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Politica

25 aprile: “festa della liberazione diversa, ma non meno importante” - nota di Bori (Pd)

Di Redazione Umbria Notizie Web 24 Aprile 2020 – 14:16 4 min di lettura

BORI PDIl capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori, parla del significato della giornata di domani, 25 aprile, Festa della liberazione, e critica la comunicazione istituzionale prodotta su questo tema dalla Regione Umbria.

(UNWEB) Perugia, - “Sarà una festa della Liberazione diversa, ma non meno importante, senza i consueti cortei e manifestazioni nelle piazze, ma, proprio per questo, celebreremo il 25 aprile come un giorno ancor più denso di significati, speranze e partecipazione”: lo dice il capogruppo del Partito democratico Tommaso Bori.

“Parlare di libertà al tempo del distanziamento sociale, significa – afferma il capogruppo PD - comprendere ancora più in profondità il valore del sacrificio di quanti, proprio in nome della libertà, hanno sacrificato le proprie esistenze. Pertanto la ricorrenza del 75esimo anniversario dalla fine della dittatura fascista e dall'occupazione nazista, non può che essere vissuta, nelle forme consentite dall’emergenza sanitaria, come un’occasione inedita, quanto importante, di riaffermazione dei valori democratici della nostra Costituzione”.

“Nonostante tutto – prosegue - la bellezza e l’entusiasmo di esprimersi attraverso forme nuove di partecipazione, animerà migliaia di iniziative in Umbria come nel Paese, in cui risuoneranno le note di 'Bella Ciao' unite alle tante testimonianze di donne e di uomini affacciati al proprio balcone, o presenti in qualche luogo simbolo, come farò domani anch’io a Perugia, a Borgo XX Giugno, per ribadire che i valori della Resistenza continuano ad essere gli anticorpi più efficaci contro ogni forma di nuovo autoritarismo. È proprio in difesa di questi valori che continueremo ad impegnarci su più fronti contro l’avanzare delle nuove destre, che puntano a svilire, troppo spesso, il senso profondo della memoria e della cultura democratica. Succede anche nella nostra Umbria, quotidianamente, con il riacutizzarsi di comportamenti illiberali e discriminatori, e con azioni istituzionali che sembrano voler mortificare il ruolo delle opposizioni oltre che l’identità storica di questa regione. In un’epoca di emergenze molto si può perdonare a chi governa, ma non certo le azioni compiute con l’obiettivo di distorcere il significato profondo delle cose”.

“Basta prendere visione – spiega Bori - della campagna di comunicazione istituzionale della Regione Umbria, sul 25 Aprile, per capire cosa intendo dire. Non si può che prendere atto di un tentativo maldestro e mal riuscito anche sotto il profilo della semiotica utilizzata, che punta chiaramente a sostituire il valore del 25 Aprile, che sta nella festa di Liberazione dal nazi-fascismo, con quello di una più edulcorata 'festa della libertà'. Questo ignobile messaggio, oltre che sbagliato politicamente, è un atto contro la Legge e contro la memoria storica di questo Paese. Agli stessi estensori del messaggio va ricordato che tale conquista, la libertà, non è il frutto di un arcobaleno comparso magicamente in cielo, ma il risultato di migliaia di morti e di un sacrificio collettivo dell’Italia compiuto durante la guerra, ma anche nel durissimo periodo della ricostruzione”.

“A tal proposito – continua Bori - mi permetto di ricordare alla presidente della Giunta regionale Tesei, che le celebrazioni istituzionali della Repubblica Italiana, come dice la Legge istitutiva, sono cinque: la Giornata della Memoria, la Giornata del Ricordo, la festa della Liberazione, la festa dei Lavoratori, il 2 Giugno. A tutte è stato assegnato un significato preciso e inoppugnabile sotto ogni profilo storico, istituzionale e sociale. Cambiarne il senso vuol dire non rispettare la Legge dello Stato. Non è certo un’intervista o un colloquio in un talk-show di qualche leader politico, che può sostituirsi alla Costituzione”.

“Per questo – continua Bori - è importante più che mai, difendere la storia e la memoria. L’Umbria, per tanti anni, ha coltivato questi valori anche attraverso il contributo straordinario dell’Istituto di Storia Contemporanea (Isuc), che è stato recentemente commissariato dall’attuale Giunta regionale, affinché si potesse creare una nuova poltrona da spartire tra le forze di maggioranza. In nome dei valori del 25 Aprile continueremo a difendere quell’Istituto e i suoi lavoratori, perché non si perda il significato di quel patrimonio di conoscenza che ha fatto grande la nostra regione. Rivolgo infine un appello alla stessa Presidente a condividere almeno il valore del lavoro. Il 1° maggio - conclude il capogruppo Dem - sia dedicato alla celebrazione di quanti, in questi mesi, hanno permesso all’Italia di resistere alla pandemia: ai medici, agli infermieri, alle cassiere, agli operatori del settore alimentare, alle forze dell’ordine, insomma, a tutte quelle persone che ci hanno dimostrato di essere ancora una nazione solidale. Così come recita la nostra bella Costituzione”.

Nota della Redazione

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