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Economia

Città santuario, contributi a fondo perduto per Assisi, Cascia, Orvieto e Preci

Di Redazione Umbria Notizie Web 10 Settembre 2021 – 18:17 3 min di lettura

logo confcommercio 840x420Fino all'8 novembre è possibile presentare la domanda per ottenere il beneficio: una vittoria degli imprenditori, protagonisti di una lunga mobilitazione partita da Assisi e sostenuta da Confcommercio

(UNWEB) Scatta dal 9 settembre, con la pubblicazione delle istruzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, il beneficio previsto per le imprese delle città santuario, fiaccate dalle conseguenze economiche del covid: un contributo a fondo perduto che in Umbria è destinato ad Assisi, Cascia, Orvieto e Preci.
La protesta delle imprese legate al turismo, massacrate dalla crisi ma escluse da ogni forma di ristoro, era partita lo scorso novembre da Assisi, con il coordinamento di Confcommercio e del comitato spontaneo di commercianti Noi Dimenticati.
Da allora, ogni settimana, decine di piccoli imprenditori si sono dati appuntamento nei luoghi più suggestivi della città per mostrare alle istituzioni la loro condizione di estrema difficoltà, ma anche la volontà di non mollare.
Per iniziativa di Confcommercio Assisi, lo scorso 2 aprile, da Assisi la protesta si è estesa a Cascia e ad altre città santuario italiane, con una grande visibilità a livello nazionale.
Da questa esperienza, è nata anche FAST Confcommercio Umbria – Federazione attività settore turismo, la prima associazione in Italia delle attività commerciali e artigiane legate al turismo.
Ora, finalmente, arrivano le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per ottenere il beneficio riservato alle attività legate al turismo religioso.
“Abbiamo ottenuto un risultato importante, di cui siamo orgogliosi”, commenta il presidente di Confcommercio Assisi Vincenzo Di Santi.
“Al di là dell’entità del sostegno che percepiranno le nostre imprese, prima escluse da ogni forma di ristoro, si è affermato un precedente fondamentale e alle imprese legate al turismo è stato riconosciuto un ruolo nella filiera di settore che prima non era nemmeno percepito.
Assieme ad altre città santuario, come Cascia, Pompei, San Giovanni Rotondo, con le quali abbiamo già condiviso la nostra battaglia di equità – aggiunge il presidente di Confcommercio Assisi – stiamo studiando un altro progetto per il riconoscimento e la valorizzazione di un vero e proprio distretto turistico dei santuari. Su questo fronte, c’è ancora molto da fare per il futuro dei nostri territori”.

Che cos’è il Contributo a fondo perduto per i centri storici con santuari religiosi e come richiederlo
Possono presentare domanda per accedere ai contributi a fondo perduto per le città santuario i soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, che operano nelle zone A o equipollenti dei comuni in cui si trovano santuari religiosi. Per l’Umbria: Assisi, Cascia, Orvieto e Preci.
L’istanza per la richiesta del contributo a fondo perduto va presentata via web dal 9 settembre 2021 all’ 8 novembre 2021.
I beneficiari devono dimostrare di avere avuto un calo del fatturato e dei corrispettivi pari ad almeno il 33 per cento nel confronto tra giugno 2020 e giugno 2019.
Il requisito del calo del fatturato non è richiesto a coloro che hanno avviato l’attività dal 1° luglio 2019.
L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2019.
La percentuale è del quindici, dieci e cinque per cento per i soggetti con ricavi o compensi, rispettivamente, non superiori a quattrocentomila euro, superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro e superiori a un milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.
Il contributo è determinato per un importo minimo di mille euro per le persone fisiche e di duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. In ogni caso, l’ammontare del contributo non può essere superiore a 150.000 euro.
L’istanza va presentata in modalità esclusivamente telematica mediante un servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Nota della Redazione

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