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Attualità

Uil Scuola Umbria: “rientro a scuola all’insegna dell’incertezza”

Di Redazione Umbria Notizie Web 11 Gennaio 2022 – 19:22 2 min di lettura

Lucia Marinelli segretario regionale di Uil scuola Umbria 2Segretario regionale Lucia Marinelli: scelta che denota incapacità politica nel valutare effettive esigenze. “La ripresa delle lezioni deve coniugarsi con la sicurezza di lavoratori e studenti”

(UNWEB) Perugia. “Lunedì 10 gennaio sono riprese le lezioni in tutte le scuole dell’Umbria. Il Governo è andato avanti per la sua strada, così come il Ministro Bianchi, puntando tutto e solo sulla vaccinazione. Noi del sindacato Uil scuola abbiamo modo di confrontarci quotidianamente con il personale e riceviamo notizie allarmanti da parte dei dirigenti scolastici, su cui grava tutta l’organizzazione e la responsabilità, sul numero di docenti e personale Ata in quarantena che, presumiamo, crescerà nei prossimi giorni, vista la grande facilità di diffusione della variante Omicron”. Così commenta la ripresa delle lezioni nelle scuole Lucia Marinelli, segretario regionale della Federazione UIL Scuola-Rua Umbria. “Per questi motivi – ha proseguito Marinelli – riteniamo che la scelta di riaprire le scuole in presenza il 10 gennaio denoti un’incapacità politica nel valutare le effettive esigenze, legate per esempio, a una buona parte del personale assente per Covid o quarantene e l’impossibilità a trovare supplenti, anch’essi malati o non ancora in possesso del green pass rafforzato”.
Come UIL Scuola “riaffermiamo – ha proseguito Marinelli – l’insostituibilità della didattica in presenza, che sappiamo non potrà mai essere sostituita dalla DaD, ma la ripresa delle lezioni deve pienamente coniugarsi con la sicurezza dei lavoratori e studenti. Lo stato di grave incertezza che ha preceduto la riapertura, doveva essere tenuto in considerazione per tempo. Riscontriamo tanti studenti in Dad, classi dimezzate, orari ridotti e impossibilità a monitorare adeguatamente e l’ultima nota ministeriale, oltre a essere di difficile applicazione, elencando tutte le diverse possibilità, discrimina fra alunni vaccinati in presenza e alunni non vaccinati in didattica integrata, per noi inaccettabile; senza considerare l’osservanza di 2 metri di distanza nella mensa, che già le scuole articolano su più turni, pur di mantenerla anche se in strutture spesso inadeguate”. “L’ostinazione del governo nel mantenere in presenza le lezioni – ha concluso il segretario Marinelli – fa pensare alla caparbia volontà di mantenere il punto, per non dover ammettere un fallimento, quando la Uil scuola continuava a richiedere la diminuzione degli alunni per classe, l’incremento dell’organico e presidi sanitari nelle scuole”.

Nota della Redazione

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