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Politica

Trasporto ferroviario, assessore De Rebotti: "La delibera Art mette a rischio il servizio pubblico. Occorre ristabilire l'equilibrio tra alta velocità e diritto alla mobilità di pendolari, studenti e lavoratori.

Di Redazione Umbria Notizie Web 8 Giugno 2026 – 17:47 3 min di lettura

trasportofTrasporto ferroviario, assessore De Rebotti: "La delibera Art mette a rischio il servizio pubblico. Occorre ristabilire l'equilibrio tra alta velocità e diritto alla mobilità di pendolari, studenti e lavoratori. Serve un intervento immediato del Governo". Illustrate le criticità della delibera 49/2026 dell'Autorità di regolazione dei trasporti

(UNWEB) - Perugia, – La Regione Umbria chiede un intervento urgente del Governo e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per evitare che gli effetti della delibera 49/2026 dell'Autorità di regolazione dei trasporti (Art) compromettano ulteriormente il sistema del trasporto pubblico ferroviario regionale e, in particolare, i collegamenti dei pendolari verso Roma. È questo il messaggio lanciato dall'assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi a Palazzo Donini.

"La delibera attualmente in discussione – ha spiegato De Rebotti – rischia di modificare profondamente l'equilibrio tra trasporto pubblico e servizi a mercato, aggravando una situazione che per l'Umbria e per molte regioni del Centro Italia è già particolarmente complessa. Per questo stiamo lavorando insieme alle altre Regioni affinché vengano accolte le osservazioni presentate ai tavoli tecnici e istituzionali". Secondo l'assessore, uno degli aspetti più critici riguarda la riduzione dello spazio riservato al trasporto pubblico ferroviario in caso di conflitto con operatori privati. "La proposta prevede che la quota di capacità destinata ai servizi pubblici possa scendere dall'attuale 85 per cento fino al 40 per cento. Una prospettiva che rischia di penalizzare ulteriormente i collegamenti regionali, soprattutto lungo la direttrice verso Roma, dove già oggi i treni dei pendolari subiscono rallentamenti e limitazioni dovuti alla priorità assegnata ai servizi di mercato".

Particolare preoccupazione desta anche la previsione che fissa a 250 chilometri orari la velocità minima per l'accesso ad alcune infrastrutture strategiche come la linea Direttissima. "L'Umbria ha investito da anni nel rinnovo della flotta ferroviaria e sta per vedere entrare in servizio i nuovi treni da 200 chilometri orari. Si tratta di un investimento importante, programmato fin dal 2018, che rischia di essere quasi del tutto vanificato da una scelta che non tiene conto delle caratteristiche del servizio regionale". Tra i punti contestati vi è inoltre il nuovo criterio per la classificazione dei treni pendolari, basato sull'orario di partenza dalla stazione di origine. "Nel caso di alcuni collegamenti che partono dalle Marche e attraversano l'Umbria per raggiungere Roma – ha spiegato De Rebotti – il servizio svolge una funzione pendolare essenziale per i cittadini umbri, pur avendo origine prima delle sei del mattino. Per questo chiediamo che venga considerata la stazione di arrivo e non quella di partenza, così da fotografare correttamente la reale funzione del servizio".

L'assessore ha espresso inoltre forte contrarietà rispetto alla possibilità che le nuove disposizioni producano effetti anche sugli accordi quadro già sottoscritti, mettendo in discussione gli equilibri raggiunti e le garanzie di servizio programmate per i prossimi anni. "Non si tratta di una battaglia politica – ha sottolineato – ma della tutela di un diritto fondamentale. Parliamo di migliaia di persone che ogni giorno utilizzano il treno per raggiungere il posto di lavoro, l'università o altri servizi essenziali. È necessario che il Governo assuma un ruolo di regia nazionale per garantire un equilibrio sostenibile tra l'alta velocità e il trasporto pubblico regionale". De Rebotti ha ricordato che la Regione Umbria, insieme ad altre amministrazioni del Centro Italia, ha già avanzato osservazioni formali sulla delibera e ha chiesto un confronto urgente con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. "Senza una visione nazionale e senza correttivi adeguati – ha concluso – il rischio è quello di assistere a una progressiva riduzione degli spazi e delle opportunità per il trasporto pubblico ferroviario, con conseguenze dirette sui pendolari umbri e sui cittadini di molte altre regioni".

Nota della Redazione

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