"Codice Rosa", la Regione Umbria approva per la prima volta il percorso regionale per l'accoglienza, il soccorso e la presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza.
Presidente Proietti: "Un percorso certo, uniforme e protetto in ogni ospedale dell'Umbria. Nessuna donna deve essere lasciata sola"
(UNWEB) – Perugia, La Regione Umbria si dota per la prima volta di un protocollo unico e strutturato per l'accoglienza, il soccorso e la presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza: il "Codice Rosa", un percorso regionale che uniforma le procedure nei Pronto Soccorso e rafforza il raccordo con i servizi territoriali.
Il percorso è stato presentato questa mattina a Palazzo Donini dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, insieme all'assessora alle Politiche di parità di genere e antidiscriminazione Simona Meloni, alla presidente del Centro Pari Opportunità Federica Moretti, alla direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti, al direttore del Pronto Soccorso dell'ospedale di Foligno Giuseppe Calabrò, al direttore generale dell'Azienda Ospedaliera di Perugia Antonio D'Urso e al direttore sanitario dell'Usl Umbria 1 Ottavio Alessandro Nicastro.
"Con il Codice Rosa l'Umbria compie un passo che mancava al nostro sistema di welfare e sanità: garantire alle donne vittime di violenza un percorso certo, uniforme e protetto in ogni ospedale della regione – ha affermato la presidente Proietti - Vogliamo assicurare accoglienza, ascolto e cura fin dal primo contatto, evitando che la donna coinvolta debba raccontare più volte la propria storia. È un modello che mette al centro dignità e autodeterminazione e garantisce continuità assistenziale anche dopo la dimissione".
L'assessora Simona Meloni ha sottolineato che il percorso si inserisce in una strategia più ampia contro la violenza fisica, psicologica ed economica. "Le donne devono sapere che non sono sole, dall'ingresso in ospedale fino al ritorno sul territorio. La presa in carico deve accompagnarle anche verso l'autonomia economica e lavorativa, fondamentale per affrancarsi dalla violenza".
La direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, ha evidenziato la necessità e quindi l'obiettivo di superare le differenze finora esistenti nei percorsi di assistenza: "Abbiamo costruito un sistema integrato tra Pronto Soccorso, territorio e Centri Antiviolenza, con équipe multidisciplinari, operatori formati e procedure omogenee in tutta la regione". Centrale anche la tutela della riservatezza attraverso la "Stanza Rosa", un ambiente protetto nel quale la donna può essere ascoltata e assistita in sicurezza.
Il direttore sanitario dell'Usl Umbria 1 Ottavio Alessandro Nicastro ha richiamato il ruolo del territorio: "La dimissione dal Pronto Soccorso non conclude il percorso, ma apre una nuova fase di continuità assistenziale. Consultori familiari e Centri Antiviolenza devono accompagnare la donna, evitando che si trovi sola a orientarsi tra servizi diversi".
"Il Codice Rosa è un passo concreto verso una Regione più attenta alla sicurezza e alla dignità delle donne – ha affermato la presidente del Centro Pari Opportunità Federica Moretti. Nessuna donna deve sentirsi sola. La lotta alla violenza è una responsabilità di tutti".
Il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera di Perugia Antonio D'Urso ha sottolineato l'importanza della formazione degli operatori. "La violenza non sempre si manifesta in modo evidente: saperne riconoscere segnali, comportamenti e parole non dette può fare la differenza. Chi arriva in ospedale deve trovare professionisti capaci di curare, ascoltare senza giudicare, proteggere e accompagnare". Particolare attenzione è prevista anche per i minori vittime di violenza, con percorsi adeguati all'età.
Il direttore del Pronto Soccorso dell'ospedale di Foligno Giuseppe Calabrò ha illustrato il funzionamento operativo del Codice Rosa, che si attiva già dal triage. La persona viene accompagnata nella "Stanza Rosa", in un ambiente protetto e riservato, e presa in carico da un'équipe multidisciplinare.
"La vera forza del Codice Rosa – ha spiegato Calabrò – risiede nella sua natura sinergica: alle cure mediche d'urgenza si affianca il raccordo con Forze dell'Ordine, Autorità giudiziaria, Centri Antiviolenza e strutture territoriali, per garantire sia la corretta repertazione medico-legale sia un percorso di protezione dopo la dimissione".
Il protocollo prevede inoltre, quando necessario, il coinvolgimento di una mediatrice culturale e linguistica e un raccordo strutturato con consultori familiari e Centri Antiviolenza, con un primo contatto con la donna entro 72 ore dalla dimissione. La rete interessa Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio-Gualdo e Foligno.
È prevista infine l'esenzione dal ticket per le prestazioni psicologiche e di specialistica ambulatoriale direttamente connesse alla violenza subita.
"Con questa decisione – ha concluso Proietti – rafforziamo le misure di prevenzione e contrasto della violenza di genere e vogliamo essere al fianco delle vittime passo dopo passo, anche dopo l'uscita dall'ospedale".
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