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Politica

Apertura solenne dell'Ottavo centenario della morte di San Francesco a Santa Maria degli Angeli. Concesso per l'anno il dono dell'indulgenza plenaria. La presidente Proietti: "Si apre oggi il giubileo francescano dell'Umbria"

Di Redazione Umbria Notizie Web 10 Gennaio 2026 – 16:25 4 min di lettura

7(UNWEB) – Perugia,  – Con un rito di straordinaria intensità spirituale e simbolica, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli davanti alla Porziuncola si è aperto questa mattina l'Ottavo centenario della morte di San Francesco, inaugurando ufficialmente l'anno del Transito 2026. Una celebrazione che ha riportato al centro della scena ecclesiale e civile il cuore dell'eredità del Poverello di Assisi: la pace come scelta, la riconciliazione come metodo, la fraternità come responsabilità universale.

Alla solenne apertura ha partecipato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, insieme alle massime autorità religiose e civili e ai rappresentanti della Famiglia francescana mondiale. "L'Umbria – ha dichiarato la presidente Proietti – è forte del messaggio universale di Francesco, profezia di pace per il nostro tempo. Oggi non si apre soltanto un calendario di celebrazioni, ma un orizzonte che parla al mondo contemporaneo, attraversato da conflitti, disuguaglianze e fratture profonde. Il Transito di San Francesco non è memoria del passato, ma criterio per il presente: scegliere le cose importanti, ricucire ciò che è diviso, custodire la vita come bene comune. La nostra regione intende essere spazio credibile di dialogo, di incontro e di responsabilità verso la persona e verso il creato".

Il rito si è aperto con la Liturgia della Luce e con l'accensione del Cero pasquale nella Cappella del Transito, guidata dal vescovo di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino e Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, e dal sindaco di Assisi Valter Stoppini. Dal Cero, segno della vittoria della vita sulla morte, la luce è stata poi condivisa nelle diverse stazioni, in memoria della riconciliazione tra il vescovo e il podestà di Assisi evocata dal Cantico delle Creature, profezia di pace che Francesco volle consegnare alla sua città e al mondo.
Al centro della celebrazione è stata posta l'icona più antica di San Francesco, custodita alla Porziuncola, assunta come "luogo teologico" del Transito: non solo memoria storica, ma segno visibile di una vita interamente conformata al Vangelo fino al dono totale di sé.
La presenza unitaria dei sei rami della Famiglia Francescana ha reso percepibile la dimensione universale dell'evento. Erano presenti fra Massimo Fusarelli OFM, Ministro generale dei Frati Minori; fra Carlos Alberto Trovarelli OFMConv, Ministro generale dei Frati Minori Conventuali; fra Roberto Genuin OFMCap, Ministro generale dei Frati Minori Cappuccini; Tibor Kauser OFS, Ministro generale dell'Ordine Francescano Secolare; fra Armando Trujillo Cano TOR, Ministro generale del Terz'Ordine Regolare, insieme a sr. Daisy Kalaparamban, presidente della Conferenza Francescana Internazionale del Terz'Ordine Regolare.

Il cammino liturgico è stato scandito dai grandi temi del Testamento di San Francesco – misericordia, preghiera, fraternità, lavoro, riconciliazione, affidamento finale – come tappe dell'eredità spirituale consegnata all'umanità. Nella proclamazione delle Fonti francescane e del Vangelo, negli interventi dei Ministri generali e nei segni simbolici, la Porziuncola e la Cappella del Transito sono diventate spazio di una narrazione viva capace di intrecciare fede, storia e responsabilità del presente.

In questo quadro si inserisce il messaggio inviato dal Santo Padre Leone XIV per l'apertura dell'Ottavo centenario. Richiamando le parole di San Francesco – "Il Signore ti dia pace" – il Papa ha sottolineato che si tratta dell'annuncio pasquale stesso del Risorto: "Pace a voi", segno della vittoria di Cristo sulla morte. Il Pontefice ha collegato il saluto francescano al canto degli angeli nella notte di Natale – "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama" – ricordando che la pace proclamata dal Poverello è la stessa pace di Cristo, dono che scende dall'alto e che non può essere costruito con le sole forze umane.
In un tempo segnato da conflitti, divisioni interiori e fratture sociali, il Papa ha indicato nella vita di Francesco la sorgente autentica della pace: una pace che non riguarda soltanto le relazioni tra gli uomini, ma abbraccia l'intero creato. Francesco, che chiama il sole fratello e la luna sorella, riconosce in ogni creatura il riflesso della bellezza divina e ci ricorda che la pace riguarda tutta la famiglia del creato. Pace con Dio, pace tra gli uomini, pace con il creato: dimensioni inseparabili di un'unica chiamata alla riconciliazione universale. Affidando al mondo l'eredità spirituale del Poverello, il Santo Padre ha invocato una rinnovata fiducia nel Signore e una vita conforme al Vangelo, impartendo infine la Benedizione Apostolica a quanti partecipano alle celebrazioni dell'Ottavo centenario del Transito.

"Il Transito – ha concluso la presidente Proietti – ci consegna una responsabilità che interpella anche le istituzioni civili: la pace non è un'astrazione, ma una pratica quotidiana; la fraternità oltre ad essere un sentimento è un impegno che si traduce in coesione sociale, attenzione agli ultimi, cura del lavoro, dei territori, del paesaggio e delle giovani generazioni. L'Umbria, cuore del francescanesimo, è chiamata a essere all'altezza di questa eredità, traducendo la profezia di Francesco in scelte concrete per il nostro tempo".
Con l'apertura solenne di oggi, l'Umbria entra pienamente nell'anno del Centenario come luogo in cui il messaggio di Assisi viene assunto, rilanciato e affidato alla responsabilità dell'intera comunità, perché la parola "pace" torni a essere, prima di tutto, una scelta vissuta. In occasione dell'anno centenario, la Penitenzieria apostolica ha concesso il dono dell'indulgenza plenaria per tutto il corso dell'anniversario nelle chiese francescane di tutto il mondo, come stabilito dal decreto promulgato stamani nel bollettino della Santa Sede.

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Nota della Redazione

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