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Politica

Legge regionale rifiuti, Fp Cgil: "Servono più tutela e sicurezza per i lavoratori"

Di Redazione Umbria Notizie Web 7 Settembre 2026 – 13:21 2 min di lettura

L'organizzazione sindacale interviene sul disegno di legge chiedendo garanzie per i 1600 impiegati: "Rispetto di salute e diritti per chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale"

(UNWEB) – Perugia, – "Pur apprezzando nell'insieme l'impianto del Disegno di legge regionale sui rifiuti, orientato all'economia circolare, riteniamo necessario un rafforzamento delle tutele occupazionali e della sicurezza dei lavoratori di fronte alle trasformazioni previste. Particolare attenzione andrà riservata per l'Ato (Ambito territoriale ottimale) unico regionale e i nuovi modelli di gestione dei centri di raccolta. Queste trasformazioni rischiano ricadute pesanti sui lavoratori se non accompagnate da garanzie vincolanti sottoscritte nel nuovo piano regionale sui rifiuti, soprattutto se non viene rafforzato il ruolo del pubblico". È quanto afferma l'organizzazione sindacale Fp Cgil Umbria in merito in merito al disegno di legge adottato dalla Giunta regionale dell'Umbria, che ridefinisce completamente la gestione integrata dei rifiuti, puntando alla transizione ecologica e all'economia circolare.

Più nello specifico, la Fp Cgil Umbria interviene su diversi aspetti. Innanzitutto chiedendo, "in ogni forma di affidamento, in maniera inderogabile, il riassorbimento di tutto il personale in caso di cambio di appalto; che ogni ristrutturazione o innovazione tecnico-organizzativa con impatto occupazionale,  sia preceduta dal confronto con Rsu e organizzazioni sindacali, alla ricerca di soluzioni di salvaguardia occupazionale e di mantenimento del livello di inquadramento e del trattamento retributivo in atto; la piena applicazione delle clausole sociale occupazionale e salariale, pena di esclusione dal disciplinare di gara; che l'espansione della raccolta porta a porta sia accompagnata dalla messa in campo di mezzi e attrezzature e implementazione degli organici a tutela della salute dei lavoratori e da un'adeguata rotazione delle mansioni, considerato il carattere usurante che la movimentazione manuale di mastelli e contenitori comporta nel tempo; che prima dell'uscita del bando di gara da parte dell'ente gestore, si attivi il confronto e la contrattazione d'anticipo con l'Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico) al fine di applicare completamente quanto previsto in termini di tutele occupazionali, salariali e economiche di tutti i 1.600 lavoratori impiegati nel ciclo; che venga attivata per tempo la contrattazione di anticipo con le aziende del settore, in modo da definire preventivamente le ricadute organizzative e occupazionali delle trasformazioni previste dal disegno di legge, prima che si producano effetti sui livelli di inquadramento e sulle condizioni di lavoro; una valutazione preventiva dell'impatto occupazionale complessivo, anche dell'indotto, dovuto dal passaggio dalla gestione attuale in quattro ambiti territoriali in un unico ambito regionale; l'applicazione inderogabile del Contratto nazionale di lavoro Igiene ambientale per tutto il personale dei centri di raccolta e riuso, a prescindere dal gestore, per evitare contratti con condizioni peggiori; la continuità degli accordi aziendali e territoriali in vigore in caso di cambio gestore; l'estensione delle tutele di riassorbimento anche al personale impiegatizio e amministrativo, oggi spesso escluso".

"Non ci opponiamo alla modernizzazione – conclude la Fp Cgil –, ma pretendiamo il pieno rispetto della salute e dei diritti di chi garantisce ogni giorno un servizio essenziale".

Nota della Redazione

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