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Politica

"Creature umbre", dagli archivi il racconto delle città umbre che hanno celebrato san Francesco

Di Redazione Umbria Notizie Web 25 Settembre 2026 – 16:22 5 min di lettura

(UNWEB) – Perugia,   - Un patrimonio documentario in gran parte inedito, recuperato attraverso un anno di ricerche negli archivi e nelle biblioteche umbre, per raccontare come le città della regione abbiano custodito e rinnovato nel tempo la memoria di san Francesco. È "Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82", la mostra allestita a Palazzo Donini, a Perugia, che è stata presentata oggi alla stampa e che sarà inaugurata domani mattina alle 11.30.


All'anteprima sono intervenuti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e i curatori Mario Squadroni e Maurizio Terzetti, che hanno illustrato il percorso e il lavoro di ricerca alla base dell'esposizione.
La mostra, promossa e organizzata dalla Regione Umbria in collaborazione con Sviluppumbria, è realizzata anche con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell'Umbria, degli Archivi di Stato di Perugia e Terni, della Biblioteca Augusta del Comune di Perugia. L'esposizione è allestita al piano terra di Palazzo Donini attraverso grandi pannelli che accompagnano il visitatore lungo otto secoli di storia umbra, dalle suggestioni dantesche fino alle celebrazioni dei tre grandi Centenari francescani del 1882, del 1926-27 e del 1981-82.
Al centro del lavoro dei curatori c'è stata la volontà di riportare alla luce il patrimonio conservato negli archivi e di verificare, attraverso le fonti, quanto fosse ampia la partecipazione delle città umbre alle diverse stagioni delle celebrazioni. "Abbiamo voluto valorizzare il contenuto degli archivi che conservano documenti preziosissimi ma sconosciuti al grande pubblico", ha spiegato Mario Squadroni, sottolineando il lavoro svolto insieme agli archivisti e ai bibliotecari degli istituti coinvolti.
La ricerca, hanno raccontato i curatori della mostra, è partita dalle principali città legate alla tradizione francescana e si è poi allargata all'intero territorio regionale. Assisi e Gubbio hanno costituito un primo punto di partenza, dunque, ma le carte hanno mostrato una partecipazione molto più ampia: Perugia, Cannara, Foligno, Orvieto, Spoleto, Città di Castello, Todi e altri centri sono presenti attraverso documenti relativi a iniziative, comitati, processioni, mostre, conferenze e pubblicazioni. La ricerca ha così restituito una trama diffusa della memoria francescana, nella quale le diverse comunità umbre hanno trovato forme proprie per ricordare San Francesco in occasione dei Centenari.
A scandire le tre principali stagioni delle celebrazioni sono anche tre figure che, in epoche diverse, hanno rappresentato un punto di riferimento per il rapporto tra San Francesco e le città umbre: Antonio Cristofori per Assisi nel 1882, Arnaldo Fortini per il 1926 e Roberto Abbondanza per il 1982. Tre figure che permettono di leggere attraverso persone, luoghi e documenti l'evoluzione di una memoria francescana che da Assisi si estende progressivamente all'intero territorio regionale.
Un elemento che la ricerca dei curatori ha permesso di mettere a fuoco è anche la storia dei Centenari non celebrati. Nel 1826 ricorreva il sesto centenario della morte di san Francesco, ma quella ricorrenza non fu oggetto di celebrazioni pubbliche: la consuetudine dei Centenari francescani sarebbe maturata solo più avanti. Pochi anni prima, nel 1818, era stato ritrovato il corpo del Santo, dopo un lungo percorso di ricerche e di discussione delle tradizioni legate alla sua sepoltura. La mostra documenta questa vicenda anche attraverso una dissertazione di padre Lipsin, custode e bibliotecario del Sacro Convento, e altre testimonianze relative al ritrovamento e alla successiva sistemazione della tomba.
È nel secondo Ottocento che la celebrazione pubblica della memoria francescana comincia progressivamente a consolidarsi, fino al 1882, indicato dai curatori come il primo Centenario ufficiale. Proprio questo passaggio consente di leggere il 1882 non come un episodio isolato, ma come l'avvio della stagione dei grandi Centenari che la mostra ricostruisce attraverso le fonti d'archivio.
Il 1926 rappresenta una stagione di grande partecipazione, nella quale Assisi assume un ruolo particolarmente forte ma anche le altre città umbre si muovono attorno alla ricorrenza; nel 1982, invece, la Regione assume un ruolo di coordinamento e dà alle iniziative una dimensione istituzionale regionale.
Per il 1926 i curatori hanno scelto di parlare di un "cantico delle città umbre", proprio per sottolineare la coralità di quella stagione. "Nel '26 c'è stato un movimento implicito, una suggestione spontanea che ha avuto un forte effetto", ha spiegato Terzetti. Nell'82, invece, "questa coralità quasi spontanea è diventato un impegno istituzionale della Regione, con il coinvolgimento diretto del Comitato regionale per il Centenario francescano".
Particolarmente significativo è il patrimonio documentario relativo a quest'ultima fase. Le carte del Comitato, riordinate e inventariate, hanno permesso di ricostruire l'attività svolta per organizzare le celebrazioni e coinvolgere progressivamente enti umbri e altre regioni italiane. Tra le iniziative realizzate nel 1982, ad esempio, ci furono cinque mostre a Perugia, Assisi, Narni, Gubbio e Todi, dedicate a opere d'arte, monumenti, codici, libri e incunaboli.
Particolare rilievo hanno alcuni manifesti delle celebrazioni, tra cui quello del 1882, un originale alto circa due metri e mezzo, articolato in tre parti e sottoposto a un importante intervento di restauro. I documenti destinati all'esposizione sono stati restaurati dal laboratorio di restauro dell'Archivio di Stato, consentendo di recuperare anche materiali di grande formato che presentavano piegature e deterioramenti.
Tra le testimonianze più particolari individuate nel corso della ricerca c'è il libro d'ore riemerso da Campello sul Clitunno, che conserva due preghiere manoscritte a san Francesco, una delle quali attribuita a Bonaventura da Bagnoregio. Nel percorso questo documento viene accostato alla più ampia tradizione letteraria legata alla figura del Santo e alle testimonianze che, nei secoli, hanno contribuito a costruirne la memoria.
La mostra propone una selezione curata del patrimonio emerso dalla ricerca, ma il lavoro proseguirà con la pubblicazione del catalogo scientifico, previsto tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre, che permetterà di raccogliere anche una parte dei materiali emersi dalla ricerca e non inseriti nel percorso espositivo.

Informazioni per la visita
La mostra "Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82" sarà inaugurata domani, sabato 26 settembre, alle 11.30 a Palazzo Donini e resterà aperta fino al 10 gennaio 2027.
È visitabile il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13. Il sabato mattina, in date selezionate, per i gruppi sarà possibile prenotare una visita guidata gratuita condotta dai curatori.

Nota della Redazione

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