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Politica

Giunta regionale adotta la nuova legge per la cultura e l'impresa creativa: vicepresidente Bori, "una riforma strategica per la crescita sociale e lo sviluppo del territorio"

Di Redazione Umbria Notizie Web 1 Marzo 2026 – 21:23 2 min di lettura

Testo unico cultura 3(UNWEB) – Perugia  - La Giunta regionale dell'Umbria ha dato il via libera definitivo alla nuova legge organica per la cultura e l'impresa creativa, un provvedimento che segna una svolta per l'Umbria trasformando il comparto da patrimonio da preservare a leva di sviluppo economico, crescita sociale e territoriale.

Attraverso un lavoro di riordino che ha portato all'abrogazione di leggi precedenti, il nuovo testo di legge introduce un modello di programmazione triennale volto a garantire stabilità e continuità operativa a tutti gli operatori del sistema.
"Questo non vuole essere un restyling normativo - ha dichiarato il vicepresidente con delega alla Cultura, Tommaso Bori - ma rappresenta il nuovo respiro di una Regione che non procede a compartimenti stagni, ma inizia a muoversi come un unico ecosistema". "Il testo – aggiunge - è stato ampiamente partecipato con incontri sul territorio e un evento è stato inserito nell'ambito di UmbriaLibri. Si sono tenuti anche tavoli tematici che sono serviti a cogliere tutti gli spunti per arrivare a un testo realmente condiviso dal basso. Questo perché – sottolinea il vicepresidente - siamo convinti che l'ascolto sia fondamentale per dare gambe alle grandi realtà culturali che operano in Umbria, terra naturalmente vocata per la cultura".
Per Bori "altro aspetto importante è la distinzione introdotta tra le grandi manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale e le manifestazioni emergenti. Questa è una distinzione voluta proprio per dare alle nuove realtà la possibilità di crescere. E non solo. Il provvedimento nasce per dare da una parte dignità a chi opera nel settore, ma anche per rendere la cultura un diritto effettivamente fruibile da ogni cittadino, abbattendo non solo le barriere fisiche, ma anche quelle economiche e sociali".
Il cuore finanziario della legge poggia su un'architettura integrata di risorse regionali, nazionali ed europee che mobilita circa 31 milioni di euro: pilastro di questo sistema è il nuovo fondo regionale per la cultura con 9 milioni di euro di risorse già stanziate per il triennio 2026-2028. Per i beni culturali e gli attrattori, dal Fesr (Fondo europeo di Sviluppo regionale) arrivano 5,4 milioni di euro per bandi destinati alla rigenerazione di attrattori culturali, mentre altri 10 milioni di euro per i beni culturali sono destinati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc). Infine, altri 6 milioni di euro andranno a sostenere le imprese culturali e creative attraverso il Fondo regionale Fondo europeo di Sviluppo regionale.
La legge però non si limita solo al sostegno economico, ma introduce strumenti come l'Osservatorio regionale della cultura, il laboratorio permanente per una regione creativa, il riconoscimento dei live club come spazi fondamentali per la musica contemporanea e introduce per la prima volta anche la nona arte (fumetti e manga) riconoscendo pari dignità artistica rispetto alle forme più tradizionali.
Dalla tutela del patrimonio materiale e immateriale fino al sostegno all'editoria indipendente e alla rigenerazione urbana, l'Umbria si dota quindi, di un'infrastruttura strategica capace di generare occupazione qualificata e inclusione sociale all'insegna della crescita culturale della popolazione.

Nota della Redazione

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