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Economia

Segnali di vitalità dall'export per le imprese dell'Umbria

Di Redazione Umbria Notizie Web 7 Gennaio 2015 – 13:49 4 min di lettura

export import(ASI) Nel buio della crisi arrivano segnali di vitalità per l'economia umbra. Soprattutto sul fronte delle esportazioni, a partire dall'aumento degli ordinativi in vista del 2015. Vanno molto meglio le esportazioni nel settore dell'Agricoltura che, in termini di incidenza % sul totale nazionale, sono quasi raddoppiate negli ultimi tre anni (dall'1,3% al 2,4%) e dove la quota di mercato della piccola Umbria nell'Italia centrale pesa ormai quasi per il 20 per cento (19,4%) a fronte di regioni a forte vocazione agricola come la Toscana, il Lazio e le Marche.


Colpisce, in particolare, il dato che riguarda i Servizi di Informazione e Comunicazione nel quale la quota delle esportazioni è triplicata rispetto al dato italiano e dove rispetto alle altre regioni dell'Italia centrale, l'Umbria è passata dall'1,6% del 2007 all'11,4% del 2013. Un balzo significativo, anche se i volumi complessivi sono ancora modesti. Il settore comprende un ambito molto ampio di attività, dall'editoria elettronica alle edizioni di software, dalla produzione cinematografica a quella televisiva, fino alla elaborazione dati, all'hosting e ai portali web.
I dati arrivano dall'analisi dell'Osservatorio economico di Unioncamere Umbria sui caratteri e le dinamiche delle importazioni e delle esportazioni dal 2008 al 2014. Numeri importanti quindi, proprio perché misurano la risposta del tessuto imprenditoriale umbro negli anni della grave crisi economica che coinvolge tutto il Paese.
Molto interessanti i dati sulle sulle attività di import/export delle imprese umbre verso i paesi extra-UE, desunti da elaborazioni statistiche dell'Agenzia delle Dogane e dal Registro Imprese delle Camere di Commercio.
I numeri consentono di ricavare informazioni basilari per effettuare analisi di mercato.
Dove esportano, Unione Europea a parte, le aziende dell'Umbria? I primi 10 paesi extra UE che in base al numero delle imprese sono i principali destinatari delle merci regionali risultano nell'ordine: Stati Uniti; Svizzera; Giappone; Russia; Cina; Canada; Hong Kong; Australia; Corea e Emirati Arabi Uniti.
Salta agli occhi il dato relativo alla Svizzera che si posiziona al secondo posto, subito dietro agli Stati Uniti. Sono oltre 300 le imprese umbre che hanno effettuato operazioni di export verso il paese elvetico.
Una possibile spiegazione del fenomeno si può desumere dall'esame dello stato di nascita dei manager che lavorano nelle sedi d'impresa o unità locali: ben 685 sono di nazionalità svizzera. Il 20% delle persone di nazionalità svizzera opera nelle attività commerciali, il 16% nelle costruzioni, il 13% nel manifatturiero, il 9,5% nei servizi di alloggio e ristorazione e il 9,3% in agricoltura.
Sono 1.176 le imprese umbre che nel primo trimestre del 2014 hanno effettuato attività di export verso i paesi extra-europei. Le operazioni praticate sono state 28.153.
La metà delle imprese esportatrici opera nel settore manifatturiero.
Proprio il Manifatturiero è il settore in cui si registra la quota più elevata di operazioni di esportazione: 81%.
Il 12,3% delle imprese che esportano viene dal Commercio, che totalizza il 26% delle operazioni di esportazioni. Più distanziato il settore agricolo, con 108 imprese, pari al 9,2% del totale, e con una quota del 2,4% delle operazioni.
Seguono, con quote nettamente più basse gli altri settori di attività.
Spicca l'elevato numero di operazioni (685) fatto registrare dalla sezione delle attività professionali a fronte di sole 21 imprese attive in questo settore.
Il 60% delle imprese esportatrici umbre per i paesi extracomunitari è costituito da società di capitale, il 18,5% da società di persone, il 20% da ditte individuali ed il rimanente 2% dalle cooperative e da altre forme giuridiche.
Per quanto riguarda il numero delle operazioni di export, oltre il 92% è stato effettuato dalle società di capitale, il 3,9% dalle società di persone, il 3,4% da imprese individuali e lo 0,4% dalle cooperative e altre forme.
Nei primi sei mesi del 2014 le esportazioni dell'Umbria verso i Paesi extra- Ue, sono diminuite in valore del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente a fronte di un incremento medio nazionale del1'1,1% e di una più modesta crescita dell'Italia centrale dello 0,5%.
La contrazione è molto più contenuta rispetto al 2013 quando il calo era stato del -5,7%.
Una dinamica contrapposta ha invece caratterizzato l'andamento delle importazioni che fanno segnare un aumento del 2,3% rispetto al primo semestre 2013, in controtendenza rispetto alle dinamiche regressive registrate per l'Italia (-2,0%) e per le altre regioni del centro della penisola nel loro complesso (-1,0%).
Secondo l'Istat, i paesi in cui l'Umbria ha esportato il numero maggiore di merci nei primi 6 mesi del 2014, sono stati nell'ordine: Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Belgio. A seguire, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera, Cina e Austria.
Nello stesso periodo (gennaio - giugno 2014) i principali paesi per ordine di importanza nell'interscambio commerciale dell'Umbria sono stati: Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna e Paesi Bassi.
La classifica delle importazioni, nello stesso periodo, vede in testa la Germania, seguita da Spagna, Paesi Bassi, Francia, Cina, Belgio, Brasile, Grecia, Regno Unito e Stati Uniti.

(7 gennaio 2015)

UNIONCAMERE UMBRIA

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