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Politica

Calendario Venatorio, assessore Cecchini: Umbria si oppone ad anticipo chiusura per tre specie nuovamente imposta da governo

Di Redazione Umbria Notizie Web 12 Gennaio 2016 – 14:40 2 min di lettura

(ASI)Perugia– “La Regione Umbria ribadisce la validità del calendario venatorio 2015-2016, predisposto e approvato nel pieno rispetto della legge nazionale sulla caccia, e pertanto non anticiperà al 20 gennaio la chiusura alle specie tordo bottaccio, cesena e beccaccia come imposto da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri”.

È quanto afferma l’assessore regionale alla Caccia, Fernanda Cecchini, sottolineando che “purtroppo si sta ripetendo la situazione di criticità di un anno fa che si sarebbe potuta evitare se, come richiesto dalle Regioni al tavolo tecnico con i Ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, si fosse proceduto alla modifica della normativa nazionale rendendola coerente con la normativa comunitaria. Evidentemente – rileva - il Governo non ritiene necessario adeguare la legge nazionale 157/92 che indica i periodi del prelievo venatorio e che, per le tre specie interessate dal decreto, prevede la chiusura al 31 gennaio come abbiamo confermato con il nostro calendario anche per questa stagione venatoria”.
Analogamente a quanto accaduto nel gennaio 2015, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri diffida le Regioni Umbria, Toscana, Liguria, Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Calabria e Lombardia a disporre entro 15 giorni l’anticipo della chiusura alle specie tordo bottaccio, cesena e beccaccia al fine di conformare i rispettivi calendari venatori alle direttive comunitarie. Nel caso di inadempienza, sarà il Governo che modificherà i calendari venatori approvati dalle Regioni, avvalendosi del potere sostitutivo.
“Da anni – ricorda l’assessore Cecchini – le Regioni stanno chiedendo al Ministro competente di confermare o modificare i periodi di caccia stabiliti nell’articolo 18 della legge nazionale e di sostenere in sede europea l’effettiva uniformità dei provvedimenti in materia venatoria. Dopo il ‘commissariamento’ dello scorso anno, abbiamo dato la nostra collaborazione per trovare soluzioni alle diverse problematiche ed evitare così anche possibili procedimenti di infrazione a carico dell’Italia da parte dell’Unione Europea. Non siamo disposti perciò a subire questo nuovo atto d’imperio – conclude l’assessore - ma chiediamo che una volta per tutte il Governo faccia chiarezza su obblighi e periodi cacciabili, non scaricando sulle Regioni la responsabilità di eventuali violazioni delle direttive comunitarie, in modo da poter lavorare al nuovo calendario sulle base di regole indiscutibili e condivise”.

Nota della Redazione

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