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Attualità

Perugia: Celebrata la solennità del Corpus Domini. Una moltitudine di popolo di Dio in processione.

Di Redazione Umbria Notizie Web 5 Giugno 2026 – 14:33 3 min di lettura

Corpus Domini Processione 2026 f10L’arcivescovo Ivan Maffeis: «il nostro rimane ancora un camminare nel deserto»

(UNWEB) Perugia. In una gremita cattedrale di San Lorenzo è stata celebrata a Perugia, giovedì sera 4 giugno, la solennità del Corpus Domini culminata con la processione per le vie del centro storico fino alla basilica di San Domenico, sostando in preghiera davanti alle sedi delle istituzioni, che ha visto una moltitudine di popolo di Dio in cammino con il suo Pastore. Fedeli venuti anche da fuori città con i loro parroci, religiosi e religiose, diaconi, seminaristi, membri di associazioni, gruppi, movimenti, confraternite e ordini cavallereschi hanno accompagnato il Santissimo Sacramento tra la gente, perché, come ha sottolineato l’arcivescovo Ivan Maffeis nell’omelia, «il pane eucaristico diventi benedizione per il pane quotidiano, il pane degli affetti familiari, il pane dell’amicizia, il pane della scuola e del lavoro, il pane delle nostre istituzioni consentendo a ciascuno di affrontare le responsabilità della vita quotidiana con la fiducia e con la speranza che nascono dal sentirsi custoditi, accompagnati, plasmati dalla presenza del Signore. In Lui noi che siamo così diversi diventiamo comunità… Da questo pane riceviamo la forza per vivere da figli, con un cuore capace di compassione, di carità, di fraternità, di dono di noi stessi diventando ostensorio della presenza di Cristo».

Mons. Maffeis ha esordito ricordando le parole di Mosè: «“Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere nel deserto, per metterti alla prova, per sapere quello che tu hai nel cuore”. Per molti versi il nostro rimane ancora un camminare nel deserto, quel deserto abitato dalle nostre preoccupazioni, dalle nostre paure, quel deserto abitato da quel senso di sconcerto e di smarrimento rispetto ad una cronaca in cui il corpo di Cristo è umiliato, violato e calpestato nel corpo di persone a cui viene negata ogni dignità. L’infanzia torturata, i braccianti arsi vivi, le vittime civili violentate dai conflitti in Libano, a Gaza, in Ucraina, solo per citare i territori che abbiamo sotto gli occhi. Per camminare in questo deserto, per non arrenderci all’arsura, abbiamo bisogno di ragioni di vita, abbiamo bisogno di risentire come è rivolto a ciascuno di noi il richiamo di Mosè: non dimenticare il Signore tuo Dio, ricordati che lui ti accompagna e ti nutre. La sua è una presenza che, se si manifesta in molti e in diversi modi, nel mistero eucaristico raggiunge il suo culmine. In questo pane il Signore si rende presente, si dona, resta con noi, ci trasforma, ci plasma, ci fa suoi».

A conclusione della processione, nella basilica di San Domenico, l’arcivescovo ha rivolto parole di gratitudine ai fedeli presenti, ai rappresenti delle istituzioni e a quanti si sono prodigati per la celebrazione del Corpus Domini tenutasi per la prima volta, dopo tanti anni, giovedì sera. «Grazie a ciascuno per la testimonianza che ha offerto all’intera città – ha detto mons. Maffeis -, testimonianza di fede, di quanto il Vangelo sia vivo anche oggi, testimonianza di quella disponibilità a camminare insieme come comunità cristiana, che annuncia con coraggio il suo Salvatore. Il Signore accompagni i passi della nostra Chiesa e dia a ciascuno quel sano orgoglio di appartenervi». A margine della celebrazione, intrattenendosi con alcuni giornalisti, l’arcivescovo ha commentato la numerosa partecipazione di fedeli: «La processione del Corpus Domini unisce la città, un segno umile ma sincero di fede che è anche il bisogno di camminare tutti insieme in questo tempo così ferito, così diviso».

Nota della Redazione

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