(UNWEB) – Perugia, È stato presentato questa mattina, presso il Salone d'Onore di Palazzo Donini, il Programma regionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Alla conferenza stampa hanno partecipato la presidente della Regione Stefania Proietti, l'assessora alle Pari opportunità Simona Meloni, la direttrice regionale Salute e welfare Daniela Donetti e la dirigente della rete dei servizi socio‑sanitari Valentina Battiston.


Nel corso dell'incontro sono stati illustrati gli obiettivi e le azioni del Programma 2026, che dispone di una dotazione di 2.075.168,80 euro, tra fondi statali e risorse regionali, il più consistente stanziamento nella storia regionale per il contrasto alla violenza di genere.
"Con questo Piano - ha dichiarato la presidente Proietti - investiamo risorse per rafforzare la rete antiviolenza, trasformando gli sportelli territoriali in Centri antiviolenza e consolidando il sistema delle Case rifugio. Sappiamo che le richieste di aiuto e le denunce raccontano solo una parte del fenomeno, sono la punta dell'iceberg: noi diamo risposte concrete alle situazioni note, ma esiste una violenza sommersa che dobbiamo intercettare, grazie al lavoro congiunto di istituzioni, associazioni, forze dell'ordine e della rete territoriale. Un ringraziamento speciale va ai volontari e alle volontarie che, spesso con il proprio telefono acceso ventiquattr'ore su ventiquattro, sono il primo punto di riferimento per chi chiede aiuto. Dietro quella risposta può esserci una vita salvata e un femminicidio evitato. Non finiremo mai di essere abbastanza vicini, con gli occhi aperti, le orecchie in ascolto e i telefoni accesi per contrastare quella che è ancora una pandemia silenziosa della violenza di genere".
"Abbiamo scelto di integrare questo programma con il tema della salute – ha spiegato l'assessora Meloni - perché la violenza ha sempre un impatto sulla salute fisica e mentale delle persone. Il nostro obiettivo è alzare il livello delle politiche contro le discriminazioni e costruire una società sempre più inclusiva. L'emancipazione delle donne – ha ricordato – passa anche dall'indipendenza economica. Per questo abbiamo previsto un'integrazione del Fondo Inps dedicato alla libertà delle donne, così da offrire nuove opportunità a chi deve ricostruire la propria vita partendo dal lavoro. Grande attenzione è rivolta anche ai minori e alla formazione, perché è dalla prevenzione e dalla cultura del rispetto che passa il cambiamento. L'Umbria è una regione piccola, ma può diventare un laboratorio d'innovazione su questi temi".
La direttrice Donetti ha sottolineato che il programma presentato oggi "è il frutto di un lavoro di squadra e di un approccio sistemico che va oltre le singole deleghe. È un tassello di un percorso più ampio che proseguirà con il Codice Rosa, il potenziamento della rete consultoriale e percorsi sempre più integrati per le vittime di violenza. La cultura della non violenza – ha aggiunto - è il vero investimento: per questo puntiamo sulla formazione e sul lavoro condiviso tra sanità, scuola, istituzioni e associazioni. Allo stesso tempo vogliamo rafforzare l'osservazione epidemiologica, perché solo partendo dai dati possiamo programmare interventi di prevenzione realmente efficaci".
Il Programma regionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere conferma e rafforza l'architettura del sistema antiviolenza umbro, nel quale Regione, Comuni capofila, Centri antiviolenza (Cav), Case rifugio e il Centro pari opportunità agiscono in rete: oggi la rete conta 11 Cav, 8 strutture residenziali e 3 case di semiautonomia. Il piano prevede l'ampliamento territoriale per arrivare a 13 Cav e coprire 11 delle 12 zone sociali entro dicembre 2026, con sportelli decentrati a Umbertide e Gualdo Cattaneo.
Le risorse sono indirizzate a diversi assi d'intervento: sostegno al funzionamento dei Cav e delle Case rifugio, con 461.414,86 euro destinati ai Cav e 276.261,25 euro alle Case rifugio; nuovi investimenti immobiliari con 334.000 euro finalizzati all'acquisto o alla realizzazione di Case rifugio e 73.600,19 euro per l'istituzione di nuovi Cav; misure per l'autonomia abitativa ed economica delle donne per un valore di 251.575 euro a copertura di affitti, utenze, spese mediche e bisogni primari; un pacchetto per l'inclusione lavorativa con 50.100 euro per voucher formativi, tirocini e accompagnamento all'autoimpiego; interventi di prevenzione e sensibilizzazione per giovani e comunità con 100.000 euro destinati a scuole e contesti giovanili e 18.000 euro per iniziative nella comunità adulta; attività di qualificazione del sistema attraverso formazione, supervisione e armonizzazione delle prassi con risorse dedicate (tra cui 32.000 euro e 45.000 euro per supervisione professionale, Codice Rosa e mappatura delle prassi, 35.200 euro per formazione universitaria e 27.575 euro per formazione specialistica del Centro pari opportunità).
La strategia include inoltre interventi sugli autori della violenza: l'istituzione di un Centro per uomini autori di violenza (Cuav) a Marsciano con un finanziamento statale di 36.819 euro e il rafforzamento del Protocollo Zeus promosso dalla Questura di Perugia, che affianca alla tutela della vittima percorsi volontari di responsabilizzazione e recupero comportamentale. È stato presentato anche l'avviso pubblico "Orizzonti di Parità", strumento finanziario da 155.273,50 euro rivolto a Comuni, scuole e associazioni per progetti innovativi su pari opportunità, contrasto alle discriminazioni e misure specifiche come la formazione specialistica sulle mutilazioni genitali femminili.
Per potenziare monitoraggio e programmazione è prevista la ricostituzione dell'Osservatorio regionale con un contributo al Centro pari opportunità di 10.000 euro, finalizzato a migliorare la raccolta dati e l'integrazione tra evidenze e politiche.
I dati presentati confermano una crescente domanda di presa in carico: nel 2025 sono stati registrati 7.199 ascolti (+30% sul 2024), 4.870 colloqui e 683 prese in carico formali, con una crescita delle prese in carico del 216% dal 2018 al 2025; nel 2025 il 68% dei colloqui (su 5.378) ha portato alla prosecuzione del percorso di assistenza, il 9% all'avvio di un percorso formale, il 10% a informazioni utili e l'8% a uno sfogo; il profilo delle donne accolte indica una fascia prevalente 19–45 anni, con forme di vulnerabilità multiple e con il 54% dei figli seguiti che ha subìto violenza assistita.


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