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Politica

Caccia, assessore Cecchini: governo chiude anticipatamente caccia a tre specie; si fa ricadere su regioni incoerenza legge

Di Redazione Umbria Notizie Web 21 Gennaio 2015 – 15:51 2 min di lettura

caccia(ASI) Perugia- Con un provvedimento del Consiglio dei Ministri approvato nella seduta di ieri, martedì 20 gennaio, il Governo ha deciso di chiudere immediatamente la caccia alla specie beccaccia, tordo bottaccio e cesena, in sei regioni italiane fra cui l'Umbria. A darne notizia è l'assessore regionale alle Politiche venatorie, Fernanda Cecchini, esprimendo "sconcerto non tanto per il merito del provvedimento, ma per il modo in cui è stato adottato, intervenendo con un atto d'imperio per modificare il calendario venatorio regionale e facendo ricadere sulle Regioni l'incongruenza fra le norme nazionali ed europee".


Il Consiglio dei Ministri ha approvato infatti, su proposta del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, le delibere che assegnano al Governo il potere sostitutivo straordinario per anticipare alla mezzanotte di ieri, martedì 20 gennaio, il termine di chiusura della caccia alle specie cesena, tordo bottaccio e beccaccia nel territorio di Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Marche: un intervento che, secondo lo stesso Ministero, è stato necessario adottare per garantire che beccaccia, tordo bottaccio e cesena non vengano cacciate durante il periodo della riproduzione e il ritorno al luogo di nidificazione, tema oggetto di un'imminente apertura da parte dell'Europa di una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia.
"Nei prossimi giorni rifletteremo con le associazioni venatorie su quanto disposto con questo provvedimento – dice l'assessore – anche in vista dell'elaborazione del nuovo calendario venatorio. Ma resto esterrefatta per come il Governo abbia inteso intervenire, scegliendo le vie più brevi ma non certo più democratiche, per porre fine a un problema che da anni abbiamo segnalato, chiedendo al Ministro competente la conferma o meno dei periodi di caccia indicati nell'articolo 18 della legge nazionale 157 del 1992. A questi ci siamo rigorosamente attenuti, come abbiamo sottolineato nella lettera con cui abbiamo espresso, motivandola, la nostra contrarietà all'anticipo della chiusura della caccia a tordo bottaccio, beccaccia e cesena, sia pure per dieci giorni".
"Invece di questo 'commissariamento' – dice ancora l'assessore regionale – ci saremmo aspettati che il Governo intervenisse coinvolgendo le Commissioni parlamentari e il Parlamento per approvare le modifiche alla legge nazionale. È inaccettabile che una evidente incoerenza della legge 157, che all'art. 1 comma 4 dichiara l'integrale recepimento delle direttive comunitarie riguardanti la materia, affermazione evidentemente smentita dagli atti assunti dal Consiglio dei Ministri, venga poi fatta ricadere sulle Regioni".

Nota della Redazione

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