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Politica

Sanità: “La giunta risponde dopo 4 mesi a interrogazione su zona rossa di Giove” - Paparelli (Pd) e Fora (Patto civico) “risposte inadeguate e di circostanza ”

Di Redazione Umbria Notizie Web 28 Agosto 2020 – 17:35 3 min di lettura

Paparelli PDI consiglieri regionali Fabio Paparelli (PD) e Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) fanno sapere di aver ricevuto “a distanza di quattro mesi, una lettera firmata da un funzionario regionale” come risposta ad una loro interrogazione rivolta all’assessore alla Sanità Luca Coletto in merito alla situazione della comunità di Giove allora in isolamento per l’emergenza covid-19. I due consiglieri si dichiarano insoddisfatti per la risposta: “intempestiva, inadeguata e di circostanza”.

 

(UNWEB) Perugia,  - I consiglieri regionali Fabio Paparelli (PD) e Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) in una nota congiunta fanno sapere di aver ricevuto “solo oggi, 28 agosto, a distanza di quattro mesi, una lettera firmata da un funzionario regionale” come risposta ad una loro interrogazione rivolta all’assessore alla Sanità Luca Coletto in merito alla situazione della comunità di Giove allora in isolamento per l’emergenza covid-19. Nella missiva – spiegano i due consiglieri -, di cui ci dichiariamo insoddisfatti, si provano a spiegare le ragioni delle azioni messe in campo sottolineando però, che le stesse, hanno provocato ‘alcuni dei disagi descritti dagli interroganti’.

Paparelli e Fora ricordano quindi che in riferimento ai “tanti disagi che i giovesi hanno dovuto subire per settimane, a causa del focolaio e della serrata di tutti i servizi pubblici e commerciali del paese” il 28 aprile scorso inoltrarono un’interrogazione alla Giunta Regionale in cui venivano segnalate “le maggiori criticità fino ad allora emerse, con l’obiettivo che le misure adottate non si trasformassero in una vera e propria forma di reclusione coatta”.

“Forse – rilevano i due consiglieri di minoranza - se la Giunta Regionale avesse preso in minima considerazione le questioni da noi sollevate, avrebbe avuto modo di mettere a punto con maggiore efficacia la campagna di screening di massa che fu realizzata, dimostrando con decine di falsi positivi, una evidente inadeguatezza dei test sierologici che poi sono stati oggetto di polemiche e di indagine degli organi preposti. Così come avrebbe potuto adoperarsi per la riapertura a tempo e in sicurezza degli uffici postali e dei servizi bancari. Come pure – aggiungono – si sarebbe dovuta individuare una struttura per gli isolamenti domiciliari nel territorio circostante, non certo a Città di Castello, come poi la Regione ha scelto di fare, pur sapendo che i 170 km di distanza tra i due comuni, l'avrebbero resa inutilizzata, come poi è stato”.

I consiglieri Paparelli e Fora rilevano ancora che avevano chiesto inoltre di “prevedere una forma di sostegno al reddito per i cittadini di Giove: ci è stato risposto che la Regione ritiene i sussidi del Governo del tutto sufficienti a ristorarli. Insomma – sottolineano -, non possiamo che esprimere insoddisfazione per le risposte pervenute, del tutto inadeguate e di circostanza ma soprattutto arrivate ampiamente fuori tempo massimo, e a rimetterci è stata un’intera comunità”.

I due consiglieri di minoranza ricordano infine i numeri di una vicenda che ha “segnato profondamente” la comunità di Giove: “Ventiquattro giorni di isolamento in zona rossa, 52 casi positivi al Coronavirus, 2 decessi e 319 persone in quarantena su una popolazione di 1900 abitanti. Tra il 10 aprile e il 3 maggio scorso, gli abitanti hanno vissuto la drammatica esperienza di vivere all’interno di un territorio dichiarato off limits”.

Nota della Redazione

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