Veterinaria: "sanita’ pubblica e sicurezza alimentare dopo covid 19” - audizione di seconda e terza commissione con l’intersindacale medica
Le Commissioni Seconda e Terza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presiedute da Valerio Mancini ed Eleonora Pace, hanno ascoltato questo pomeriggio, in video conferenza dalla Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, i rappresentanti dell’Intersindacale medica in merito alle “Problematiche di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare nella fase di ripartenza dopo l’emergenza Covid 19”.
(UNWEB) Perugia, - Le Commissioni Seconda e Terza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presiedute da Valerio Mancini ed Eleonora Pace, hanno ascoltato questo pomeriggio, in video conferenza dalla Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, i rappresentanti dell’Intersindacale medica in merito alle “Problematiche di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare nella fase di ripartenza dopo l’emergenza Covid 19”.
Sono intervenuti all’incontro Giovanni Lovaglio (coordinatore Intersindacale), Sergio Scorcelletti (Asl Umbria 1 – Sanità animale e insediamenti zootecnici), Raffaella Moretti (Società italiana medicina veterinaria preventiva), Brigitta Favi (Usl Umbria 1), Luca Mechelli (presidente consiglio amministrazione Istituto zooprofilattico), Pietro Valentini Marano (Usl Umbria 2) e Basilio Passamonti (Anaao).
Dall’audizione è emersa la necessità, per tutto il settore della veterinaria pubblica, di un riconoscimento del lavoro svolto e di un coinvolgimento nella definizione delle azioni future. È stato evidenziato che in molti settori vi è carenza di personale e che il turn over esporrà diversi servizi al rischio di non poter garantire un apporto qualificato a tematiche che la pandemia ha dimostrato fondamentali, come la salute animale e il controllo delle malattie con possibilità di diffusione all’uomo. Uno dei ruoli svolti dai veterinari che operano nella sanità pubblica è il controllo e la prevenzione del randagismo, che ha rilevanti risvolti sociali e sanitari. Ed anche economici, dato che nei canili pubblici ci sono 1300 cani che costano 1.200 euro l’anno ciascuno. Questione prioritaria da affrontare a livello politico sarebbe anche quella di come organizzare i controlli, visto che le piccole aziende diffuse sul territorio (l’80 percento del totale) e i grandi insediamenti hanno richiedono strutture e operatività differenti: complessivamente in Umbria ci sono allevamenti con circa 400mila capi di grandi dimensioni allevati, accanto a circa 3milioni di avicoli.
Anche la gestione della macellazione dovrebbe essere oggetto di attenzione, visto che per una regione con allevamenti medio-piccoli e diffusi potrebbe risultare più razionale una rete di mattatoi di ridotte dimensioni piuttosto che pochi grandi centri di macellazione.
Dagli interventi è emerso infine l’auspicio di una più stretta collaborazione tra l’Istituto zooprofilattico (che avrebbe il problema di realizzare presto una sede più grande e adeguata alle attività svolte) e l’Agenzia regionale per l’ambiente in materia di tutela della salute animale e umana e per l’analisi dei rischi oncologici.
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