Discarica Le Crete di Orvieto, l'assessore Thomas De Luca chiarisce
"La previsione di ampliamento è una scelta politica ereditata dalla Giunta Tesei. L'attuale amministrazione lavora per superare l'era delle discariche. Il Comune di Orvieto avrebbe dovuto manifestare la propria contrarietà nel 2022"
(UNWEB) – Perugia, In merito alla nota pubblicata dal Comune di Orvieto circa l'avvio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) per l'ampliamento della discarica "Le Crete", l'assessore regionale all'ambiente Thomas De Luca ritiene doveroso fare chiarezza e ristabilire la verità dei fatti, carte alla mano, per evitare strumentalizzazioni politiche che non giovano al dibattito istituzionale né ai cittadini.
Nell'avviso pubblico datato 6 luglio 2026, è scritto nero su bianco che "il progetto prevede ampliamento della discarica in ottemperanza di quanto riportato nella DGR n.2 del 05/01/2022 con la quale la Regione Umbria ha stabilito l'estensione della volumetrie delle discariche strategiche regionali di 1.000.000 di mc oltre un 20%". L'apertura dell'istruttoria per il PAUR non rappresenta quindi in alcun modo una nuova scelta politica dell'attuale Giunta di centrosinistra, bensì un atto tecnico-amministrativo dovuto e consequenziale, avviato su istanza del gestore, che trova il suo fondamento programmatico nelle scelte irreversibili operate dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra. La sindaca Tardani chiede di sapere "quali siano oggi i presupposti". La risposta è proprio scritta a chiare lettere nella Deliberazione della Giunta Regionale (DGR) n. 2 del 5 gennaio 2022 (Giunta Tesei), che ha stabilito in modo inequivocabile il destino del polo di Orvieto.
In quel documento, la precedente amministrazione ha certificato il fallimento delle proprie politiche di riduzione dei rifiuti, ammettendo testualmente al punto 2 che «le azioni messe in campo dalla vigente programmazione hanno esaurito il loro effetto sulla diminuzione dell'utilizzo di discarica». Per risolvere l'emergenza da loro stessi denunciata, la Giunta Tesei ha deliberato al punto 4 "l'estensione della capacità residua delle volumetrie delle discariche strategiche regionali per ulteriori 1.000.000 di metri cubi oltre un 20% complessivo", indicando esplicitamente i tre impianti destinati a tale ampliamento: Belladanza, Borgogiglione e, per l'appunto, "impianto Le Crete nel Comune di Orvieto". Il fabbisogno volumetrico aggiuntivo per fronteggiare la crisi, stimato tra 1.000.000 e 1.400.000 metri cubi, è dettagliato chiaramente anche nell'Allegato Fabbisogni approvato con la medesima delibera.
La sindaca di Orvieto fa riferimento al punto 6 della stessa delibera e alla sentenza del TAR per sostenere che l'ampliamento non fosse stato deciso. Si tratta di una lettura totalmente pretestuosa. Il punto 6 della DGR 2/2022 non esclude affatto "Le Crete" dall'ampliamento, ma stabilisce semplicemente una tempistica differente: «considerando l'attuale disponibilità di volumetria autorizzata e la maggiore capacità rispetto agli altri due impianti, eventuali riprofilature potranno essere valutate successivamente». Il termine "successivamente" stabiliva solo una priorità temporale per gli altri impianti più in sofferenza (Belladanza e Borgogiglione), ma inseriva a tutti gli effetti la discarica di Orvieto nel piano strategico di ampliamento da 1,2 milioni di metri cubi.
Oggi, a fronte della richiesta del gestore basata proprio su quelle volumetrie stabilite dalla precedente giunta Tesei, gli uffici regionali hanno l'obbligo di legge di avviare l'istruttoria tecnica. Confondere un iter tecnico-amministrativo (il PAUR) con una decisione politica (la DGR 2/2022) è un errore che chi amministra un Comune importante come Orvieto non dovrebbe commettere. Tra l'altro, a seguito della DGR 2/2022 che stabilisce l'estensione della capacità residua delle volumetrie, la precedente Giunta regionale ha autorizzato il riempimento delle discariche umbre con rifiuti da fuori regione compromettendo la resilienza del sistema di gestione.
Rispediamo dunque al mittente le accuse di incoerenza. L'attuale Giunta regionale sta lavorando alacremente, attraverso l'aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti, proprio per riparare le lacune lasciate dalla precedente programmazione. Il nostro obiettivo reale e non puramente enunciato è superare il ricorso strutturale alle discariche, puntando con forza sull'economia circolare, sulla riduzione alla fonte e sulla reale impiantistica di recupero, per raggiungere l'obiettivo europeo del conferimento massimo al 10% ed evitare che territori come quello orvietano continuino a pagare il prezzo di decenni di mancate scelte alternative.
La Regione Umbria, nel rigoroso rispetto delle procedure di legge, valuterà il progetto in sede di istruttoria PAUR con la massima attenzione e rigidità tecnica, garantendo il pieno coinvolgimento del Comune di Orvieto e la massima tutela per la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente.
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