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Politica

“Proliferazione autorizzazioni per tartufaie controllate. Gestione superficiale legge e regolamento” - in II commissione audizione associazioni tartufai - ascoltati anche tecnici assessorato e amministratore Afor

Di Redazione Umbria Notizie Web 22 Luglio 2021 – 12:58 4 min di lettura

220417801 3052406638329687 1440836113483192679 n(UNWEB) Hanno puntato il dito sulla “proliferazione delle autorizzazioni di tartufaie controllate”, sottolineando che “l’elevata serie di concessioni, nell’Altotevere, sta precludendo la libera ricerca del tartufo”, è il grido d’allarme lanciato dall’associazione ‘Tartufai Altotevere Onlus” che si è fatta portavoce delle istanze del Comitato per ‘libera cerca’. L’incontro si è svolto in Seconda Commissione, presieduta da Valerio Mancini, ufficialmente richiesto dal consigliere Michele Bettarelli (Pd) https://tinyurl.com/ve9npj8n (link is external).

Alla riunione, oltre alle Associazioni dei tartufai, sono stati invitati ed hanno partecipato anche rappresentanti di Associazioni di Categoria, oltre al dirigente Francesco Grohmann (Direzione regionale Agricoltura) e all’amministratore unico di Afor (da luglio 2019 gestisce la materia), Manuel Maraghelli.

Nell’introduzione del tema, il presidente Mancini ha rimarcato la necessità di “analizzare con particolare attenzione il rapporto tra territorio e tartufaie controllate e autorizzate. Nella fase di rinnovo, gli enti preposti sono chiamati a verificare il rispetto delle normative vigenti”. Il Presidente ha definito poi “assurdo effettuare verifiche solo formali su una percentuale troppo bassa delle concessioni”.

È stato il presidente dell’associazione ‘Tartufai Altotevere’, Alessandro Ghigi, che dopo un breve excursus storico sull’importanza economica e storico-culturale del tartufo nella Valtiberina, a rimarcare come l’Umbria si sia dotata di una buona legge (1/2015-Testo unico agricoltura), ma che non viene sufficientemente applicata rispetto alla gestione delle concessioni delle tartufaie controllate. Per Ghigi mancherebbero quindi i controlli sul territorio atti a verificare il rispetto delle norme vigenti . “Tutti – ha detto – si sentono autorizzati ad una tabellazione selvaggia. La non applicazione della legge provoca conflittualità con i liberi cavatori”.

Cristiano Casagrande di Confagricoltura Umbria ha sottolineato, tra l’altro, come la legge regionale in merito trovi un suo equilibrio fra i diritti di chi è proprietario di territori con vocazione dello sviluppo del tartufo ed i diritti dei tartufai. “L’individuazione delle tartufaie controllate – ha detto – serve a mettere in condizione i proprietari del terreno di poter svolgere legittimamente la propria attività per poterne ricavare beneficio economico. Su questo dobbiamo basare ogni ragionamento. La nostra legge regionale lascia comunque ampio spazio di lavoro ai raccoglitori. La Regione ha preso un impegno strategico per lo sviluppo della filiera economica del tartufo dove tutti avranno un ruolo importante”.

Francesco Grohman dopo aver assicurato la programmazione di un incontro con le associazioni dei tartufai per il prossimo mese di settembre, ha ricordato che l’assessore Roberto Morroni, già da mesi, sta privilegiando un approfondimento sulla filiera del tartufo, per ridarle slancio anche in funzione della promozione del prodotto sia da un punto di vista economico che turistico e per la valorizzazione del territorio. “La legge - ha detto Grohman – ha cercato di individuare l’equilibrio tra le esigenze del libero ricercatore e quelle del proprietario dell’area”.

L’amministratore unico di Afor, Maraghelli ha detto di aver trovato una gestione non univoca del settore-, con alcune Comunità montane che applicavano in maniera diversa la normativa legislativa. Il dirigente di Afor, Marco Vinicio Galli ha ribadito come l’Agenzia stia facendo un importante lavoro di omogeneizzazione rispetto a nove modus operandi, tanti quanti erano le Comunità montane. È stata predisposta un’unica posizione organizzativa per le tartufaie controllate e coltivate.

Bettarelli ha sottolineato come “il tartufo rappresenta una parte importante del patrimonio economico, culturale e sociale di un territorio. Sarà essenziale un dialogo chiaro e costruttivo e nell’eventualità si ritenesse necessaria una rivisitazione della normativa va prevista la predisposizione di un tavolo partecipato da tutti i soggetti interessati, rappresentanti dell’intero territorio regionale. Bisogna capire dove si può migliorare e se esistono le condizioni per farlo. È importante ragionare per comparti – ha detto - tenendo in alta considerazione le diversità dei territori”.

Per Fabio Paparelli (Pd), “chi rilascia la concessione deve essere anche titolare dei controlli, prevedendone le modalità nella stessa legge. In passato – ha ricordato - ho più volte suggerito, a seguito della legge Delrio, di valutare se porre in capo la concessione e i controlli (attraverso la propria Polizia) alle Province che oggi, di fatto, sono associazioni di Comuni”.

Il presidente Mancini ha assicurato le Associazioni presenti sulla massima considerazione rispetto alle loro istanze e dopo l’acquisizione di tutta la documentazione necessaria per approfondire adeguatamente la materia, la Commissione darà vita, nel prossimo mese di settembre, ad un tavolo tecnico che possa definire le dicotomie evidenziate nel corso della riunione. “Dobbiamo guardare la nascente filiera del tartufo – ha sottolineato – al di fuori da ogni contrapposizione. Saranno probabilmente necessarie le riperimetrazioni di alcune aree del territorio regionale. Importante è alzare i livelli di controllo e difendere l’ottima qualità dei nostri tartufi che contribuiscono al prestigio dell’Umbria nel mondo”.

Nota della Redazione

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