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Attualità

Pasqua di Risurrezione. Solenne pontificale dell’arcivescovo Renato Boccardo nel Duomo di Spoleto.

Di Redazione Umbria Notizie Web 9 Aprile 2023 – 13:34 3 min di lettura

DSC 0717L’invito del Presule a prendersi cura dell’altro: «Dovremo farlo spesso senza sapere bene dove questo ci porterà: lo capiremo strada facendo, e soprattutto guardando negli occhi chi di quella cura ha bisogno»

(UNWEB) Spoleto. “Cristo è risorto! È veramente risorto!” Questo augurio nella giornata di domenica 9 aprile 2023, solennità di Pasqua, è risuonato in tutte le chiese del mondo: non è solo una professione di fede, ma anche e soprattutto un impegno di vita. A Spoleto l’arcivescovo Renato Boccardo ha presieduto alle 9.00 la Messa all’Hospice “La torre sul colle” di Spoleto, portando così la carezza della Chiesa a quanti sono segnati dalla sofferenza fisica, e alle 11.30 il solenne pontificale in una Basilica Cattedrale piena di fedeli. «Siate tutti benvenuti», ha detto loro il Presule. «Saluto i tanti spoletini presenti e anche i numerosi turisti che sono qui per ammirare le bellezze della nostra Città». Era presente anche il vice sindaco di Spoleto Stefano Lisci. La liturgia è stata animata dalla corale della Pievania diretta da Loretta Carlini, con all’organo Angelo Rosati. Il servizio all’altare è stato curato dai seminaristi della Diocesi e dai ministranti, coordinati dal cerimoniere arcivescovile don Pier Luigi Morlino.

La celebrazione. La Pasqua di Risurrezione è il culmine della Settimana Santa e mons. Boccardo ha presieduto in Duomo le varie liturgie che hanno scandito questi giorni: la Messa Crismale con tutti i sacerdoti della Diocesi nel pomeriggio di mercoledì 4 aprile; la Messa in Coena Domini giovedì 6 aprile; l’Azione liturgica del Venerdì Santo il 7 aprile; la via Crucis la sera del 7 al Giro della Rocca con arrivo in Cattedrale: le riflessioni alle singole stazioni sono state scritte dai detenuti, dai loro familiari, dal persone del Carcere di Spoleto e dai volontari Caritas che svolgono servizio alla Casa circondariale; la Veglia Pasquale la notte di sabato 8 aprile con l’amministrazione del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia ad un uomo adulto, Bernard. E all’avvio dell’omelia del giorno di Pasqua l’Arcivescovo ha proprio sottolineato come «ciò che riviviamo oggi non è estraneo a ciò che abbiamo rivissuto nei giorni scorsi. Ne è piuttosto la prosecuzione, il frutto. La resurrezione infatti non è la rivincita sulla morte, ma lo svelamento della salvezza procurata da quella morte: l'amore infinito vissuto da Gesù con i suoi discepoli nel Cenacolo, quando aveva lavato loro i piedi e offerto il suo corpo e il suo sangue, e l'amore infinito confermato sulla croce, ora appare in tutta la sua potenza di vita. Perché l'amore, quando è autentico, genera vita».

Abbiamo bisogno delle energie del Risorto. Mons. Boccardo, poi, si è chiesto se ha un senso celebrare la Pasqua del Signore quando il modo è lacerato da guerre o quando abbiamo ancora negli occhi e nel cuore le immagini strazianti viste sulla spiaggia di Cutro? «Ha senso – ha affermato l’Arcivescovo - perché, mai come in questo momento, avvertiamo il bisogno di una pace che viene dall'alto, proprio come la vita del Risorto. Mai come in questo frangente ci rendiamo conto che noi esseri umani siamo troppo piccoli per fare da soli, che abbiamo bisogno delle energie del Risorto, della sua vita, del dono della sua presenza in mezzo a noi». Poi, l’invito del Presule ai presenti ad avere cura dell’altro. «Prendersi cura – ha detto - significa agire responsabilmente laddove vediamo il male all'opera; e dovremo farlo spesso senza sapere bene dove questo ci porterà: lo capiremo strada facendo, e soprattutto guardando negli occhi chi di quella cura ha bisogno, come anche chi di quel male è causa. La fiducia nella parola folle della resurrezione dice fede in Colui che crediamo ospite delle nostre miserie e medico delle nostre malattie. Egli, sceso negli inferi che noi esseri umani non smettiamo mai di creare, proprio lì, al fondo del non-senso, ripete sommessamente il suo annuncio pasquale».

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