Umbria non ha più alibi: faccia quello che gli impone la legge: annulli la delibera 467 e adegui le linee guida regionali a quelle emanate dal Ministero lo scorso 12 agosto. Alla luce di quanto accaduto – concludono - torneremo a chiedere con forza anche la piena attuazione della legge 194, specie nella parte che prevede la promozione dell'educazione sessuale nelle scuole, una rete potenziata dei Consultori sul territorio e il diritto alla contraccezione gratuita, per far tornare - concludono - l’Umbria una regione all’avanguardia nel panorama dei diritti civili e a sostegno della libertà di scelta e di autodeterminazione delle donne”.

Nota della Redazione

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