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Politica

Clima e tutela del territorio, al RemTech Expo presentato il disegno di legge Umbria sicura: dalla gestione delle emergenze alla prevenzione

Di Redazione Umbria Notizie Web 16 Settembre 2026 – 16:45 3 min di lettura

(UNWEB) – Ferrara,  - "Una nuova energia per rigenerare i nostri territori e le nostre città". Questo il messaggio che la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha portato al RemTech Expo a Ferrara. "Una fiera centrale anche per gli enti pubblici.

La nostra Regione - ha dichiarato la presidente Proietti- è protagonista di questa energia di cambiamento. Proprio oggi presentiamo un nuovo progetto di energia rinnovabile. L'ex centrale di Pietrafitta che verrà trasformata in un data center. L'edizione 2026 di RemTech intende portare innovazione in un momento in cui la crisi energetica fa schizzare i prezzi dei combustibili fossili. Per questo dobbiamo abilitare i nostri territori con nuove energie rinnovabili, con una gestione virtuosa dei rifiuti e con la riduzione del consumo di suolo. Esserci da protagonista per la Regione Umbria è un grande orgoglio".
Nella prima giornata dell'Expo a Ferrara, la Regione Umbria ha presentato il disegno di legge "Umbria sicura - Norme per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici". Il provvedimento, presentato allo stand allestito in collaborazione con Arpa Umbria e Its Academy dall'assessore Thomas De Luca, sancisce il passaggio strategico dalla riparazione del danno post-evento alla prevenzione strutturale.
"La mancata attuazione delle politiche ambientali europee comporta per l'Umbria un costo stimato tra 300 e 400 milioni di euro all'anno - ha spiegato l'assessore De Luca - investire nella prevenzione risulta una scelta altamente sostenibile sul piano economico: ogni euro speso in prevenzione, significa risparmiare un euro e mezzo di costi necessari per riparare ai danni della crisi climatica e ambientale".
Le finalità primarie della legge sono salvaguardare la vita umana, proteggere gli ecosistemi e garantire la resilienza socio-economica del territorio umbro. Attraverso l'introduzione di una governance multilivello e risorse dedicate con finanziamento in bilancio stabile, vincolando le entrate regionali provenienti dalle attività estrattive e dallo sfruttamento del demanio idrico, l'obiettivo è garantire efficacia negli interventi.
L'architettura organizzativa si poggia sull'unità di missione Clima e grandi rischi, guidata da un dirigente coordinatore, che raccorda i servizi regionali (risorse idriche, difesa del suolo, urbanistica, agricoltura, turismo, protezione civile, prevenzione e one health, aree protette) per dare impulso e controllo alle funzioni di programmazione, progettazione e realizzazione degli interventi. L'Alta scuola - comitato tecnico scientifico regionale - composta da 20 esperti in climatologia e meteorologia, geologia, ingegneria idraulica e ambientale, medicina preventiva e protezione civile - fornisce consulenza specialistica su rischio sismico e idrogeologico, ponendo specifica attenzione alla conservazione dei centri storici in territori instabili e dei beni culturali, curando anche la formazione dei tecnici della pubblica amministrazione. L'attuazione degli interventi sul territorio fa capo ai Comuni e al Consorzio di bonifica regionale, suddiviso nelle tre unità territoriali Alto Tevere Trasimeno, Bonificazione umbra e Tevere Nera.
La pianificazione generale è affidata al Piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PRAECC) e al Piano delle delocalizzazioni. Il PRAECC interviene su rischio idrogeologico, resilienza idrica, protezione civile, ondate di calore, rischio epidemiologico, infrastrutture, urbanistica, paesaggio, agricoltura, industria, turismo e biodiversità.
La programmazione annuale delle opere avverrà tramite il Documento degli interventi adattamento regionale (DIAR). A supporto del sistema sono operativi diversi strumenti tecnici: RIMU Clima (Rete integrata meteorologica umbra) e cartografia tematica, piattaforma di valutazione climatica e Rete integrata di monitoraggio delle opere di mitigazione del rischio da frana; RiAdatta (Repertorio regionale degli interventi di adattamento georeferenziato); Ruri (Rete Umbra Riserve Idriche) e il Catasto regionale delle depavimentazioni.
"Con il disegno di legge Umbria sicura la Regione compie una scelta fondamentale - conclude l'assessore regionale Thomas De Luca - cambiamo paradigma, passando dalla riparazione dei danni alla prevenzione. Attraverso una governance strutturata che mette in rete l'unità di missione, la competenza scientifica dei 20 esperti dell'Alta scuola e la capacità operativa di Comuni e Consorzio di bonifica, e grazie a risorse certe derivate dalle attività estrattive e dal demanio idrico, mettiamo in campo un'azione organica per tutelare le vite umane, la sicurezza dei centri storici, l'ambiente e la tenuta economica del nostro territorio".

Nota della Redazione

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