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Cultura

UmbriaEnsemble. Suoni di Boschi e d’Abbazie–rassegna di Concerti nell’Umbria segreta “Don Giovanni. Il dissoluto punito”

UmbriaEnsemble – Ministero della Cultura Domenica 14 Novembre, ore 17 Castello Bufalini, San Giustino (PG)

Di Redazione Umbria Notizie Web 10 Novembre 2021 – 10:30 2 min di lettura

 

(UNWEB) San Giustino. Come in un film. La trama è intensa e avvincente, ricca di colpi di scena; i personaggi interpretano magistralmente forza e debolezze dell’umana natura da che la perenne sfida tra virtù e vizio ha cominciato a dilaniarne lo spirito (e la carne). La colonna sonora, poi, ha già un Premio Oscar in tasca, firmata com’è da quell’incontenibile talento creativo che giocava pure sul suo stesso nome: Wolfgangus Amadeus Mazartus.

Il “Don Giovanni” è la seconda delle tre opere cosiddette “italiane”, composte da Mozart sul libretto di Lorenzo Da Ponte, poeta alla corte imperiale. Non un’opera seria, tuttavia, ma un “dramma giocoso”, così come riportato sul frontespizio dell’opera. E, se si pensa all’aura tragica che avvolge la figura di Don Giovanni, il contrasto non passa inosservato. Tuttavia, tutta l’opera – che già all’indomani del travolgente successo del suo debutto praghese divenne popolarissima – è un continuo oscillare tra commedia e tragedia; tra l’arguta insolenza di Leporello ed il serioso conformismo di Don Ottavio; tra la leggerezza dei pizzi e delle gonnelle dietro le quali si perde Don Giovanni, e la fredda pietra della statua del Commendatore che, dal finale, dominerà tutta l’opera.

Un’opera che, grazie alla sua immediata popolarità circolò facilmente in tutta Europa grazie anche agli arrangiamenti che se ne davano per le rappresentazioni private. Domenica 14 Novembre, con inizio dalle ore 17.00, UmbriaEnsemble (A. Cicillini e C. Rossi, Violini; L. Ranieri, Viola; M.C. Berioli, Violoncello) presenterà la preziosa versione per quartetto d’archi che ne diede Joseph Kuffner, in una scenografia ideale – diremmo un set, se fosse davvero un film: la magnifica Sala del trono del Castello Bufalini, a San Giustino, estremo nord dell’Umbria. Scenografia ideale perché incarna perfettamente lo spirito di un secolo, il Settecento, sospeso come nessun altro mai tra passato e futuro, tra modelli di pensiero e stili di vita opposti – “l’un contro l’altro armato”, scriverà poi Manzoni a proposito del conflitto tra XVIII e XIX secolo – in una vertigine che il dissoluto Don Giovanni a suo modo interpreta, senza mediazioni, fino alle estreme conseguenze.

Ed è il XVIII secolo, quando il pittore e architetto Giovanni Ventura Borghesi da Città di Castello, allievo di Pietro da Cortona, celebra la nobiltà dei marchesi Bufalini dipingendo lo splendido affresco nella parete di fondo della Sala del Trono. Scene mitologiche sapientemente orientate in senso ascensionale, che con la discesa di Don Giovanni agli inferi disegnano l’armonia distorta di un ossimoro, la stessa che fermenta sotto la patina dorata del secolo dell’ancient régime; il secolo, al tempo stesso, delle grandi rivoluzioni.

Info e prenotazioni: 075/856115 o mail a: drm-umb.castellobufalini@beniculturali.it
Lo spettacolo, realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e del Museo Castello Bufalini, sarà preceduto da visite guidate (ore 16 e 16.15) alle Sale del Castello.

Nota della Redazione

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