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Politica

Coronavirus: “Test dai privati a spese dei cittadini: obbligo discriminatorio, a rischio l'intero sistema di tracciamento" – Consiglieri della minoranza annunciano interrogazione

Di Redazione Umbria Notizie Web 30 Novembre 2020 – 17:24 3 min di lettura

ConsiglieriMinoranzaI gruppi consiliari di minoranza di Palazzo Cesaroni annunciano la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale chiedendo di fare “chiarezza rispetto ai test rapidi antigenici o sierologici che se decreteranno la positività i soggetti interessati saranno obbligati a fare, a loro spese, il test molecolare di conferma in un laboratorio privato". I consiglieri di opposizione spiegano che "l'ennesima beffa per gli umbri è stabilita nella delibera di Giunta regionale ‘1139/2020’”

 

(UNWEB) Perugia,  - "Da oggi essere positivi in Umbria è una colpa. E costa anche un sacco di soldi. Tutti a carico dei cittadini che in caso di positività al test rapido antigenico o sierologico saranno obbligati a fare a loro spese il test molecolare di conferma in un laboratorio privato". Così i consiglieri di minoranza in consiglio regionale: Fabio Paparelli, Tommaso Bori, Michele Bettarelli, Simona Meloni, Donatella Porzi (Pd), Thomas De Luca (M5S), Vincenzo Bianconi (Misto), Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria), che sulla questione annunciano la presentazione di una interrogazione.

"L'ennesima beffa per gli umbri – spiegano i Gruppi di minoranza in una nota congiunta - è stabilita nella delibera di Giunta regionale ‘1139/2020’, considerato che la nostra regione è stata tra le prime in cui è saltato il tracciamento dei contagi. Per questo motivo in molti sono stati costretti a rivolgersi ai laboratori privati, pagando mediamente 40 euro per un test antigenico rapido. Da oggi – continuano -, se risultassero positivi a questo test, saranno costretti ad effettuare anche il test molecolare di conferma nello stesso laboratorio privato, ma con prezzi che si aggirano tra gli 85 e i 120 euro. E se fino ad ora bastava una ricetta per farsi fare un test rapido, in uno dei tanti laboratori umbri accreditati con costi contenuti, ora, in caso di positività al sierologico, i cittadini saranno costretti ad effettuare il test di conferma persino nella stessa seduta. Con i costi, decisamente più alti, tutti a carico dei pazienti”.

Per i consiglieri dell’opposizione si tratta di “un'altra, ennesima, assurda vicenda per la quale abbiamo chiesto, tramite interrogazione alla Giunta regionale di fare chiarezza. È legittimo – osservano - obbligare quei cittadini che sono risultati positivi ad un test rapido, ad effettuare il test molecolare di conferma nello stesso laboratorio privato a loro spese? Quali possono essere le sanzioni a carico dei cittadini in caso di diniego, rifiuto o impossibilità al pagamento del test di conferma in laboratorio privato? Ciò – stigmatizzano - non è assolutamente chiaro e andrebbe spiegato anche a tutela dei laboratori privati che andranno a gestire queste situazioni”.

“Riteniamo che il sistema sanitario regionale – spiegano i consiglieri di minoranza - dovrebbe garantire il più ampio sistema di monitoraggio della popolazione possibile e in caso di riscontro di positività, tramite test rapido, debbano essere i servizi di sanità pubblica a provvedere alla presa in carico e al relativo approfondimento diagnostico. Riteniamo che una tale decisione sia fortemente discriminatoria nei confronti delle fasce più vulnerabili della popolazione a cui verrebbe negato il diritto di tutelare la propria salute e quella dei propri congiunti”.

“Vista la totale assenza di un monitoraggio sui prezzi dei tamponi molecolari nelle strutture private e alla luce della mancanza di tracciamento degli asintomatici, riteniamo – concludono - che questa delibera possa generare un potente disincentivo per i cittadini rendendo ancor più inefficace il sistema di tracciamento necessario per contenere la diffusione della pandemia".

Nota della Redazione

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