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Cultura

Fondazione Perugia presenta il dittico del Perugino: nuove acquisizioni e risultati delle indagini diagnostiche

Di Redazione Umbria Notizie Web 11 Dicembre 2025 – 12:39 4 min di lettura

WhatsApp Image 2025 12 11 at 16.56.36 1(UNWEB) Perugia. Fondazione Perugia, insieme a Fondazione CariPerugia Arte, ha tenuto giovedì 11 dicembre, presso La Sala delle Colonne e a seguire a Palazzo Baldeschi in corso Vannucci a Perugia, la presentazione dedicata a Il dittico di Pietro Perugino e le acquisizioni di Fondazione Perugia. L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione di studiosi, pubblico e rappresentanti delle istituzioni culturali, confermandosi un momento significativo di approfondimento attorno alle più recenti acquisizioni della Fondazione.

Durante l’incontro sono intervenuti Alcide Casini, Presidente di Fondazione Perugia; Francesco Federico Mancini, storico dell’arte; Antonio Natali, storico dell’arte; Gianluca Poldi dell’Università degli Studi di Udine; Vittoria Garibaldi, storico dell’arte. Gli interventi hanno ricostruito il percorso storico, critico e diagnostico del dittico composto dalle due tavole raffiguranti Cristo coronato di spine e la Vergine, attribuite al Perugino e acquisite all’asta Dorotheum di Vienna del 22 ottobre 2024.

Nel corso della presentazione è stato ricordato come l’acquisizione rappresenti un atto di tutela e valorizzazione del patrimonio umbro, oltre che un ritorno alla fruizione pubblica di opere che per decenni erano appartenute a collezioni private inglesi e svizzere. Le tavole, già esposte in diverse occasioni – da Campione d’Italia nel 2011 a Parigi nel 2014 fino a Perugia nel 2023 – erano state confermate come opere del Maestro da numerosi studiosi, pur nel persistere di un vivace dibattito attributivo. Proprio questa pluralità di letture è stata richiamata più volte dagli esperti intervenuti, che hanno sottolineato il ruolo del dittico come caso di studio di grande rilevanza per la conoscenza dell’opera matura di Pietro Vannucci. Questa acquisizione si inserisce in un percorso che da molti anni vede la Fondazione impegnata nella salvaguardia e nell’arricchimento del patrimonio storico-artistico legato al territorio umbro e, in particolare, nella conservazione e valorizzazione di testimonianze riconducibili al linguaggio e alla produzione del Perugino, figura identitaria per Perugia e per l’Umbria. Nel 1987, l’allora Cassa di Risparmio di Perugia acquisì in asta la Madonna con Bambino e due cherubini, databile all’ultimo decennio del XV secolo; nel 2017 si aggiunse il San Girolamo penitente (1520 ca.). L’ingresso delle due nuove tavole si affianca a queste precedenti acquisizioni, consolidando una linea d’azione coerente e continuativa dedicata alla tutela di un capitolo fondamentale della storia artistica regionale.

Una parte significativa della discussione ha riguardato gli influssi veneziani riscontrabili nelle due opere, in particolare collegati alla produzione di Alvise Vivarini. Questa componente ha permesso di inserire il dittico nel contesto della presenza del Perugino a Venezia negli anni 1494–1495, quando l’artista era stato chiamato a intervenire nella Sala del Gran Consiglio di Palazzo Ducale.

Durante il convegno sono stati presentati anche i risultati della recente campagna di indagini diagnostiche promossa da Fondazione Perugia. Le analisi hanno evidenziato una pittura a velature sottili, una craquelure compatibile con la tecnica a olio e l’uso di pigmenti quali vermiglione, biacca, terre e composti a base di rame e carbonio. È stato inoltre illustrato il particolare rivestimento in cuoio marrone decorato in oro, che ha contribuito nel tempo alla buona conservazione dei pannelli. Sono state documentate integrazioni antiche e moderne, un tassello di restauro sulla tavola della Madonna e tracce di attività xilofaga ormai stabilizzata.

La presentazione si è conclusa con la riflessione condivisa sul valore culturale dell’ingresso del dittico nelle collezioni di Fondazione Perugia: un arricchimento importante per il percorso espositivo di Palazzo Baldeschi.

SCHEDA TECNICA

Il dittico attribuito a Pietro Perugino, acquisito da Fondazione Perugia, è composto da due tavole raffiguranti Cristo coronato di spine e la Vergine, realizzate a olio su tavola e misuranti 33 × 27 cm ciascuna. I pannelli, sottili (7 mm), sono rivestiti da un cuoio marrone decorato in oro che richiama l’aspetto di una copertina libraria e che contribuisce alla protezione e alla conservazione delle opere. La conformazione complessiva suggerisce la funzione originaria di un piccolo altarolo domestico.

Le indagini diagnostiche evidenziano una pittura condotta a velature sottili, una craquelure coerente con la tecnica a olio e l’impiego di una tavolozza che comprende vermiglione, biacca, terre naturali, pigmenti a base di rame e nero di carbonio. Il disegno preparatorio risulta visibile in contorni marcati e lievi aggiustamenti in corso d’opera. Sono presenti restauri antichi e moderni, abrasioni, lacune e un tassello di riparazione sulla tavola della Madonna; si riscontrano inoltre esiti stabilizzati di attività xilofaga.

Dal punto di vista stilistico, il dittico presenta influssi della cultura veneziana di fine Quattrocento, in particolare della produzione di Alvise Vivarini. Questi elementi permettono di collocare le opere nel contesto del soggiorno veneziano del Perugino negli anni 1494–1495.

Per quanto riguarda la provenienza, il dittico transita da una collezione privata inglese a una svizzera prima di approdare sul mercato viennese, dove viene acquistato da Fondazione Perugia. Le due opere compaiono in diverse esposizioni internazionali – nel 2011, 2014 e 2023 – sempre con attribuzione al Maestro.

 

BLF 1625

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