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Politica

Assemblea generale della Cgil dell'Umbria: necessaria una fase di mobilitazione territoriale e regionale

Di Redazione Umbria Notizie Web 14 Gennaio 2022 – 18:35 2 min di lettura

20220114 100435Crescono gli iscritti al sindacato, nonostante la pandemia: sono 98890, l'11,5% della popolazione umbra

(UNWEB) "Da anni la nostra regione patisce un declino economico e sociale inaccettabile che innesca a sua volta allarmanti fenomeni di spopolamento, soprattutto nelle aree interne.
Chi nega o ha negato questo stato di cose lo fa per evitare di assumersi le responsabilità di quanto è accaduto e sta accadendo". Lo si legge nel documento politico conclusivo approvato al termine dell'assemblea di organizzazione della Cgil dell'Umbria, che si è svolta nelle giornate di giovedì 13 e venerdì 14 gennaio, presso l'aula magna dell'Università degli Studi di Perugia, con la partecipazione del segretario della Cgil nazionale, Giuseppe Massafra. Nel documento l'assemblea generale "dà mandato" alla segreteria confederale regionale di definire "un percorso, privilegiando l'azione unitaria, che porti all'avvio di una fase di mobilitazione territoriale e regionale che evidenzi e contrasti questo grave stato di cose". Tra gli elementi di criticità più forti che spingono la Cgil dell'Umbria (98890 iscritti al 31/12/2020, 3mila in più rispetto al 2019, pari all'11,5% dell'intera popolazione regionale) ad avviare una fase di forte mobilitazione c'è la situazione sanitaria: "Le mancate assunzioni, peraltro concordate con il sindacato e mai realizzate - si legge ancora nell'ordine del giorno approvato - hanno messo in ginocchio il sistema sanitario, spingendo una fetta di popolazione (quella che ha le possibilità economiche per permetterselo) verso la sanità privata. Le speculazioni di questi ultimi mesi, in particolare sul costo di tamponi, sono del tutto inaccettabili. Le modalità, ancor prima dei contenuti, con cui si è scritto il nuovo piano sanitario regionale, palesano in modo inequivocabile un metodo politico autarchico e sordo. Modello autoritario che sta caratterizzando la linea di condotta della giunta Tesei".
"Lo sciopero generale di dicembre è stato un punto di partenza e non di arrivo della mobilitazione - ha detto nelle sue conclusioni Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil nazionale - Siamo in un contesto in cui il distanziamento sociale si è trasformato in distanza sociale, nel senso che la pandemia ha ulteriormente ampliato le disuguaglianze esistenti. Per ridurre e contrastare queste distanze - ha aggiunto Massafra - abbiamo bisogno, a livello centrale come a quello locale, di politiche economiche, di sviluppo, sanitarie e sociali, che cambino il paradigma attuale, rimettendo al centro i diritti e gli interessi del mondo del lavoro e delle fasce più deboli della popolazione. Competenza, formazione, capacità di dare risposte sempre più qualificate e di sopperire all'indebolimento della macchina amministrativa, insieme a una forte capacità di mobilitazione, sono gli strumenti attraverso i quali, anche in Umbria, la Cgil vuole e può contribuire a cambiare e creare futuro".

Nota della Redazione

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