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Attualità

Fase 2, l'ospedale di Terni si riorganizza e guarda al futuro

Di Redazione Umbria Notizie Web 20 Maggio 2020 – 12:44 4 min di lettura

ok esterni ospedale IMG 5243 latoAl via la realizzazione di un polo dedicato, esterno al corpo centrale, in vista di una possibile ripresa dell'empidemia da Covid-19 o di altri futuri possibili scenari emergenziali.

Il commissario Casciari: "Il corpo ospedaliero centrale dovrà restare pulito per svolgere la regolare attività chirurgica e assistenziale"

(UNWEB) Terni,   - Con la riduzione del contagi Covid e l'avvio della fase 2, la direzione aziendale dell'ospedale Santa Maria di Terni ha dato il via ad una profonda riorganizzazione dell'ospedale, che prevede la creazione di un "polo di malattie infettive esterno al corpo ospedaliero centrale, che da ora in poi – precisa il commissario straordinario Andrea Casciari - dovrà restare pulito dal Covid, o da altri eventi epidemici, che possano penalizzare troppo la regolare attività chirurgica e assistenziale delle altre patologie".

L'attuale quadro Covid. All'ospedale di Terni (dati al 20 maggio mattina) sono presenti 6 pazienti positivi di cui 2 ricoverati in rianimazione e 4 nella clinica di malattie infettive in attesa di stabilizzazione clinica (1 clinicamente stabile nei giorni scorsi è stato trasferito all'ospedale Covid di Pantalla).

L'area medica del quinto piano che era stata dedicata al Covid è stata liberata e tutti i pazienti, sospetti e positivi, sono stati trasferiti nel reparto di Malattie infettive che si trova in una palazzina esterna. Anche la Rianimazione ha potuto ridurre i posti letto di terapia intensiva dedicata al Covid e sta progressivamente ripristinando quelli per la gestione dei pazienti con altre patologie che, soprattutto con la fine del lockdown e la riapertura delle attività commerciali e produttive e degli spostamenti su strada, hanno già ricominciato a crescere.

Una volta completati i trasferimenti, in ospedale sarà possibile riprendere le normali attività assistenziali aumentando progressivamente le sedute operatorie e le attività ambulatoriali, sempre nel rispetto delle misure di sicurezza e di protezione contro il coronavirus.

Misure di sicurezza per la fase 2 dell'emergenza. Fermo restando la possibilità di ricostituire in modo tempestivo l'assetto organizzativo emergenziale con adeguati posti letto Covid in pneumologia e rianimazione, in caso di ripresa dell'epidemia, è certo che ormai bisognerà imparare a convivere con questo virus, e pertanto restano attivi precisi protocolli per la gestione di pazienti sospetti e positivi al Covid-19, in ingresso dal pronto soccorso e/o con accesso programmato, che potranno essere rimodulati in base all'evoluzione dell'epidemia, al fine di garantire la massima sicurezza ed efficienza dei percorsi assistenziali per cittadini e operatori.

In questa fase restano in vigore anche tutte le misure di sicurezza disposte per contrastare la diffusione del virus all'interno dell'ospedale: non soltanto utilizzo delle mascherine e dei dispositivi di protezione individuale, ma anche limitazioni e regolamentazione degli accessi da parte dei visitatori con pre-triage, termoscanner e accessi contingentati per le visite ambulatoriali, per evitare assembramenti e garantire la distanza minima di sicurezza.

L'obiettivo: corpo centrale Covid free. Concentrati i pazienti Covid nel reparto di malattie infettive e in una sezione dedicata nell'ambito della rianimazione, la direzione ha deciso di ridisegnare l'assetto logistico e i percorsi assistenziali ospedalieri anche in vista di possibili scenari emergenziali futuri. "L'obiettivo è di lasciare pulito il corpo centrale ospedaliero andando a costituire un centro di malattie infettive esterno – annuncia il commissario Casciari - dove indirizzare tutta l'assistenza per pazienti Covid e che in generale anche in futuro dovrebbe consentire una gestione tutta esterna di eventi epidemici come quello Covid. Ciò comporta la necessità di aumentare i posti letto di malattie infettive e di prevedere anche qualche posto letto di terapia intensiva e sub-intensiva nella stessa area. A tal fine abbiamo avviato una processo di riorganizzazione degli spazi e dei percorsi che comporta una ridefinizione logistica e organizzativa di alcune strutture e abbiamo già chiesto alla Usl Umbria 2 la disponibilità a liberare i locali attualmente occupati dal servizio SPDC (servizio psichiatrico di diagnosi e cura) che insistono in una palazzina esterna adiacente a quella di malattie infettive".

Processo riorganizzativo del corpo ospedaliero centrale. Il commissario Casciari insieme a tutto il collegio di direzione e all'ufficio tecnico sta già lavorando per dare seguito nel più breve tempo possibile al nuovo processo riorganizzativo. "Per liberare spazi da dedicare al centro di malattie infettive, porteremo nell'ala sud del corpo centrale (ala opposta all'oncologia), al posto dell'attuale area medica - spiega Casciari - l'oncoematologia, che avrà un accesso diretto anche dall'esterno. E inoltre rimoduleremo i posti letto della medicina d'urgenza che saranno concentrati in un'unica area di degenza con l'obiettivo di rafforzarne il mandato rispetto a una gestione rapida dei pazienti con dimissione entro le 72 ore". Per fare questo i reparti di area medica (epatogastroenterologia e nefrologia) situati a piano terra saranno spostati temporaneamente al quarto piano, nell'ex struttura di lungodegenza post-acuzie (LDPA), in attesa che vengano realizzati i lavori per portare i posti di degenza di nefrologia nella palazzina esterna dove viene svolta anche l'attività di dialisi.

Nota della Redazione

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