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Politica

Difesa del suolo e rischio idrogeologico, l'assessore Thomas De Luca: "Impegno della Regione per una nuova legge sulle frane. Risorse strutturali e pronti interventi per un'Umbria più sicura"

Di Redazione Umbria Notizie Web 30 Gennaio 2026 – 19:57 3 min di lettura

Assessore Thomas De Luca 2(UNWEB) – Perugia,   "Le situazioni che hanno colpito il nostro territorio, dalla chiusura della statale Flaminia a Strettura alla frana sulla provinciale Bagnorese, confermano che la fragilità idrogeologica dell'Umbria non può più essere gestita solo in termini di emergenza. Serve una legge che garantisca copertura annuale e risorse certe dal bilancio regionale per non dipendere esclusivamente dai trasferimenti statali". L'assessore all'ambiente, Thomas De Luca, interviene sulla necessità di dotare la Regione di uno strumento normativo aggiornato rispetto all'attuale Testo Unico del 2015 con risorse certe per il consolidamento e la prevenzione del rischio frane.

"Un territorio fragile richiede risposte certe - prosegue l'assessore De Luca - l'Umbria è caratterizzata da una franosità diffusa. Sebbene la pianificazione territoriale sia attualmente regolata dal Testo Unico del 2015 (L.R. 1/2015), tale normativa si concentra principalmente sulla tutela paesaggistica e sulla programmazione. È giunto il momento di andare oltre. Serve una legge dedicata che riprenda e attualizzi l'efficacia della vecchia norma del 1978 che per anni ha permesso interventi diretti e pronti interventi in caso di calamità".

In Umbria il rischio idrogeologico da frana è da considerarsi elevato a causa della complessità dell'assetto geologico-strutturale e della varietà del paesaggio geomorfologico, spesso caratterizzato da strette valli solcate da corsi d'acqua con portate importanti e da rilievi con versanti acclivi modellati su rocce stratificate, talvolta a franapoggio o su terreni dalle caratteristiche geotecniche scadenti. A scala regionale la franosità di sfondo dell'Umbria si può qualificare come diffusa, in quanto le frane si distribuiscono su quasi tutto il territorio collinare-montano, anche se prevalentemente con forme quiescenti, persistente nel territorio, poiché le frane tendono a ripetersi negli stessi ambiti geomorfologici in cui si sono verificate in passato, e ricorrente, soggetta cioè a riattivazioni nelle stagioni piovose. Da fonti Ispra risultano censite in Umbria aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (P3 e P4) pari a 498,9 Km2 corrispondenti al 5.9% del territorio regionale e complessivamente le aree a pericolosità (P1 P2 P3 P4) coprono un territorio pari a 1.194,9 km2 corrispondenti a 14.1% del totale.

Sempre da fonti Ispra la popolazione a rischio residente in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata è pari a 18.028 abitanti, ovvero pari al 2,1%, mentre la popolazione complessivamente residente in aree a pericolosità da frana è pari a 168.801 abitanti, pari al 19,7% del totale. Il quadro è ulteriormente aggravato dagli effetti dei cambiamenti climatici, che determinano eventi pluviometrici più intensi e frequenti, rendendo indispensabile la disponibilità di risorse strutturali e continuative per la gestione e la prevenzione delle emergenze.

"È fondamentale – conclude l'assessore De Luca, che ribadisce l'impegno per un provvedimento che garantisca ai cittadini e alle imprese una rete viaria sicura e un territorio protetto - avere una disponibilità finanziaria immediata per intervenire laddove il maltempo causi l'interruzione di arterie vitali. Serve una copertura annuale e risorse certe dal bilancio regionale per non dipendere esclusivamente dai trasferimenti statali, uno stanziamento dedicato a dare continuità ai cantieri di pronto intervento. Oltre l'80% dei fenomeni franosi in Umbria è influenzato da eventi meteorologici intensi. Una legge moderna deve finanziare la sorveglianza attiva e la manutenzione costante per evitare il collasso delle infrastrutture. Inoltre abbiamo la responsabilità di sbloccare una situazione normativa ferma dal 2015".

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Nota della Redazione

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