"Creature umbre", inaugurata a Palazzo Donini la mostra sui Centenari francescani. La presidente Proietti: "Come nani sulle spalle dei giganti, vediamo più lontano grazie a chi ci ha preceduto"
(UNWEB) – Perugia, – È stata inaugurata questa mattina a Palazzo Donini, alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la mostra "Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82", curata da Mario Squadroni e Maurizio Terzetti.
All'inaugurazione sono intervenuti, insieme alla presidente e ai curatori, i rappresentanti delle istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, promosso e organizzato dalla Regione Umbria in collaborazione con Sviluppumbria, e realizzato anche con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell'Umbria, degli Archivi di Stato di Perugia e Terni, della Biblioteca Augusta del Comune di Perugia.
"Questa mostra nasce da un'idea che viene da lontano, nata quasi in punta di piedi – ha spiegato la presidente Proietti - e che oggi ci consente di riscoprire una parte importante della memoria della nostra regione. Sapevamo del Centenario del 1982, quando la Regione Umbria istituì un proprio comitato e promosse una mostra diffusa che coinvolse molte città umbre. Non sapevamo, però, che proprio in quell'occasione tutta la documentazione prodotta fosse stata donata alla Regione e che nei nostri archivi fosse rimasto un patrimonio così ricco di materiali e testimonianze. La ricerca dei curatori ha permesso di riportarlo alla luce e di mostrarci quanto ancora ci sia da conoscere e valorizzare.
Noi siamo nani sulle spalle dei giganti – ha proseguito la presidente - capaci di guardare più lontano grazie a chi ci ha preceduto. Questa mostra è un lavoro sulle radici, sulla memoria e sui documenti, che ci permette di comprendere come le generazioni precedenti abbiano costruito e trasmesso il legame tra Francesco e le città umbre.
In questo percorso si inserisce la legge regionale n. 1 del 2026, approvata all'unanimità dal Consiglio regionale, così come la legge nazionale che ha istituito il Comitato nazionale per le celebrazioni. Abbiamo scelto di non istituire un nuovo comitato regionale, ma di rafforzare il ruolo dei Comuni e delle realtà già presenti sul territorio. In pochissimo tempo hanno aderito 62 Comuni, con iniziative realizzate anche insieme al mondo del terzo settore e ispirate ai valori francescani. È una partecipazione che racconta un'Umbria capace di riconoscersi in una memoria comune e di interpretarla in forme nuove.
Questo patrimonio – ha spiegato ancora Stefania Proietti - non si esaurisce nella mostra: molti materiali troveranno spazio nel catalogo scientifico, mentre le esperienze dei Comuni saranno raccolte in un catalogo audiovisivo. Vogliamo lasciare una traccia di questo tempo, perché la memoria possa essere studiata, conservata e consegnata alle generazioni future.
La legge regionale – ha ricordato la presidente - contiene anche un impegno concreto verso il futuro, con la previsione della rete regionale delle cure palliative pediatriche e dell'hospice pediatrico: un modo per mettere al centro le persone più fragili e trasformare i valori francescani in una scelta concreta di cura e comunità.
Abbiamo voluto inaugurare questa mostra proprio oggi, 26 settembre, nel ventinovesimo anniversario del terremoto del 1997 – ha detto infine la presidente Proietti -, per legare la memoria al futuro. Una data che per l'Umbria richiama una ferita profonda, ma che oggi vogliamo rileggere anche nel segno della ricostruzione, della speranza e della capacità di custodire ciò che ci identifica".
La mostra, allestita attraverso grandi pannelli al piano terra di Palazzo Donini, ricostruisce il rapporto tra san Francesco e le città umbre attraverso i documenti delle celebrazioni del 1882, del 1926-27 e del 1981-82. Tra i materiali esposti figurano manifesti, pubblicazioni, documenti amministrativi e altre testimonianze recuperate attraverso un anno di ricerca negli archivi e nelle biblioteche.
"La brevità del percorso espositivo ci ha imposto una scelta rigorosa, limitando la selezione a quelle testimonianze che ci sono sembrate più significative sia per il loro valore documentario sia per la qualità iconografica – ha spiegato Mario Squadroni -. Si tratta tuttavia soltanto di una parte di un patrimonio molto più ampio, che la ricerca ha consentito di individuare e che merita di essere ulteriormente conosciuto e valorizzato". Una parte consistente dei materiali raccolti troverà spazio nel catalogo scientifico, consentendo di restituire una documentazione più articolata delle iniziative e delle testimonianze emerse nel corso del lavoro archivistico.
Maurizio Terzetti ha evidenziato come uno degli elementi più significativi della ricerca sia stata la possibilità di ricostruire, attraverso le fonti, una partecipazione delle città umbre molto più estesa rispetto alla sola Assisi: "Il tramite era sempre Francesco e, in occasione dei Centenari, le città hanno promosso iniziative culturali sia perché coinvolte dai comitati che si costituivano a livello più ampio, sia perché, soprattutto nei centri maggiori, nascevano organismi e gruppi incaricati di organizzare autonomamente le celebrazioni. Partendo da Assisi e Gubbio, che rappresentano naturalmente i luoghi più noti di questa memoria, la ricerca ci ha portato progressivamente a verificare come l'intero territorio regionale avesse partecipato, in forme differenti, alla costruzione e alla trasmissione della memoria francescana". È proprio questa dimensione corale, documentata dalle fonti archivistiche e bibliografiche, ad aver portato i curatori a estendere il racconto a tutte le città umbre coinvolte nelle celebrazioni.
La mostra "Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82" resterà aperta fino al 10 gennaio 2027. È visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30, il sabato dalle 9.30 alle 13.00.
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